Firenze (FI) – L’ITALIA CHE NON SI VEDE @FESTA DEMOCRATICA FIRENZE

Firenze (FI) – L’ITALIA CHE NON SI VEDE @FESTA DEMOCRATICA FIRENZE

 Arci e Ucca@festademocraticafirenze 2012 presentano L’ITALIA CHE NON SI VEDEcinema del reale in cuffiae incontri in libreria alle ore 21presso Palco Libreria RinascitaFesta Democratica Firenze 2012 – parco delle Cascine ogni proiezione avverrà alla presenza dei registi o dei protagonisti delle vicende narrate ingresso gratuito 28 agostoMare Chiusoregia di Stefano Liberti, Andrea Segrepartecipa il regista Andrea Segre  31 agostoScorie in LibertàL’incredibile avventura del nucleare in Italiaregia di Gianfranco Pannone[in collaborazione con Legambiente]partecipano il regista Gianfranco Pannone e Greta Barbolini, presidente nazionale Ucca 4 settembreBlack Blockregia di Carlo A. Bachschmidtpartecipa il regista Carlo A. Bachschmidt 6 settembreÈ stato Morto un Ragazzo.Federico Aldrovandi che una Notte incontrò la Poliziaregia di Filippo Vendemmiatipartecipano Patrizia Moretti, mamma di Aldro, e Francesca Chiavacci, presidente Arci Firenze — Sinossi: 28 agostoMare Chiusoregia: Stefano Liberti, Andrea Segreproduzione e distribuzione: ZaLabrealizzato con il sostegno di: Open Society Foundationscon il patrocinio di: Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)durata 60 min – Italia 2012 Tra il maggio 2009 e il 2010 diverse centinaia di migranti africani sono stati intercettati nel canale di Sicilia e respinti in Libia dalla marina militare e dalla guardia di finanza italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi tutte le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni sono poi stati destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche profughi etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati. Nel documentario sono loro a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono loro a descrivere esattamente cosa è accaduto su quelle navi. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall’Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione. Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell’opinione pubblica italiana, ma per le quali l’Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito ad un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario. 31 agostoScorie in LibertàL’incredibile avventura del nucleare in Italiaregia: Gianfranco Pannoneproduzione: Effetto Notte; in collaborazione con Blue Film, First Lifedistribuzione: Arci-Uccadurata 73 min – Italia 2012 Gianfranco Pannone, dopo Piccola America (1991) e Latina/Littoria (2001), torna nel territorio pontino, dove è cresciuto. Siamo a circa 70 chilometri a sud di Roma, in una terra meglio nota come la “palude redenta” voluta da Mussolini durante il ventennio fascista. A Borgo Sabotino, nei pressi di Latina, nel 1963, in pieno Boom economico, fu costruita una centrale nucleare su progetto inglese, allora la più grande d’Europa, accolta da tutti con grande entusiasmo.Pannone, che, studente universitario, nella seconda metà degli anni ottanta fece parte di un comitato antinuclearista locale mobilitato per il referendum contro il nucleare in seguito alla tragedia di Cernobyl, rivede i vecchi amici di un tempo e indaga sulla storia del nucleare a Latina, che vide, tra l’altro, nei primi anni ottanta la costruzione di un secondo reattore sperimentale tutto italiano mai andato in funzione, il Cirene.Mentre tra il 2010 e il 2011 si accende il dibattito in seguito alla decisione del Governo italiano di attivare con i francesi un nuovo piano nucleare a distanza di ventiquattro anni dal referendum che ne sancì la fine, l’incidente nucleare di Fukushima ridà fiato alla protesta degli ambientalisti. Un nuovo referendum popolare proclamerà il secondo stop del nucleare italiano, ma Pannone si preoccupa di indagare soprattutto sulle tante scorie, materiali e morali, che sono rimaste nel territorio intorno alla centrale nucleare e che non scompariranno a breve termine.  4 settembreBlack Blockregia di Carlo A. Bachschmidtsoggetto e sceneggiatura: Carlo A. Bachschmidtproduzione e distribuzione Fandangoproduttore associato Carlo A. Bachschmidtdurata 76 min – Italia 2011 [La repressione è parte costitutiva della democrazia, sistema di potere che necessita di legittimità e consenso, ma anche di controllo e ridefinizione dei limiti entro i quali poter essere “cittadini liberi”. Spesso si rende necessario contrastare il nemico, sino a renderlo inoffensivo. Il G8 di Genova 2001 l’ha dimostrato nella maniera più feroce].Attraverso Lena e Niels (Amburgo), Chabi (Zaragoza), Mina (Parigi), Dan (Londra), Michael (Nizza) e Muli (Berlino) il film intende restituire una testimonianza di chi ha vissuto in prima persona le violenze del blitz alla scuola Diaz e le torture alla Caserma di Bolzaneto.Nel racconto corale dei protagonisti emerge la storia di Muli.Muli ripercorre i motivi per i quali ha deciso di impegnarsi nella politica, fino alla sua partecipazione alle giornate di Genova 2001, le violenze subite, e la scelta di ritornare a Genova per testimoniare ai processi.È tornato affrontando il trauma subito per trasformarlo in un’occasione con la quale trovare un riscatto morale. Attraverso la sua esperienza matura un nuovo percorso politico, riacquista la voglia di confrontarsi e lo stare insieme, e soprattutto riscopre un’altra Genova.”Dentro quella scuola non ce l’hanno fatta”. La sua vita è cambiata, ma i suoi ideali sono rimasti gli stessi di allora.  6 settembreÈ stato Morto un Ragazzo.Federico Aldrovandi che una Notte incontrò la Poliziaregia: Filippo Vendemmiatisoggetto e sceneggiatura: Filippo Vendemmiatiproduzione: Promo Music; in collaborazione con Rai Tradedurata 94 min – Italia 2010Federico Aldrovandi ha da poco compiuto diciotto anni quando, all’alba del 25 settembre 2005, incontra una pattuglia della polizia nei pressi dell’ippodromo, a Ferrara. Poche ore più tardi la famiglia apprende della sua scomparsa. Fra questi due momenti tante domande e molti silenzi. Filippo Vendemmiati racconta la storia di Federico Aldrovandi, i fatti accertati e misteri che li avvolgono, il processo e i suoi numerosi colpi di scena, tentando di fornire una spiegazione verosimile dell’accaduto proprio a partire da quegli interrogativi rimasti insoluti. La narrazione di Vendemmiati è arricchita dai documenti video registrati dagli stessi protagonisti, a disposizione nell’archivio giornalistico Rai.Oggi, Federico avrebbe 25 anni. Nel giugno scorso sono giunte le condanne per omicidio e depistaggio dei poliziotti coinvolti. Ma il percorso per arrivare al pronunciamento dei giudici e alla verità è stato duro e impervio. E se è stata fatta finalmente luce sulla vicenda, lo si deve innanzitutto ai familiari di Aldro, a cominciare dalla mamma Patrizia Moretti. che subito dopo le sentenze e in nome della giustizia e della democrazia, non ha voluto fermarsi. Patrizia ha lanciato una petizione per colmare una grave lacuna del nostro ordinamento: una legge sulla tortura. La petizione ha raccolto oltre 100mila adesioni. Una nuova battaglia per Aldro e per tutti coloro che sono rimasti vittime di un abuso di potere o la cui morte è rimasta avvolta nel mistero (come Stefano Cucchi, Beppe Uva, Aldo Bianzino, Marcello Lonzi, Daniele Franceschi).

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