Campi Antimafia 2014 – I diari

Campi Antimafia 2014 – I diari

Nei giorni scorsi, una pesante alluvione ha colpito la regione dei Balcani. Ancora non ci sono dati ufficiali sulla tragedia, ma nel dolore e nella sofferenza è scattata anche tanta solidarietà. I pensieri e i racconti da un’operatrice di Arci Toscana. 
 14 ottobre – Corleone L’intera mattina è stata spesa per la sistemazione e per una pulizia approfondita di “Casa Caponnetto”.Il resto della giornata invece è stato dedicato al cosiddetto “Giro dei pizzini”, ovvero il tragitto che percorrevano i tre fidati “postini” del latitante Bernardo Provenzano, per consegnare o per ricevere foglietti contenti informazioni decifrabili esclusivamente dal boss e dai suoi destinatari/mittenti.Alla fine di questo giro ci siamo recati alla statua del Santo Patrono della città, da dove abbiamo potuto ammirare uno straordinario panorama. Questi momenti per noi sono valori aggiunti, che creano un legame tra il lavoro in cooperativa, il territorio e suoi cittadini.La giornata si è conclusa con la visione del film su Salvatore Giuliano. Questi cineforum sono un ottimo veicolo per arricchire le nostre conoscenze e una buona base di confronto con gli altri membri del campo e della cooperativa. Jessica & Amalia 13 ottobre – Corleone Questa mattina siamo stati a Cinisi, esattamente all’ex casa Badalamenti, un bene confiscato, per la presentazione di “Onda d’Urto”, un progetto di “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato”, sostenuto da “Fondazione con il Sud”, patrocinato dal Comune di Cinisi e che vede la collaborazione di “Rete 100 Passi” e lo “Osservatorio sulla ndrangheta” di Reggio Calabria. L’obiettivo è quello di riportare a Cinisi uno spazio di aggregazione e informazione, come negli anni settanta lo è stata “Radio Aut”, fondata da Peppino Impastato. Da un lato questo progetto si propone di essere un circolo culturale, gestito dai giovani e dalle associazioni di Cinisi, dall’altro sarà sede di una radio che offrirà sia trasmissioni da Cinisi, Palermo e Roma, sia tre corsi di preparazione tecnica per fonico, tecnico video e reporter.Successivamente Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ci ha guidato nel percorso di Casa Memoria, regalandoci diversi aneddoti legati alla sua famiglia e alla storia del suo territorio, sottolineando come ancora oggi sia importante lottare contro la cultura mafiosa.Nel pomeriggio, visto che l’emozione era ancora tanta, abbiamo rivisto il celebre film “I Cento Passi”, sicuramente con occhi diversi, proprio grazie al racconto di Giovanni. Amalia & Jessica 12 ottobre – Corleone Finalmente oggi la sveglia è suonata un po’ più tardi e dopo una bella colazione ci siamo diretti a Palermo. (IN RITARDO, ARCI RITARDO! COMUNICAZIONE MASSIMO DELLO SPI)È stata una giornata molto impegnativa, perché in modo concentrato abbiamo visto molti monumenti e soprattutto diverse zone del centro storico.Il “tour” è partito dal quartiere della Kalsa e nello specifico abbiamo visitato Palazzo Chiaramonte, detto anche Steri, un tempo dimora di nobili famiglie, dal 1600 al 1782 tribunale dell’Inquisizione e oggi sede del Rettorato dell’Università di Palermo. Di fronte al Palazzo si erge, all’interno di Villa Garibaldi, un imponente Ficus Macrophylla, nominato “L’Albero dei 150 anni dell’Unità d’Italia”, piantato per ricordare i caduti che hanno contribuito all’Unità del paese.Attraversando Porta Felice, il più antico ingresso alla città, abbiamo percorso Corso Vittorio Emanuele, anche detto il Cassaro, fino a raggiungere la Cattedrale, dove abbiamo potuto ricordare sulla sua tomba, Don Puglisi, ucciso da Cosa Nostra il giorno del suo 56° compleanno, per via del suo impegno evangelico e sociale.Grazie alle “Vie dei Tesori”, un’iniziativa dell’Università di Palermo, siamo riusciti ad accedere alla cupola della Chiesa del SS. Salvatore, apertura straordinaria che ci ha permesso di abbracciare con lo sguardo l’intero capoluogo siciliano.Immancabile una visita a due mercati storici della città, ovvero la Vucciria e Ballarò. A partire da quest’ultima zona abbiamo potuto ammirare Piazza Mediterraneo, esperimento che nasce dal basso e dall’interazione tra gli abitanti del luogo e i ragazzi del Mediterraneo Antirazzista, gruppo di singoli e di associazioni che da anni si occupano di esclusione sociale e utilizzano lo sport come pratica di aggregazione.Proseguendo per via Maqueda abbiamo raggiunto il Teatro Massimo, dove abbiamo concluso in dolcezza con una granita alla mandorla. Giovanni, Valeria, Jessica, Amalia e PER ULTIMO Massimo11 ottobre – Corleone Questa mattina abbiamo lavorato su un altro terreno, confiscato sempre al boss Lo Bue, dove sono stati piantati i pomodori, che abbiamo raccolto e portati in cooperativa. Di certo faranno una degna fine grazie alle cuoche dello SPI – CGIL Toscana. Successivamente Gino, uno dei soci-lavoratori della cooperativa, ha organizzato un mini tour in furgone, per mostrarci altri terreni e il casolare dove ha trascorso gli ultimi mesi di latitanza Bernardo Provenzano. Gino non si è limitato a fare solo l’autista, ma ci ha raccontato aneddoti e vicende legati alla cattura del boss.Prima di pranzo abbiamo visitato il monastero del SS. Salvatore e nonostante la fatica per raggiungerlo, siamo stati ricompensati dalla sua bellezza artistica.Dopo un rapido pranzo, siamo partiti alla volta di Portella della Ginestra. Qui abbiamo ascoltato il racconto della strage fatto da uno dei superstiti, l’ottantottenne Mario; parole forti e commoventi per molti di noi, grazie alla ricchezza di dettagli e agli incoraggiamenti rivolti soprattutto ai giovani.Insieme a Mario ci siamo spostati poi a Piana degli Albanesi per la presentazione del documentario “1893. L’inchiesta” di Nella Condorelli, che racconta una pagina importantissima di storia, quella dei Fasci Siciliani. Jessica & Amalia 10 ottobre – Corleone Il secondo giorno è stato inaugurato dal lavoro sui campi e nello specifico ci siamo occupate dell’eliminazione di grossi massi che ostacolavano il passaggio della ruspa. Su questo terreno, confiscato al boss Lo Bue, saranno piantati alberi, il cui legno pregiato è destinato alla fabbricazione di mobili, utensili ecc. Nel pomeriggio abbiamo visitato “La Bottega della Legalità”, situata proprio nel centro di Corleone. Si tratta di un bene confiscato alla famiglia Provenzano, messo a disposizione della collettività dall’agosto 2010. Al suo interno è possibile sia acquistare i prodotti del consorzio di Libera, sia visitare la mostra permanente del pittore siciliano Gaetano Porcasi; una serie di quadri che illustrano, a partire dall’Unità d’Italia fino ai giorni nostri, le vicende più emblematiche della storia della mafia e dell’antimafia. A guidarci in questo percorso abbiamo incontrato una collaboratrice della cooperativa, Annalisa, alla quale abbiamo rivolto le nostre domande e con la quale si è instaurato un dialogo e un confronto produttivo. La giornata si è conclusa con un’allegra gita fuori porta a Campofiorito, dove era in atto la tipica festa del paese; un momento in cui i soci della cooperativa, i membri dello SPI – CGIL Toscana e dell’ARCI hanno potuto familiarizzare fra loro, confermando l’intesa che fin dai primi momenti si era costituita. Amalia & Jessica 9 ottobre – Corleone È iniziato oggi il nuovo campo a Corleone, un campo che si caratterizza diversamente