Caso Solimano: “Risultato di un approccio ideologico”

Caso Solimano: “Risultato di un approccio ideologico”

VENERDI’ 1° FEBBRAIO alle ore 20 presso il circolo ARCI “La Vedetta” di Settimello (Calenzano) si terrà la “Cena Siciliana della Legalità”, una cena tipica siciliana cucinata dagli amici della cooperativa “LAVORO E NON SOLO” di Corleone, che lavorano sui terreni confiscati alla mafia.Il ricavato della cena (costo a persona € 20,00) andrà a finanziare l’acquisto di un mezzo agricolo per la cooperativa.Sarà un’occasione per parlare di legalità grazie anche agli ospiti che interverranno durante la serata: VALERIA FEDELI Capolista al Senato per il Partito Democratico I SOCI DELLA COOPERATIVA ANTIMAFIA “LAVORO E NON SOLO” DI CORLEONE Per prenotare: Laura Lippi 338 2113189 – acquario@people.itEmiliano Poli 335 5299272 – info@emilianopoli.it
 Quanto accaduto a proposito del cosiddetto rimpasto nella giunta comunale di Livorno ci lascia interdetti e ci porta a considerare la vicenda come il risultato di un approccio ideologico.Prendiamo atto della decisione di Marco Solimano di rinunciare all’incarico di assessore che il sindaco Cosimi aveva deciso di assegnargli e esprimiamo la nostra solidarietà in questo momento di amarezza.Pensiamo che le vicende legate ad una stagione buia del nostro Paese abbiano procurato ferite difficili da rimarginare, e rimaniamo vicini alle vittime del terrorismo, ma non possiamo tacere che i diritti civili e politici valgono per tutti.Marco Solimano, presidente da 13 anni dell’Arci di Livorno, si dissociò, a suo tempo, dalla lotta armata, e ha scontato la sua pena. Inoltre Solimano è stato consigliere comunale per dieci anni, una carica, precisiamo, elettiva, quindi frutto di un passaggio al vaglio degli elettori. Solimano, oggi, è anche Garante dei Diritti dei Detenuti nel Comune labronico.Siamo consapevoli della delicatezza della fase che sta attraversando l’Italia e non siamo intenzionati ad alzare i toni della polemica, ma non possiamo non ribadire, come affermato in altre occasioni, che purtroppo il nostro Paese, e per tanti versi anche la Toscana, risentono di una impostazione culturale che impedisce di compiere un ragionamento laico sulla vita di coloro che in passato hanno commesso degli errori, ma da quegli errori hanno voluto prendere le distanze e intraprendere la strada del confronto democratico, civile, non-violento.Gianluca Mengozzi, presidente di Arci Toscana Firenze, mercoledì 23 gennaio 2013

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