Europee 2019, ecco il manifesto ‘Culture Action Europe’

Europee 2019, ecco il manifesto ‘Culture Action Europe’

Festeggiare il 25 aprile, la data simbolo della rinascita democratica del nostro Paese, assume un valore ancora più profondo in un periodo come questo che vede i valori dell’antifascismo, della solidarietà e dell’antirazzismo messi in discussione persino da alcuni rappresentanti delle Istituzioni che, invece, proprio su quei valori affondano le proprie radici.
Aumentare le risorse dedicate alla cultura arrivando almeno all’1% del bilancio dell’Ue, considerato che la cultura rappresenta almeno il 6% del PIL. Promuovere nuovi modelli di governance per il settore culturale.Sono alcune delle richieste lanciate in occasione delle elezioni europee del 2019. Ci rivolgiamo sia ai politici europei sia ai candidati e ai futuri membri dell’Unione per mettere la cultura al centro dei programmi elettorali.Le elezioni europee del 2019 rappresentano un momento cruciale per il futuro dell’Europa, facciamo appello a tutte le forze politiche per affrontare le questioni culturali in modo costruttivo e rispettoso all’interno delle elezioni europee.Abbiamo presentato in sala stampa della Camera dei deputati il nostro manifesto, all’invito rivolto a tutti i componenti della Commissione cultura, sono intervenuti: Luigi Gallo (M5S), Rossella Muroni (LeU), Alessandro Fusacchia (+Europa) e Anna Ascani (PD) e per il network è intervenuta la vice presidente del Culture action europe, Cristina Da Milano.La campagna, inoltre, offre agli elettori la possibilità di informarsi sul ruolo che la cultura ha nei programmi dei partiti politici. Fornisce, poi, una base per attivisti, membri del CAE e cittadini europei per incoraggiare i partiti politici ad adottare una posizione favorevole sul ruolo della cultura nel futuro dell’Unione europea.Le nuove sfide globali richiedono un’Europa coraggiosa, politiche culturali ambiziose e mirate alla costruzione di un’anima europea che fatica a costruirsi.La sfida, condivisa da molti, di un’Europa diversa non può trascendere dalla dimensione culturale. Siamo convinti che gli operatori culturali e le organizzazioni unite possano rendere possibile quello che per noi è il vero sogno europeo.

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