rispetto ai precedenti. Essendo giunto l’autunno e in compagnia di esso l’apertura dell’anno scolastico, non sono presenti i tanti studenti che hanno colorato l’intera estate.La mattina è stata dedicata alla pulizia e alla sistemazione di Casa Caponnetto e, dopo un pranzo rifocillante, curato dal gruppo SPI-CGIL Toscana, siamo andati alla scoperta della città. La prima tappa è stata la visita alla tomba monumentale di Placido Rizzotto, alla quale è affiancata la tomba di Bernardino Verro, entrambi attivi sindacalisti. La visita ci ha condotto fino al busto di Placido Rizzotto in piazza Garibaldi, anche detta Piazza del Municipio, dove abbiamo potuto leggere il riconoscimento di Corleone come città, concesso nel 2011, e dalla quale è stato possibile accedere alla Chiesa Madre.Ovviamente non ci siamo fatte mancare il solenne momento del cannolo e ci siamo ripromesse di osservarlo per tutti i restanti giorni. Siccome domani il gallo canterà presto, visto che ci aspetta il primo giorno di lavoro sui campi, vi salutiamo. Jessica & Amalia 3 ottobre – Corleone La sveglia come al solito suona molto presto. Ci troviamo alle sette tutti giù per la colazione, dopo un buon caffè l’ umore si è già ripreso e siamo pronti per il lavoro, con il pulmino ci portano ai campi. Il lavoro scorre veloce in un clima di allegria e di festa. Finiamo il lavoro prima del previsto tra lanci di pomodori marci e risate. Rispetto alla vendemmia il clima era più rilassato.Nel pomeriggio siamo andati alla Portella della Ginestra dove abbiamo incontrato 2 signori stupendi sopravissuti alla strage del bandito Giuliano quando loro erano giovani. Dall’ intensità del racconto e dall’ espressione dei loro volti sembrava veramente di essere nel 1947. La cosa più orrenda è che nell’ attentato furono uccisi donne e bambini innocenti mentre festeggiavano il 1 Maggio. La realtà di quei tempi e il racconto ha commosso tutti noi. Buona Notte Cesare e Samuele 1 ottobre – Corleone Il gallo canta presto e alle 6 siamo intontiti sopra l’autobus destinazione Canicattì.Non vola una mosca e dormiamo tutti saporitamente, a metà strada facciamo una effimera pausa in una stazione di servizio ma il caffè non ci terrebbe svegli neanche servito in bottiglie da 1 litro. Anche la seconda parte del viaggio trascorre nel russare generale. Alle 8.30 ci troviamo in mano delle forbici, consapevoli del nostro destino, ci avviamo con passo incerto verso le viti mentre il sole con calma sale nel cielo. Il lavoro è un continuo chinarsi e tagliare, frugare tra le foglie per trovare grappoli d’uva verde ed impolverata. L’aria è piena di vivaci, quanto incomprensibili, esclamazioni in siciliano, accompagnate dalla perfetta ed ilare imitazione di un nitrito. A metà mattina nuovo sangue macchia queste terre quando mi taglio un dito come un idiota. Le ceste cominciano a passare di mano in mano stracolme e profumate, tuttavia è necessario fare attenzione che nessuno te ne lanci una vuota in testa. C’è un altro rumore che domina la piana,quello del trattore sapientemente condotto tra i filari per raccogliere l’uva. Questo infernale marchingegno non ti aspetta e ti ritrovi ad inseguirlo con ceste pesanti mentre perdi metà di quello che con fatica avevi raccolto. Ora comincia a fare caldo davvero, siamo tutti sudati e appiccicosi ma dio solo sa come riusciamo, in tre quarti d’ora, a fare gli ultimi tre metri di filare; questo avviene grazie solo alla presenza di alcuni sventurati rifugiati politici. Finalmente siamo dentro al magazzino ad avventarci su una lasagna con le melanzane che almeno io trovo ottima tanto da divorarne tre piatti. Ci avveleniamo con qualche sigaretta e ripartiamo nella confortevole temperatura lavica dell’autobus. Sconforto e stanchezza hanno presto la meglio su di noi che perdiamo presto conoscenza. Poco prima delle tre siamo tornati alla ex casa di Riina dove ci facciamo la meritata doccia,prendiamo l’agognato caffè e da lì andiamo alla commemorazione di una esponente della CGIL che ha dedicato la sua vita ai diritti dei lavoratori e dei cittadini. Commossi amici e colleghi spendono parole di stima e di affetto per l’amica scomparsa d’innanzi ad un albero d’ulivo a lei dedicato. Questo momento è accompagnato da un vento malinconico che rende l’atmosfera vagamente surreale e dolorosa. Al nostro ritorno abbiamo avuto un incontro con alcuni esponenti della CGIL che hanno constato dalle nostre aspre parole le condizioni di disillusione in cui versiamo per lo stato attuale del nostro paese. Veniamo comunque incoraggiati a farci sentire come cittadini, in particolare nei confronti dei diritti al lavoro. Finalmente è ora di cena, deliziose pappardelle al ragù ci vengono servite dalle abili cuoche, il lauto pasto è concluso da cannoli che ci erano stati promessi fin dalla partenza. Soddisfatti Alessandro e Nicola scrivono questo diario.La giornata si è conclusa, per noi è stato importante e significativo dare il nostro, se pur piccolo contributo pensare che, semplicemente, sognare un altro paese è possibile. Lavorando, mangiando e ridendo tutti insieme. Questo oggi è stato il nostro contributo a questa terra, a noi stessi e al futuro di questo paese.NicolaAlessandro 20 settembre – Corleone Con il tipico amaro di Corleone, attorno ad un piccolo tavolo al bar di paese, abbiamo rammentato alcuni dei momenti più significativi di questa giornata. Corleone è tranquilla. Già i locali iniziano a chiudere e solo la musica di un piccolo pub sulla cima della salita si impone su un silenzio paesano. Noi, seduti in cerchio, assaporiamo il meritato riposo. La giornata, lunga e faticosa, si fa sentire tutta in un momento. Il sapore dolciastro e speziato dell’amaro sembra essere il compagno della mattinata trascorsa in vigna; il suono della chitarra di Mattia il richiamo dei grilli, che saltavano tutto intorno mentre noi passavamo tra i filari; il silenzio della vita di paese gli sguardi muti e concordi durante la vendemmia. A rifocillarci dalla mattina di lavoro ci hanno pensato le cuoche dello SPI, che, pur essendo toscane, si sono dimostrate accoglienti siciliane: piatti elaborati in notevole quantità. La proposta per l’attività pomeridiana deriva dalla necessità di rifornire la dispensa, in vista dell’arrivo dei molti ragazzi che si uniranno al nostro piccolo gruppo. E allora, tutti insieme all’Ipercoop a fare la spesa! Nonostante lo scetticismo iniziale, il pomeriggio si è rivelato un modo alternativo per confrontarci e avvicinarci tra noi. Qua la vita sembra scorrere più lenta, quasi si potrebbe fare a meno degli orologi, le decisioni vengono prese sul momento. Spontaneo viene il confronto tra la calma e la spensieratezza di Franco, che si aggirava per gli scaffali con un arancino in mano nella speranza che la spesa si facesse da sé, e la nostra agitazione e preoccupazione di non rispettare la tabella di marcia. Costretti perciò a rallentare, ma cercando di guadagnare quei pochi minuti che ci avrebbero permesso di fare una scappata a Monreale, per assaggiare il pane tipico della zona, ci siamo trasformati in un operoso team per caricare e scaricare i quattro carrelli stracolmi di prodotti. Ora siamo qui, e tutti insieme ripensiamo alle ore passate. Un altro giorno se ne è andato. Domani ci aspetta una giornata di riposo, con all’orizzonte il sogno del mare. Intanto la notte si fa sempre più buia e, a Corleone, non si sente