Il 24 novembre la marea femminista scende ancora in piazza

Il 24 novembre la marea femminista scende ancora in piazza

Pubblichiamo la dichiarazione della Presidente nazionale dell’Arci Francesca Chiavacci e del Presidente Arci Sicilia e Responsabile nazionale Legalità Salvo Lipariin merito alla fotografia del candidato a sindaco di Corleone per il M5S con il nipote del boss Provenzano.
 “Siamo la marea femminista che in Italia e nel mondo ha levato il suo grido globale contro la violenza maschile, di genere e razzista e contro i governi che la legittimano. Da più di due anni siamo nelle piazze e nelle strade a ribadire che i femminicidi sono la punta di un iceberg fatto di oppressione: la violenza maschile comincia nel privato delle case ma pervade ogni ambito della società e diventa sempre più strumento politico di dominio, producendo solitudine, disuguaglianze e sfruttamento.Il governo Salvini – Di Maio si è fatto portatore di una vera e propria guerra contro donne, migranti e soggettività lgbt*qia+, attraverso misure e proposte di legge che insistono su un modello patriarcale e autoritario che vorrebbe schiacciare e ridurre al silenzio la nostra libertà.Contro le donne si scaglia il Ddl Pillon su affido e mantenimento dei figli per difendere la famiglia tradizionale e ristabilire ruoli e gerarchie di genere che negano l’autodeterminazione delle donne.La libertà di decidere sul nostro corpo e delle nostre vite è sempre più attaccata da campagne fondamentaliste di criminalizzazione dell’aborto che oggi trovano spazio in ogni parte del mondo e rappresentanza nel governo. Noi rispondiamo che la libertà di abortire non si tocca e che il Ddl Pillon non si riforma, si blocca!Vogliamo un reddito di autodeterminazione, universale e individuale, un salario minimo europeo, welfare universale e servizi, per uscire dal ricatto della povertà e della violenza.Riconosciamo scuole e università come luoghi di formazione e di lavoro che producono e riproducono le dinamiche violente della società razzista e patriarcale in cui viviamo.Attraversiamo città rese sempre più cupe e ostili dalla privatizzazione dello spazio pubblico, dalla militarizzazione delle strade, da provvedimenti per la sicurezza che divengono apartheid. In tutto il mondo continuiamo a urlare che le strade sicure le fanno le donne e le soggettività libere che le attraversano, costruendo le città femministe che meritiamo di vivere. Vogliamo una Casa per dormire, consultori per amare, centri antiviolenza per vivere e sognare.Non ci stiamo al gioco razzista che strumentalizza stupri e femminicidi. La violenza contro le donne non ha colore: è sempre violenza maschile. Rivendichiamo la libertà di muoverci e di restare, diritto d’asilo, cittadinanza e un permesso di soggiorno europeo senza condizioni, svincolato da lavoro, matrimonio e studio.Ci volete sottomesse, ricattate e sfruttate, ci avrete ribelli! Noi siamo il cambiamento.Il 24 novembre a Roma sarà marea femminista senza bandiere e simboli identitari e di partito. Privilegiamo i contenuti, la costruzione di rete e relazioni. Abbiamo un Piano femminista contro la violenza maschile e di genere con cui vogliamo trasformare la società, il mondo intero.Il 25 novembre poi ci ritroveremo in assemblea nazionale verso lo sciopero globale delle donne dell’8 marzo. Lo stato di agitazione permanente è appena cominciato!”

Ultimi articoli

Ha preso il via oggi, lunedì 30 maggio, un nuovo campo della legalità Suvignano #benecomune

In occasione del 17 Maggio abbiamo voluto marcare il segno del nostro impegno, accendendo la luce

COMUNITA' GLOBALI - Solidarietà internazionale e volontariato per tutt* Corso di formazione del Cesvot in collaborazione

Finalmente, dopo due anni in cui la Festa della Liberazione ha dovuto fare i conti

ROMA 30 MARZO 2022 - ‘Accoglienti per Natura’: sono le parole scelte dall’Arci per la

La guerra torna in Europa. Le nostre comunità partecipano con sgomento ed incredulità ai sentimenti

Firenze, 11 febbraio 2022 - Siamo molto preoccupati per la salute delle nostre comunità. I dati che

ARCI Toscana, con il contributo con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese, sostiene