Covid, Arci: “le nostre sedi e i nostri volontari a disposizione delle istituzioni per la somministrazione di tamponi e vaccini”

Covid, Arci: “le nostre sedi e i nostri volontari a disposizione delle istituzioni per la somministrazione di tamponi e vaccini”

Con l’inizio della seconda fase della campagna vaccinale in Italia anche i Circoli Arci scendono in campo dando la propria disponibilità per diventare luoghi dove ospitare le somministrazioni dei vaccini. In Toscana alcuni Circoli Arci sono già stati selezionati dalle autorità sanitarie ed inizieranno nei prossimi gironi ad essere operativi, dando così un prezioso contributo spesso in comunità di piccole dimensioni dove le case del popolo svolgono sempre più un ruolo di punto di riferimento sociale.

Già dal primo lockdown molti Circoli e Associazioni Arci hanno dato il loro contributo per contrastare la pandemia. C’è chi l’ha fatto consegnando spesa e farmaci a domicilio alle persone più in difficoltà, chi attivando servizi di supporto psicologico a distanza, chi organizzando il sostegno alimentare o la consegna gratuita delle mascherine o ancora realizzando iniziative culturali o doposcuola o formazioni online, per coinvolgere e sostenere le persone più sole.

“Oggi si gioca una nuova partita, quella della vaccinazione – spiega il Presidente di Arci Toscana Gianluca Mengozzi – e anche in questo caso vogliamo dare il nostro contributo. Per questo, fin da subito, abbiamo dato la nostra disponibilità al Presidente della Regione Toscana e agli assessori competenti in materia di salute e ai sindaci dei comuni per l’individuazione di alcuni spazi delle Case del Popolo per la somministrazione di tamponi e vaccini. La pandemia non può essere “sconfitta” da soli – conclude Mengozzi – per questo in un momento così difficile e allo stesso tempo decisivo per il futuro del Paese, siamo pronti ad offrire la nostra collaborazione per svolgere un’azione comune per contrastarla”.

Così, anche se per le proprie attività i Circoli rimangono costretti ancora alla chiusura e permane una ingiusta discriminazione che consente agli esercizi commerciali di esercitare una attività di somministrazione che a noi resta vietata, l’Arci Toscana vuole continuare a svolgere il proprio ruolo di presidio di solidarietà e di riferimento per tanti cittadini e tante cittadine.

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