che noi. Tra una canzone e qualche sorriso, ecco che anche l’ultima luce si spegne.Buonanotte Corleone!19 settembre 2014 – Corleone Arrivati ieri a Corleone, oggi è stato il nostro primo vero giorno di campo. Lavoro e non solo. Appena in otto fino a lunedì, quando ci raggiungeranno una ventina di ragazzi liceali, abbiamo iniziato con la vendemmia dei terreni di Malvello, limitrofi a Corleone, confiscati ai fratelli Grizzaffi, nipoti di Riina. Dopo un rigenerante quanto abbondante pranzo a base di pasta al forno più salsicce e pancetta alla brace, siamo ritornati a Casa Caponnetto per una meritata doccia fresca accompagnata da un buon cannolo in centro. Nel tardo pomeriggio il presidente della cooperativa Calogero ci ha raccontato le origini e lo sviluppo di questa esperienza dal lontano 1998 fino agli sviluppi più recenti , attraverso le numerose difficoltà burocratiche e sociali del caso. Cena come sempre tutti insieme, con i buonissimi piatti delle volontarie dello SPI. Per tutti noi, prima esperienza qua a Corleone, ogni situazione, compito, lavoro, si presenta come un’azione concreta ed immediata per mettersi in gioco in prima persona. Le parole dei soci della Cooperativa, così vive e presenti, ci stanno aiutando fin da subito a comprendere una realtà che potrebbe apparire molto lontana dalla nostra ma che, invece, sia nei suoi lati migliori che in quelli peggiori, si rivela molto simile a quella di ognuno di noi. Impegnarsi uno accanto all’altro, vicini alla terra ed alla natura, in luoghi simbolo della mafia e, più importante, dell’antimafia, deve essere un’opportunità di crescita e di miglioramento sia per noi ragazzi della Toscana e dell’Emilia, che per le persone della Sicilia. Insieme, senza retorica, ma con un impegno comune. 16 settembre – Corleone Anche l’ultimo giorno del nostro campo è dunque terminato, sveglia alle sei e mezza e, dopo la consueta colazione, verso i campi di pomodori, ormai a noi noti. Seppur il gruppo risulta ormai decimato dalle partenze dovute agli impegni scolastici dei nostri compagni, una volta immersi nel lavoro, ci siamo ritrovati a pensare come quell’appezzamento di terra, coperto di piante di pomodoro, ci sarebbe mancato una volta tornati alla nostra vita di aspiranti universitari. Quei pomodori, raccolti uno per uno, ritorneranno alla nostra memoria come attimi trascorsi, ma sempre indelebili nei nostri ricordi.La mattina trascorreva tranquilla quando un breve temporale ci ha colto all’improvviso. Dopo una corsa ai ripari e una breve pausa il cielo a sorridere, permettendoci di riprendere il lavoro. Grazie al nostro coordinatore, tra un pomodoro e l’altro, i vari aneddoti della vita di un ragazzo siciliano, si sono trasformate in discussioni accese che hanno ampliato ciò che sapevamo o ritenevamo di sapere sulla mafia in Sicilia. Il lavorò, per quanto estenuante, è trascorso tra “un contadin che del cul fece trombetta” e i ripetuti rimproveri per la nostra distrazione nella raccolta.Tornati alla base, cioè casa Caponnetto, ci siamo potuti dunque rifocillare fino a scoppiare grazie al lavoro dei volontari dello SPI che tanto ci hanno aiutato durante il campo, sia con la deliziosa cucina, sia con le testimonianze della loro vita passata, che al di fuori di questo contesto, ci sarebbero state totalmente ignote. L’attività che ci attendeva nel pomeriggio era una visita alla bottega della legalità di Corleone: un bene confiscato alla famiglia Provenzano, ora adibito a museo dedicato alla storia di mafia e antimafia in Sicilia e alla vendita di prodotti provenienti dalle varie cooperative sparse sul territorio nazionale. Ci ha accolto Annalisa, Corleonese di nascita, che, raccontandoci la sua storia ci ha permesso di capire un po’ meglio come gli abitanti di Corleone vivono la mafia al giorno d’oggi. Terminata la visita, Annalisa ci ha condotto a visitare la palestra appartenente alla sua famiglia e dove lei lavora. Una volta entrati, ci hanno accolto a cuore aperto i suoi genitori e il piccolo cagnolino Pepito, che ci hanno offerto uno spaccato di vita siciliana estremamente accogliente e sorridente.Una ottima cena a base di pesce ha preceduto la verifica che ha concluso la giornata e con essa il campo stesso, mettendo in luce il faticoso lavoro a cui costantemente si sottopongono i membri della cooperativa per organizzare i campi.Non ci resta che dirvi che se solo potessimo vi spediremmo qui a calci in culo perché, a nostro parere, questa è la nuova resistenza.Lorenzo, Giacomo e Camilla (e col disturbo di Valentino e Alessio): I Frollini   15 settembre – Corleone Ciao a tutti,oggi per noi è stata una giornata di arrivi e partenze emozionanti.Come quasi ogni giorno, ci siamo svegliati alle 6.30, abbiamo fatto colazione e alle 7 circa eravamo già pronti per andare a lavorare nei campi di pomodori.La nostra fortissima squadra è riuscita a riempire le cassette presenti nel camion guidato dai soci della cooperativa in pochissime ore, permettendoci così di tornare presto a casa e trovare il tempo per uno “strappo” alle regole alimentari del campo: a grande richiesta, infatti, abbiamo mangiato le arancine! Dopo aver pranzato, abbiamo salutato, con molta commozione, i ragazzi di Tarquinia che sono tornati a casa dopo 10 giorni di permanenza a Corleone.Rimasti ormai in pochi (siamo solo 6), abbiamo incontrato Fabio, il figlio di Adriana Sensi, una storica volontaria dello SPI CGIL scomparsa ormai da qualche anno che ha collaborato per tanto tempo con la cooperativa. I soci della cooperativa e dello SPI CGIL hanno voluto ricordarla insieme a noi attraverso la presentazione di alcuni suoi libri, dando vita anche ad un dibattito interessantissimo sul tema del lavoro. A cena, infine, abbiamo avuto il grande onore di mangiare una pizza preparata dal mitico Franco, il quale poi ci ha accompagnato a vedere una processione religiosa tipica del paese. 13 settembre – Corleone Buonasera a tutti!Fortunatamente è arrivato anche per noi volontari il giorno di riposo. Dopo una lunga settimana nelle campagne corleonesi di pomodori, oggi la sveglia per noi è suonata alle 8.30 e, dopo aver fatto colazione in tutta calma, il gruppo si è diviso e una parte dei ragazzi è andata ad aiutare uno dei soci della cooperativa a cogliere pomodori per la cena; gli altri sono rimasti a casa Caponnetto per fare le pulizie prima di partire. Infatti, oggi abbiamo dovuto salutare i nostri amici versiliani che sono tornati a casa nel pomeriggio.Dopo il pranzo, come al solito squisito, a turni siamo stati accompagnati da Salvatore a fare il giro dei “pizzini”, ovvero i messaggi che Provenzano mandava e riceveva dal suo covo durante la latitanza. E’ stata un’esperienza singolare comprendere grazie alle spiegazioni di Salvatore il meccanismo che regolava le operazioni della mafia in questo periodo.A conclusione della giornata tutta dedicata al relax, abbiamo raggiunto il vecchio monastero per fare una passeggiata all’aria aperta nel suggestivo paesaggio roccioso caratteristico di Corleone.Tornati a casa Caponnetto, ci aspettava una sorpresa ben gradita: i nostri compagni avevano provveduto a procurarsi dei cannoli appena fatti a una vicina pasticceria e i magnifici cuochi dello SPI hanno preparato una gustosissima pizza!Adesso vi dobbiamo salutare perché usciamo per una festa popolare in piazza consigliataci da Franco.Buonanotte!Costanza e Francesca12 settembre – Corleone Ciao a tutti,oggi ci siamo svegliati alle 5.30, abbiamo fatto colazione e ancora tutti assonnati siamo saliti sul pullman della comitiva: direzione Dattilo (provincia di Trapani).Dopo più di un’ora di strada, ci siamo messi al lavoro insieme ai simpaticissimi soci della cooperativa, abbiamo raccolto l’uva per tutta la mattinata e, dopo aver pranzato e aver ultimato il lavoro, ci siamo diretti verso la Cinisi di Peppino Impastato. Qui abbiamo potuto visitare la casa del giovane ucciso dalla mafia il 9 maggio ’78 e ascoltare la sua storia.I tempi ristretti, purtroppo, non ci hanno permesso di rimanere troppo a lungo per avviare un dibattito intenso ma, in compenso, molti di noi hanno potuto comprare alcuni piccoli “souvenir della legalità” da portare a casa e mostrare ai propri familiari e amici. Finita la visita, abbiamo fatto ritorno sulle note delle più svariate canzoni intonate da tutti i ragazzi presenti sul pullman. Arrivati a casa Caponnetto ci siamo fatti una bella doccia e siamo andati subito di corsa in mensa per la cena preparata dai nostri “nonnetti” dello SPI CGIL (dei veri stacanovisti!!!).La sera siamo rimasti a casa per vedere il film”I Cento Passi”, dando vita ad un intenso dibattito sulla figura di Peppino e sull’incontro avuto oggi.Dopo di ciò, tutti a letto perché….domani è un altro giorno! Valentina, Fabrizio & Alessandra 11 settembre – Corleone Buonasera a tutti,siamo Elena e Maria e vi scriviamo da Corleone.Anche stamani la sveglia è suonata alle sei e dopo una bella colazione siamo partiti per andare a trascorrere una nuova giornata all’insegna dell’uva nella vigna di Marvello. Purtroppo o per fortuna, il raccolto non era molto, così siamo riusciti a tornare a casa Caponnetto per l’ora di pranzo e per rinfrescarci prima di ripartire alla volta di Portella della Ginestra. Qua abbiamo avuto l’onore di ascoltare la testimonianza di Mario Nicosia, uno dei sopravvissuti alla strage del primo Maggio del ’47. E’ stato commovente e rincuorante ricevere i suoi incitamenti a combattere la mafia con la potente arma della parola e della cultura. Tornando a casa ci siamo fatti un bel pisolino sul pullman-forno (l’aria condizionata è un optional). Adesso vi dobbiamo lasciare perché ci aspettano nel piazzale sopra la cooperativa dove si terrà una commedia dialettale a cui siamo stati invitati ad assistere.BuonanotteElena e Maria 8 settembre – Corleone Stamattina sveglia alle 6.20.Fatta colazione siamo partiti alle 7.20: destinazione campo dei pomodori.Il cielo era limpido e il sole batteva forte ma nonostante questo a fine mattinata siamo riusciti a fare un’ottantina di casse.Verso 12.00 le ragazze sono tornate alla casa mentre i ragazzi insieme ai soci sono rimasti a caricare le casse sul camion.A pranzo abbiamo mangiato un’ottima pasta con il tonno e delle polpette fritte per secondo.Dopo mangiato…un’oretta di meritato riposo poi tutti in gita verso la bottega della legalità.Qui ci aspettava Maurizio Pascucci insieme ad Annalisa, la responsabile che ci ha guidato all’interno della struttura illustrandoci e spiegandoci il significato dei numerosi quadri riguardanti la lotta alla mafia nel corso del tempo.Finita la visita abbiamo fatto un giro a corleone poi siamo tornati alla casa per la cena dove ci aspettava un bel piatto di pasta con sugo e formaggio fuso.Finita la cena abbiamo fatto una riunione per presentarci e per stabilire le regole del campo.6 settembre – Corleone Ci hanno definito “il gruppo della transumanza” qualche sera fa durante la verifica…: io sono arrivata giovedì, “a cavallo” tra un gruppo e l’altro e, da qualche ora a questa parte mi trovo a salutare persone con le quali si è creata sin da subito una buona dinamica e, parallelamente, mi affaccio a fare la conoscenza di nuove, che mi accompagneranno alla conclusione di questa esperienza.Oggi oltremodo è una giornata particolare : la routine “lavorativa” subisce una pausa, essendo sabato..questo clima emotivo e l’organizzazione, mi portano a “far decantare” quanto visto, respirato e ascoltato in questi tre giorni..Con l’ultimo gruppetto rimasto questa mattina, ci siamo concessi una passeggiata in paese..E’ la prima volta che lo faccio ..il pensiero trasversale rimane..: “questo posto, queste vie , queste persone sono dei potenziali narratori di alcune vicende legate alla mafia…che idea si sono fatti gli abitanti di “noi, mosche bianche?”…Lascio sospesi questi pensieri per concedermi a qualcosa di molto meno “impegnato”, l’altra faccia della Sicilia: quella dei sapori. Il bignè alla ricotta della “Dolceria” è una cosa TRASCENDENTALE! Rimango in ascolto di ciò che mi comunicano le papille…Il pomeriggio è trascorre facendo conoscenza con le nuove arrivate dalla Versilia e successivamente passeggiando tra le vie del paese. Dopo una doccia rinfrescante e un’ottima cena preparata da Renzo e Laura ci si butta nella sagra della Parrocchia.Chiudiamo questa giornata particolare con i soliti incalliti del gioco delle carte…: briscola con le palpebre che un poco si abbassano..Domani ultimo giorno di ozio, lunedì si ricomincia in compagnia di altri nuovi visi.NotteNora 5 settembre – Corleone Venerdì, altre partenze e altri arrivi, e anche quattro ragazze che sono venute in campagna con noi per un solo oggi. Così, non si capisce bene quale sia l’ultimo giorno di questo campo, e questa cosa che ieri sera alla verifica era un po’ triste stamani è diversa, si vede di più il lato piacevole, conoscere e fare qualcosa con persone nuove, che in mezzora sembra siano state qui da giorni.Mattina pomodori, prima fresco e nebbia sulla rocca Busambra, poi sole ma per fortuna tranquillo. 83 cassette dalle file al trattore e dal trattore al camioncino, poi visto che era presto (siamo diventati raccoglitori e raccoglitrici eccezionali) Salvatore ci ha portato a vedere altri terreni confiscati lì vicino, e accanto a due grandi vasche da acqua limpida e di fronte al solito splendido panorama ci ha raccontato il lungo e complicato percorso dei nostri pomodori dal campo al consorzio e via via fino allo scaffale della coop. Poi a casa, doccia rapida e pranzo con accesa conversazione su come si cucina qui e da noi, e cosa ci piace mangiare, e chi si adatta e chi no.Poi lunga siesta quasi generale e ultimi ricordi da portarsi dietro, cannolo all’Antica Dolceria, passaggio al Laboratorio della Legalità, un giro fino alla vigna di Malvello con murales e tramonto senza nuvole luna e falchi dalla collina di Borgo Schirò.Quindi, saluti a chi resta qui a casa e a chi verrà. E anche se dieci giorni non è tanto tempo, magari potrà succedere che tornando alle otto di sera, quasi a buio, vedere il cartello con scritto CORLEONE – già ora non mi sembra più possibile,invece per me è stato così – sia quasi come quando tornando a casa vedo scritto FIRENZE.Cristina, Elisa, Francesco, Stefano 4 settembre – Corleone La giornata di oggi è iniziata come sempre con una ricca colazione e la partenza verso i campi per la raccolta dei pomodori . Più energici che mai abbiamo velocizzato la raccolta sapendo di avere davanti a noi un pomeriggio denso di incontri.Prima tappa la visita a TeleJato dove Pino Maniaci ci ha accolto, stupito e travolto con la sua energia e passione per la verità dell’informazione. Forte il messaggio a cui non si può rimanere indifferenti se si pensa che la più piccola radio al mondo è riuscita a suscitare