Cittadini stranieri al voto

Cittadini stranieri al voto

Per il nono anno tornano i campi della legalità promossi da ARCI, Cgil, Flai, Spi insieme a Libera. 37 campi e 2 laboratori di formazione organizzati nei terreni confiscati alle mafie in 10 regioni italiane. Un’opportunità da non perdere per i giovani toscani che possono ancora iscriversi. 
 Un vero e proprio seggio, dove gli immigrati potranno esprimere il proprio voto alle elezioni regionali del 31 maggio prossimo. Sarà allestito in Piazza Mercatale a Prato, sotto le logge della Camera del Lavoro.Un seggio simbolico (l’unico in tutta la Toscana) per sensibilizzare istituzioni, media e opinione pubblica sul fatto che sono migliaia i cittadini stranieri residenti che hanno gli stessi doveri degli italiani e dei cittadini comunitari, ma non gli stessi diritti. L’iniziativa avrà il patrocinio del Comune di PratoSono infatti 5 milioni gli immigrati regolari esclusi dalle elezioni regionali del 31 maggio. Detto in altre parole: è come se un’intera regione non votasse. Un’intera regione che non ne ha diritto. Ma che vive e lavora qui, paga le tasse ma non ha rappresentanza (il ribaltamento del principio anglosassone: no taxation without representation, niente tasse senza rappresentanza).”È una manifestazione politica per dare voce a quelli che consideriamo fantasmi – spiega Angelo Colombo, responsabile immigrazione della Uil Toscana – In Italia sono 5 milioni, a Prato qualcosa come 20-25 mila: sono i cittadini stranieri che potrebbero votare alle amministrative, come chiediamo da tempo, ma che non lo possono fare. Ci impegniamo in questa campagna perché crediamo che politiche di immigrazione vadano governate attraverso l’integrazione, cioè introducendo le comunità straniere alle nostre regole democratiche”.”È assurdo che stranieri regolari nel nostro paese, che pagano le tasse, non possano votare – spiega Giancarlo Targioni della Cgil di Prato -. Crediamo che sia giusto che chi vive e lavora qui abbia la possibilità di far sentire la propria voce”.”L’iniziativa ha un importante valore simbolico, poiché cerca di coinvolgere e sensibilizzare tutte quelle persone che si sentono parte attiva della comunità, anche se l’attuale normativa non prevede il loro voto alle elezioni amministrative – è il pensiero dell’assessore ai diritti di cittadinanza del Comune di Prato, Simone Faggi – Il seggio virtuale in piazza Mercatale è l’occasione, anche per le istituzioni, per riflettere sui diritti di cittadinanza e sulla necessità di affrontare il tema di un riconoscimento dei diritti come dei doveri dei nuovi cittadini. Auspico perciò una grande partecipazione all’iniziativa promossa da sindacati ed associazioni con il patrocinio del Comune di Prato. “”Chi abita in un territorio e contribuisce a farlo progredire, dovrebbe poter dire come e da chi vada amministrato quel territorio – è l’opinione di Francesca Materozzi di Arci Prato – Quale occasione migliore di integrazione è il voto amministrativo di una città? È questa la strada che vogliamo percorrere per un’integrazione vera e di fatto”.”Le comunità di stranieri, qui a Prato ma anche in altre parti della Toscana e dell’Italia, sono pronte a votare per le amministrative visto che qui vivono e lavorano – ha aggiunto Jamal Banoir, sindacalista Uil e presidente della’Associazione Mediterranea -. Anzi sarebbe l’occasione per parlare di temi che riguardano tutti, non solo gli stranieri in quanto tali.Dove si vota e chi può votare? Si vota al seggio allestito a Prato in piazza Mercatale sotto le logge della Camera del Lavoro, dalle 9 alle 12. Possono votare tutti i cittadini stranieri residenti nel Comune di Prato in possesso di carta di identità valida. Domenica sera, dopo la chiusura dei seggi regolari, saranno diffusi i dati relativi alla consultazione al seggio simbolicoL’iniziativa è promossa a livello nazionale da “L’Italia sono anch’io”, una rete di associazioni che ha organizzato nelle 7 regioni che il 31 maggio andranno al voto il seggio simbolico. “L’Italia sono anch’io” è promotrice di due proposte legge di iniziativa popolare che hanno raccolto 200 mila firme: una sulla cittadinanza basata sull’introduzione dello ius soli e una sul diritto di voto alle elezioni amministrative a chi risiede nel nostro paese da più di 5 anni.Della rete “L’Italia sono anch’io” fanno parte Arci, Acli, Cgil, Uil, Rete G2 – Seconda Generazione, Rete Primo Marzo, Migrantes, Caritas Italiana, Ugl, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Lunaria.

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