Arci su Salvini:”Il vero business è quello dei trafficanti”

Arci su Salvini:”Il vero business è quello dei trafficanti”

“Identità in una città in cambiamento”. È questo il titolo dell’iniziativa al via domani, organizzata da Arci, Samarcanda, amministrazione comunale, Fiom, gli istituti scolastici pubblici e privati di Piombino. L’iniziativa nasce da un’idea di Eraldo Ridi, Vittorio Pineschi e dell’assessore alla cultura Paola Pellegrini.Il progetto ruota intorno a una serie di incontri pubblici al Centro De André (Viale Unità d’Italia – Piombino), sul tema di quanto l’acciaio sia stato importante per la città di Piombino, non solo dal punto di vista economico ma anche culturale e su quali cambiamenti avverranno (e stanno avvenendo) a seguito della riduzione dell’importanza di quest’ultimo nell’economia piombinese.Il primo incontro, intitolato “Identità: memorie d’acciaio”, si svolgerà domani 27 febbraio alle 15,30 col sindaco Massimo Giuliani, lo storico Tiziano Arrigoni, il preside della facoltà di lettere e filosofia UniPisa, Maurizio Iacono, il segretario generale della Cgil Toscana, Alessio Gramolati, il professor Alberto Pirni della scuola superiore Sant’Anna e l’assessore alla cultura del Comune di Piombino, Paola Pellegrini.I prossimi due incontri sono previsti per il 13 e il 27 marzo.All’appuntamento del 13 marzo (“Identità, nuove fusioni”) saranno presenti l’economista Mario Pianta, il giornalista Aldo Bassoni, Pape Diaw (Comunità Senegalese Toscana), l’assessore all’ambiente del Comune di Piombino, Marco Chiarei.A quello del 27 marzo (“Identità:non rottamiamo solidarietà e culture”) parteciperanno invece Lamberto Giannini (pedagogista), Donatella Pagliacci (responsabile di zona Asl 6), il movimento studentesco“Tre passi avanti” e l’assessore alle Politiche Sociali e alla Pubblica Istruzione Margherita Di Giorgi.
 Nell’ultima puntata di ‘Quinta Colonna’ il suo bersaglio sono stati dirigenti e soci di un circolo Arci toscano, ‘colpevoli’ di gestire una struttura di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo. Un vero ‘business’, secondo Salvini, a cui non par vero di poter confondere gli spettatori mettendo insieme lo scandalo di Mafia Capitale, le occupazioni delle case popolari, e l’onesto e generoso lavoro svolto da volontari e operatori Arci.Ebbene sì, Salvini se ne faccia una ragione, l’Arci sta dalla parte dei disperati che fuggono da guerre e violenze e che cercano rifugio e asilo in Italia e in Europa. Pochi, per la verità, desiderosi di fermarsi nel nostro paese, dove le condizioni dell’accoglienza e la crisi economica sono peggiori che in altri paesi europei. Infatti i dati dimostrano che le domande d’asilo sono nettamente inferiori a quelle presentate in Germania, in Francia o in Svezia.La verità è che l’Italia spende per l’accoglienza molto meno di altri paesi, e che la stragrande maggioranza delle associazioni a cui viene affidata la gestione dei centri, economicamente ci rimettono, visto che i pagamenti arrivano costantemente in ritardo e a malapena coprono i costi dei servizi offerti dagli operatori, che quasi sempre sono volontari.E tuttavia ci si continua a impegnare per rendere la vita nei centri più sopportabile e sviluppare quel tessuto di relazioni tra rifugiati e territorio indispensabile per una buona integrazione.Il vero business è quello dei trafficanti, che prospera proprio grazie a posizioni come quelle della Lega, che predica la chiusura delle frontiere, l’abbandono in mare dei profughi, l’impossibilità di entrare legalmente in Italia.Noi invece non chiudiamo gli occhi di fronte ai drammi che si consumano a pochi km dalle nostre frontiere, e continuiamo a chiedere canali di ingresso umanitari, la ripresa di Mare Nostrum e maggiori investimenti per un’accoglienza che garantisca ai profughi diritti e dignità.

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