l’interesse internazionale e il suo fondatore è stato inserito tra i 100 Information Heroes.Tanti i temi affrontati: la politicizzazione dell’editoria, il “libertinaggio” dell’informazione con internet e il radicamento della mafia a nord, dove esiste una mafia che gira in giacca e cravatta e investe in borsa.Si oppone a tutto ciò l’ideale che Pino persegue citando Voltaire: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere.”L’informazione per Pino è capacità di discernimento, critica e denuncia senza mezzi termini, si definisce un giornalista “normale” e afferma che non normali sono tutti gli altri.Cita quindi lo scrittore catanese Giuseppe Fava “Un giornalista incapace -per vigliaccheria o calcolo- della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze.”Tra le cause di questa apatia dell’informazione, la telecrazia e il poco investimento nella cultura, vero motore di cambiamento sociale.Il messaggio di Pino è forte così come la speranza ed i cambiamenti positivi che è riuscito a portare sul suo territorio, continue le minacce che il giornalista subisce, non a caso vive da 7 anni sotto tutela dei carabinieri (ha rifiutato la scorta per poter continuare ad esercitare la sua professione liberamente) ma tante le soddisfazioni tra cui la creazione dell’Associazione Anti-Racket di Partinico.Durante l’incontro ognuno di noi ha inoltre la possibilità di leggere una notizia del TG. Alcuni dei volontari vengono poi intervistati raccontando l’esperienza del campo e l’importanza di non lasciare sole le associazioni, cooperative e realtà territoriali che lottano contro la mafia.Anche Pino enfatizza questo aspetto, l’importanza di non sentirsi soli, isolati da una società che non comprende o sostiene battaglie che vanno a beneficio della collettività nel suo insieme.Con tanta emozione e ancora molti interrogativi ci dirigiamo poi a Cinisi, dove Daniela ci accoglie nella casa di Peppino Impastato.Ascoltiamo la storia di un altro grande personaggio vittima della mafia, il suo coraggio nello scontrarsi con una cultura mafiosa radicata nella sua stessa famiglia, la sua ironia, l’amore per la cultura e di nuovo la passione per un informazione libera e non assoggettata.Peppino fonda Radio Aut nel ‘77 e con la sua azione politica e sociale non denuncia solo i mafiosi del suo paese, ma la stessa politica del tempo, le amministrazioni e lo stesso sindaco di Cinisi.In questo senso è un precursore, il primo a denunciare apertamente come la Sicilia sia governata dalla mafia grazie al consenso dello stato.La lotta di Peppino, seppure barbaramente stroncata con la sua morte continua con l’azione di Felicia, la mamma e del fratello.Felicia riesce grazie anche al sostegno dei compagni di Peppino a dimostrare al mondo che suo figlio non è né un terrorista né un suicida e dopo anni di indagini e con la collaborazione di alcuni pentiti nel 2002 verrà riconosciuto Badalamenti come mandante dell’omicidio.Dal quel 9 maggio del 1982, ogni anno viene effettuata una marcia in sua memoria, il motto: “Con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo.”L’associazione che oggi gestisce la casa di Peppino continua a promuovere progetti di impegno sociale e lotta alla mafia, il prossimo in cantiere sarà la creazione di una Web Radio “Onda d’urto”in cui alcuni giovani del posto potranno formarsi e continuare nel loro piccolo quello che Peppino aveva iniziato in modo così dirompente.Non potevamo sperare in una giornata più ricca e piena di significato, la nostra avventura in cooperativa sta per concludersi, la nostra sfida, continuare a prendere spunto dalle persone cosiddette “normali” che abbiamo conosciuto in questi giorni. Tra poco ci aspetta la verifica di fine campo su cui sarete aggiornati con il nostro post di domani.Valentina 3 settembre – Corleone Questa mattina il tempo ci ha graziato, dopo un’abbondante colazione, ci siamo diretti verso i campi confiscati. La giornata di oggi prevedeva la raccolta dei pomodori, la fatica si è fatta sentir e meno grazie all’entusiasmo e le risate che abbiamo fatto tra i filari. Tra una “guerra di pomodori marci” e l’latra abbiamo riempito 120 casse!!Una bella doccia, un ottimo pranzo (Lina e i “ragazzi” dello SPI sanno come viziarci) e un po’ di riposo sono la combinazione vincente per ripartire al massimo.Nel pomeriggio abbiamo avuto l’opportunità di partecipare alla commemorazione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, organizzata dalla CGIL, ARCI, CIDMA e il comune di Corleone. Il tutto si è svolto presso il complesso San Ludovico di Corleone. La prima parte è stata una cerimonia con la deposizione di una corona d’alloro da parte di alcuni esponenti delle Forze dell’Ordine e una volontaria della cooperativa (Elisa “Porciatti”) nel cortile del CIDMA, sotto la statua del Generale. A seguire ci siamo diretti al piano superiore per partecipare al dibattito “Corleone ricorda Carlo Alberto Dalla Chiesa”, dove hanno preso la parola il segretario della Camera del Lavoro di Corleone Dino Paternostro, il presidente del CIDMA Marcello Barbaro, il nostro Calogero Parisi, il segretario Cgil Palermo Enzo Campo e la segretaria nazionale Gianna Fracassi. È stato emozionante ricordare Dalla Chiesa con persone che hanno avuto l’onore di conoscerlo di persona e ripercorrere i passi di un grande Uomo, che iniziò il suo impegno in Sicilia da giovane capitano della caserma dei carabinieri di Corleone. In queste occasioni che rendiamo sempre più conto di quanto sia importante la memoria, non bisogna mai dimenticare l’impegno e il coraggio di coloro che hanno sacrificato la vita per servire lo stato e regalarci una società migliore. Ci fanno anche capire che non bisogna MAI lasciare sole queste persone come è successo più volte in passato, Dalla Chiesa appunto in una delle sue ultime interviste a Repubblica ci ricorda che “la mafia elimina i servitori dello stato quando vengono lasciati soli”. È stata inoltre ribadita la nostra solidarietà e vicinanza a Don Ciotti, dopo la notizia delle minacce ricevute da Riina.A fine giornata i partecipanti hanno cenato con noi in cooperativa (pasta la cinghiale!!).Dopo una bellissima giornata andiamo a dormire sapendo che ci aspetta un’latra giornata ROSSO pomodoro.Francesco e Elisa2 settembre – Corleone Nonostante la pioggia non ci abbia consentito di lavorare nei campi, la giornata di oggi è stata densa di impegni e ricca di spunti di riflessione. Il lavoro manuale non è mancato e di buon’ora abbiamo pulito a fondo la sede della Cooperativa che ci ospita, compreso il furgone con cui solitamente ci muoviamo. Alle 10.30 ci siamo spostati alla Bottega della Legalità, dove Annalisa ci ha accompagnato in una visita guidata attraverso cui abbiamo ripercorso molti degli episodi più incresciosi della storia della resistenza mafiosa siciliana. I quadri del maestro Gaetano Porcasi, pittore antimafia, ci hanno riportato alla memoria la figura di Bernardino Verro, sindacalista e primo sindaco socialista di Corleone che iniziò la sua carriera politico-sindacale nell’ambito del movimento dei fasci siciliani finalizzato al riscatto delle classi sociali meno abbienti. Abbiamo conosciuto la storia di Accursio Miraglia, sindacalista presidente della Camera del Lavoro di Sciacca ucciso da Cosa Nostra nel 1947. Come non ricordare poi la strage di Portella della Ginestra di cui ieri abbiamo visitato il luogo dove si è consumata e dove abbiamo letto i nomi delle vittime di quel terribile 1° maggio del 1947. E ancora le stragi di Capaci e via D’amelio, in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino assieme agli agenti della loro scorta. La ribelle e coraggiosa figura di Peppino Impastato che nella Mafiopoli del tempo, come definiva lui stesso Cinisi, il paese in cui era nato e dove viveva, risvegliava le coscienze assopite e troppo assuefatte al potere mafioso dei suoi concittadini. Rita Atria, la testimone di giustizia “adottata” da Borsellino che a soli 17 anni, decidendo di collaborare con la magistratura, permise di arrestare numerosi mafiosi e di avviare un’indagine sull’assai discusso Vincenzino Culicchia, per trent’anni sindaco di Partanna. Ci siamo fermati ad ammirare il sorriso rassicurante di Don Pino Puglisi, sulla cui tela Porcasi ha scritto: “Quelli che pensano troppo prima di muovere un passo, trascorreranno tutta la vita su un piede solo”. Infine Annalisa ci ha ricordato il momento della cattura di Toto Riina, avvenuta nel 1993 ad opera dei Carabineri del Ros illustrandoci anche la vicenda di Attlio Manca, stimato medico urologo , trovato ucciso in circostanze misteriose dopo che le indagini archiviate e da poco riaperte evidenziarono che l’apparente suicidio è stato in realtà una vera e propria esecuzione da parte di Cosa Nostra a seguito dell’operazione chirurgica cui Provenzano venne sottoposto a Marsiglia durante la sua latitanza e con molta probabilità eseguita proprio da Manca. Al termine non ci siamo fatti mancare l’acquisto dei prodotti del Consorzio Libera Terra, sfidando pesi e misure imposte sui bagagli aerei, troppo tentati come eravamo dalle cicerchie, i ceci, i taralli e tutte le prelibatezze che facevano bella mostra di sé sugli scaffali della Bottega.Al rientro, dopo l’ottimo pranzo cucinato dal nostro angelo Lina, le doverose pulizie e un’oretta di riposo spesa tra partite a carte e pennichelle abbiamo atteso l’arrivo di Maurizio che ci ha accompagnato nel “percorso dei pizzini”. Memori del docu-film “Scacco al re” visto ieri sera dopo cena, non ci è stato difficile riconoscere lungo il percorso le case dove il pacco dei panni sporchi di Provenzano unitamente ai pizzini attraverso cui comunicava durante la lunghissima fase della sua latitanza, veniva fatto passare. E alla fine siamo arrivati al covo dove non solo è stato nascosto a lungo ma anche dove è stato arrestato l’11 aprile del 2006, data riportata anche sull’insegna della via. Dall’alto di un promontorio, scendendo da quella stessa via, abbiamo ammirato Corleone, apparentemente tranquilla ma sotto i cui tetti, ci ha fatto notare Maurizio, sono tuttora nascosti molti dei segreti non solo della storia siciliana ma anche di quella italiana, che sono strettamente collegate. Dopo un panoramico giro del paese che ha visto il nostro Franco impegnato nelle manovre di svolta attraverso le vie anguste a senso unico di Corleone, e noi, provati dai canti improbabili ma molto divertenti di Elisa e Francesca, siamo giunti alla tomba di Placido Rizzotto, sindacalista e politico che iniziò la sua attività come segretario della Camera del Lavoro di Corleone e che, lottando contro lo sfruttamento dei contadini perse la vita a soli 34 anni in un agguato ad opera della mafia corleonese. Non paghi, appena fuori dal cimitero, abbiamo intavolato una discussione sul ruolo della Cooperativa all’interno del tessuto sociale di Corleone, di come lavorare sulla scuola strappando bambini e ragazzi dalla cultura mafiosa e aiutando i produttori onesti di Corleone a proseguire onestamente il loro lavoro. E così veniamo a conoscenza anche dell’associazione “Fior di Corleone” che riunisce 22 produttori tra cui anche un pastore e che nasce per riconoscere il giusto valore economico ai produttori stessi e per garantire ai consumatori il vero gusto della terra e dell’impegno. Si susseguono riflessioni, domande, scambi di idee ma sono già le 17.30 e Calogero, il presidente di “Lavoro e non Solo”, ci aspetta per parlarci di quando, in che modo e perché è nata la Cooperativa. L’occasione ci ha dato modo di interrogarci su quanto e come i volontari siano d’aiuto alla cooperativa, sulle difficoltà che i soci incontrano giorno dopo giorno non solo con i cosidetti mafiosi ma anche con la popolazione stessa che solamente da poco tempo ha imparato a trasformare atteggiamenti di indifferenza e fastidio in manifestazioni di apprezzamento anche solo con uno scambio di battute o fermandosi in sede per prendere un caffè con soci e volontari. C’è stata solo una ragione per cui abbiamo interrotto ancora una volta riflessioni e domande… Le panelle pronte in tavola! Il profumo ci ha richiamato ancora una volta a trascorrer e un piacevolissimo momento conviviale tutti assieme, tra risate scherzi e battute. Consci che domani proseguiremo la conoscenza della realtà corleonese attraverso un altro fondamentale momento: la commemorazione dell’uccisione del Generale C.A. Dalla Chiesa avvenuta nel 1982 durante il suo incarico da prefetto. E altrettanto consapevoli che quello che porteremo con noi, una volta tornati a casa, avrà un valore ed un significato senza eguali…Sara 1 settembre – Corleone Eccoci arrivati al quinto giorno, dopo la giornata di riposo si ricomincia. La sveglia questa mattina ci ha svegliato tutti alle 6:50 e dopo una passata veloce dal bagno e la colazione eccoci tutti pronti alle 7:30 per partire direzione campo di sant’ Ippolito per fortuna a soli 15 minuti dalla cooperativa. Questo campo apparteneva alla famiglia Lo Bue, la famiglia in questo momento probabilmente più attiva dentro Corleone, ma la cosa più sorprendente è il fatto che ancora oggi esponenti di questa famiglia passino per il campo.Una volta arrivati ecco, davanti ai nostri occhi, un enorme distesa di pomodori che aspettavano noi per essere raccolti, il tempo di mettersi i guanti, bere l’ acqua e via tutti pronti a raccogliere i pomodori.Dopo aver riempito tantissime casse e aver parlato del campo in cui eravamo alle 12:00 si riparte per tornare in cooperativa, il tempo di una doccia e eccoci servito il meraviglioso pranzo come al solito soddisfacente e rinvigorente dopo la raccolta dei pomodori.Conclusa la pennichella pomeridiana alle 16:30 si risale sul pulmino direzione: Portella della Ginestra per ricordare le vittime della strage, ma prima una rapida sosta a Piana degli Albanesi per un immancabile cannolo.Arrivati a Portella della Ginestra, incontriamo Mario che nonostante il brutto tempo e l’ età dimostra una lucidità e una vitalità incredibile. Ci racconta di come ha vissuto i momenti più brutti e drammatici di quel fatidico 1 Maggio 1947, facendoci un po’ a tutti venire la pelle d’ oca, di come abbia perso persone a lui care a due passi da lui e di tutte le difficoltà di quei momenti. Ci ha anche dato consigli importanti e ci ha detto di non dimenticare mai l’ importanza non solo della memoria ma anche della libertà sottolineando con forza che il diritto di voto è una delle più grandi libertà che abbiamo e che non dobbiamo mai dimenticare. Dopo questo interessantissimo e intenso incontro salutiamo Mario e torniamo a Corleone.Qui aperitivo veloce e tornati in cooperativa alle 20;30 eccoci davanti la cena, conclusa in maniera perfetta con un ottimo tiramisù.Ed ora tutti a vedere il film “Scacco al re” sulla cattura di ProvenzanoFlavio Lombardo31 agosto – Corleone La sveglia oggi suona più tardi del solito e segna l’inizio di una giornate rilassante per tutti.Dopo una buona e soddisfacente colazione , alle 8:30, siamo saliti sul furgoncino ma a guidarlo oggi è Franco che ci porterà alla volta di Balestrate.Accompagnati dai fantastici paesaggi della terra Siciliana già tutti , ognuno a suo modo , pregustavano la giornata di mare e relax che ci attendeva.Dopo circa un’ora e mezza di viaggio eccoci arrivati alla pineta dove abbiamo posato i “bagagli” e siamo andati in spiaggia , finalmente. Davanti a noi si prostrava la bellezza del mare Siciliano , nonostante la spiaggia fosse affollata l’acqua era limpida e pulita, il bagno rinfrescante e ricostituente è bastato a farci venire abbastanza fame da convincerci che fosse ora di andare a vedere cosa c’era da mangiare quindi ci siamo avviati al punto dove avevamo riposto le nostre cose e le borse frigo con dentro il nostro pranzo.Il pranzo costituito da un buonissimo panino con la frittata e il pomodoro , successivamente ci siamo riposati all’ombra e al fresco della pineta , poco dopo ci siamo messi in viaggio per tornare a Corleone .Il viaggio , intervallato da le buche della disastrata strada che porta da Balestrate a Corleone, si è consumato tra canti e risate.Arrivati a Corleone abbiamo fatto una pausa al bar Excelsior per un aperitivo tutti insieme a base di dolci tipici Siciliani come il cannolo .Durante la cena sentiamo in lontananza i fiati e le percussioni della processione in onore della Madonna della Rocca e quindi usciamo a vederla per poi riprendere la cena e concludere la giornata con una buona passeggiata in paese!!!!! Raimondo Stagno30 agosto – Corleone Eccoci arrivati al nostro terzo giorno di lavoro, la mattina come al solito la sveglia è suonata presto e ancora tutti mezzi addormentati ci siamo diretti verso dei campi, che in futuro diventeranno dei frutteti, per liberarli dalle pietre più grosse. Sotto il sole con qualche pausa fra un filare e l’altro e un po’ di chiacchiere per alleggerire il lavoro ecco che siamo arrivati all’ora di pranzo, quindi tutti affamati e stanchi siamo corsi a casa per riempirci lo stomaco con una buonissima pasta al sugo di salsiccia e funghi, salsicce e patatine fritte. Con la pancia piena soddisfatta non abbiamo resistito al richiamo del letto.Alle 5.30 eravamo tutti di nuovo in piedi per il nostro primo incontro pomeridiano con Rino Giacalone, un giornalista di Trapani che si occupa della mafia locale. Ci ha raccontato la storia della famiglia mafiosa Messina-Denaro che in partenza era una famiglia di tombaroli ma che è riuscita a rafforzarsi e a crescere perché è stata capace di farsi negare anche dalle autorità. Rino ci ha spiegato anche che parlare della mafia trapanese vuol dire parlare del campo imprenditoriale perché è riuscita a vincere i vari concorsi e appalti trasformando così azioni che prima venivano considerate illegali in legali.A fine incontro ci sono state due cose che mi sono rimaste particolarmente impresse:- Nonostante tutta la violenza e crudeltà che la famiglia Messina-Denaro ha dimostrato negli anni molte persone la definiscono come una famiglia per bene che dovrebbe essere adorata.- “La libertà di scrivere il proprio pensiero va al di là di essere giornalista” penso che questa frase debba interessare tutti ma in particolare noi giovani con la funzione di spronarci a esprimere sempre le nostre opinioni in qualunque situazioni.Infine per concludere in bellezza la giornata eccoci pronti a servire gli stand della cooperativa per la festa in paese accompagnati da musica locale e risate.E ora tutti a letto che domani ci aspetta una giornata di riposo meritato al mare.Francesca Milani 27 agosto – Corleone Ed eccoci infine arrivati all’atto finale di questa avventura, dopo dieci giorni di gioia, pomodori, sole ed entusiasmo, siamo riusciti nella più ardua delle imprese: FINIRE LA RACCOLTA NEL CAMPO DI SANT’IPPOLITO!Che dire, sembrava impossibile ma ce l’abbiamo fatta! E’ stata un’esperienza stancante, formativa e abbronzante della quale non ci dimenticheremo facilmente e neanche c i dimenticheremo di tutte le straordinarie persone che abbiamo conosciuto in questi giorni.Ritorniamo a casa più consapevoli della complessità del fenomeno mafioso e della necessità di un impegno da parte nostra attivo e costante, meno influenzabili dai luoghi comuni, tranne quello dei toscani che aspirano la C.Oggi, terminato il lavoro nei campi, dopo l’ottimo (come sempre) pranzo sponsorizzato dallo SPI CGIL, ci siamo dedicati alla cernita dei ceci della cooperativa, non perdendo l’occasione di fare due chiacchiere tra volontari, coordinatori e soci. Nel tardo pomeriggio abbiamo affrontato un’interessantissima discussione sulla presenza delle mafie in Italia Centro Settentrionale con Maurizio Pascucci. Dopo una splendida ed abbondante cena, riunitici in sala comune, si è effettuata la consueta riunione di fine campo, durante la quale abbiamo parlato di questa esperienza, considerando i suoi pregi ed i suoi difetti.In conclusione, è stata senz’altro un’esperienza costruttiva e divertente che ci lascia sicuramente un po’ cambiati rispetto a quando eravamo arrivati.”Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia.”(Enrico Berlinguer) Giuseppe & Mauro 26 agosto – Corleone Dopo una domenica di meritato riposo, siamo tornati alla routine del lavoro nei campi.Anche oggi pomodori! Dopo 4 ore di intenso lavoro con qualche pausa più che meritata e qualche foto per documentare il nostro lavoro, siamo tornati a casa Caponnetto dove ci aspettava un succulento piatto di pappa al pomodoro (tipico piatto toscano).Nel pomeriggio, dopo le compere alla bottega della legalità dei prodotti a marchio “Libera Terra” e una volta riunita la truppa, visita d’obbligo al cimitero per onorare le tombe di Placido Rizzotto e Bernardino Verro; lì abbiamo ricordato la passione e l’impegno del sindacalista e la storia del Sindaco/Cooperatore impegnato contro la mafia corleonese. Dopo un ampio approfondimento sulle vicende riguardanti i due uomini, abbiamo fatto il giro dei pizzini che partivano dalla casa della moglie di Provenzano fino al covo dove si nascondeva il boss, scoprendo attraverso le varie tappe che faceva la corrispondenza la storia dell’arresto del Capo dei Capi. Alla fine del percorso ci siamo goduti un suggestivo panorama di Corleone con tanto di foto di rito, vicino al luogo di latitanza di Bernardo Provenzano, a soli due chilometri dal paese!Alla fine di questa lunga giornata, cena a base di pesce e proiezione del documentario “Scacco Al Re” che ricostruisce la cattura di Bernardo Provenzano. FrancescoClara3 agosto – Corleone Svegli a alle ore 6.00 per andare al mare a Balestrate con tutta la famiglia del campo. Naturalmente Franco e alcuni coraggiosi volontari hanno anticipato la partenza di un’ora per occupare i tavoli e la griglia nel bosco di eucalipti che ci ha ospitato. L’arrivo al mare è stato però ritardato.La sosta è durata solo due ore durante le quali alcuni volontari si sono dilettati a giocare a palla con due calzini arrotolati, mentre altri aiutavano un pastore a far attraversare la strada al gregge di pecore che lo seguiva.Giunta al mare, la carovana si gettava in acqua per refrigerarsi dal caldo torrido del viaggio e si ristorava successivamente con una gustosa grigliata di carne preparata da Franco. Dopo un riposo generale siamo ripartiti per rientrare a Casa Caponnetto dove Giovanni ci attendeva con ansia per brindare alla nascita della nipotina Carlotta. Manuela, come ormai da una settimana, concludeva la serata con l’ennesima lavatrice, contenta e soddisfatta di aver accontentato ancora una volta tutti i ragazzi del campo. Graziella, Maria Grazia, Manuela31 luglio – CorleoneIl quarto giorno è iniziato benissimo grazie ad un ottimo cornetto al pistacchio. Stamani abbiamo finalmente inaugurato il pullman nuovo da 30 posti per andare nei campi e, dopo un’ora di comodo viaggio, ci siamo subito messi al lavoro. Come i giorni precedenti abbiamo zappato il terreno intorno alle future piante di acero e noce.Fatta una meritata pausa pesca, siamo saliti verso l’agriturismo, purtroppo chiuso, dove Salvatore ci ha raccontato la storia travagliata del bene. Oggi la struttura non è agibile ma l’idea della Cooperativa è di trasformarla in un agriturismo accogliente e funzionante, infatti da domani inizieremo la pulizia e sistemazione della struttura, lavoro molto diverso dal solito e più stimolante!Dopo un sostanzioso pranzo, alcuni di noi ragazzi si sono recati al circolo dei pensionati in fondo alla strada per giocare a carte e passare il pomeriggio in compagnia di alcuni veri Corleonesi, cercando di decifrare il loro quasi incomprensibile dialetto. Tornati a casa, Calogero ci ha illustrato la storia della cooperativa, nata nel 2004, che attualmente gestisce circa 150 ettari di terreno e varie strutture confiscate alla Mafia. Finito l’incontro, ci siamo acculturati tutti insieme grazie a mille cruciverba e per concludere in bellezza, dopo cena, la Lina ha preparato due deliziose torte di mele.Nonostante le dolorose scottature provocate dal sole di stamani, anche stasera scenderemo giù in piazza a prenderci una meritata birra. Chiara, Emma, Ilaria e Vittoria.30 luglio – Corleone (bis) Il quinto giorno del campo è iniziato con la visita di due beni confiscati alla banda della Magliana. La prima costruzione, destinata a diventare l’ hotel paradiso, è situata alla sommità di Montecatini terme. È stato perpetrato un vero e proprio abuso, non solo edilizio ma ancor di più nella deturpazione del paesaggio circostante! Il secondo immobile è il Kursal, ex discoteca modificata strutturalmente dopo la confisca per diventare un centro commerciale!Nel resto della mattinata abbiamo visitato altri due beni confiscati alla camorra, che operano già nel territorio per favorire il reinserimento sociale di soggetti disagiati. In primis siamo stati a Borgo Buggiano in via Siena ( appartamento in zona residenziale, quindi complicato riutilizzo senza intaccare la quotidianità ) dove amministrazione e l’associazione diamoci le ali hanno riutilizzato il bene con un progetto per la riabilitazione di ragazzi che hanno problemi sociali, in quanto è difficile l’inserimento in un ordinaria e dignitosa vita per una gran parte di giovani italiani. Ci è sembrato evidente la riuscita del progetto.Per l’ora di pranzo ci siamo recati presso il Gruppo Valdinievole nel comune di Massa e Cozzile (loc. Macchino ) . Erano presenti l’assessore alla cultura Bertocci Laura e l’assessore al sociale Luchi Fiorella. La storia di come il bene sia stato confiscato e poi affidato ci è stata raccontata in maniera sublime da Libero Palombo che ci ha fatto comprendere quanto sia stato difficile la riuscita del progetto, in quanto essendo uno dei primi due beni confiscati da riutilizzare, è stato necessario colmare una lacuna legislativa e abituare i cittadini a convivere con i soggetti del progetto ( recupero e reinserimento di soggetti affetti da dipendenza di alcol e droga ) . La riuscita del progetto, anche in questo caso, è palesemente certa. Ci è stato offerto un ottimo pranzo, nota estremamente positiva in quanto non solo evidenzia il buon lavoro svolto nel recupero dei soggetti ma ancora di più il senso di responsabilità e l’organizzazione dimostrata avvalorano il totale recupero. Nella riflessione successiva siamo orgogliosi di come un ex rifugio di camorra e traffico di droga possa divenire una seconda occasione di vita per persone colpite dall’annientamento mentale legato a forti dipendenze.Nella serata siamo stati nel comune di Serravalle pistoiese in loc. Masotti dove abbiamo partecipato alla festa dell’unità e siamo stati ospitati a cena. Ottima accoglienza, bell’ambiente, buon intrattenimento.La giornata è stata piacevole e interessante e ha lasciato sicuramente qualcosa in ognuno di noi.Cordiali saluti.30 luglio – Corleone Finalmente! Oggi l’iter che è iniziato ad aprile, tra nulla osta, collaudi, rilascio targhe, nuova immatricolazione, rilascio libretto, problemi al sistema della Motorizzazione Civile, si è concluso.Da questa sera il nuovo pulman 30 posti …acquistato dalla nostra Cooperativa,anche grazie al contributo dello SPI CGIL Nazionale e dalla CGIL Toscana, ha cominciato a muoversi per essere utilizzato dal progetto “Liberarci dalle spine”, e per permettere gli spostamenti dei ragazzi con una sicurezza maggiore nelle varie attività del campo di lavoro.Un pensiero particolare va a tutti i ragazzi del campo di Corleone del 7 – 16 luglio coinvolti nel brutto incidente del 14 luglio, che “forse” con questo nuovo pulman poteva essere evitato.Un abbraccioCalogero ParisiPresidente della Cooperativa Lavoro e Non Solo  29 luglio – Corleone Ciao popolo!Sole e caldo a Corleone per il primo giorno di lavoro. Giù dal letto alle sei e mezzo , i nostri eroi si accingono a raggiungere posti misteriosi, popolazione… nessuna traccia.Zappa in spalla, acqua, pesche e tanta voglia di faticare! Nessuno capisce le spiegazioni di Franco ma i nostri eroi vanno avanti imperterriti.1,2,3,4,5,10,100 campi… naaah solo uno e mezzo e via di nuovo verso casa. Pranzo, pisolino e tutti al laboratorio della legalità. Qui apprezziamo i quadri di Gaetano Porcasi che ci trasmettono forti emozioni, anche grazie alle spiegazioni di Annalisa, la responsabile del centro. Soddisfatti facciamo un giro per Corleone e anche oggi non ci facciamo mancare IL cannolo che ci tappa lo stomaco prima di cena (non diciamo niente a cuoca Lidia).Dopo cena rotolando verso un bar prendiamo un gelato e tutti a nanna.Viviana, Marta, Beatrice, LuHap.s. Da leggere in toscano     28 luglio – Corleone Ciao a tutti,siamo in diretta da Corleone, una piccola cittadina nei pressi di Palermo. La nostra giornata è iniziata prestissimo a causa del volo che ci ha condotto fino a Palermo. Appena usciti siamo stati sorpresi dal caldo allucinante al quale non siamo abituati. Dopo le ” avventure” per salire a bordo della navetta per arrivare fin qui, siamo riusciti a giungere a destinazione.Superate le assemblee, dove ci siamo presentati noi ragazzi e i collaboratori dello SPI CGIL , c’è stato concesso il meritato riposo, quello che ci voleva. Arrivati a fine giornata possiamo dire che abbiamo ricevuto una buona accoglienza, sottolineiamo l’ottimo pasto, e ci sentiamo già di casa. Speriamo che questo campo rispetti le nostre aspettative su tutti i fronti, fiduciosi vi auguriamo una buonanotte.Andreo, Ste, Meda, Richi. 25 luglio – Corleone Questa è la nostra ultima sera a Corleone anche se sembra ieri che abbiamo messo per la prima volta il piede dentro Casa Caponnetto. Sono stati dieci giorni incredibili, difficile racchiudere in poche righe tutte le esperienze vissute. La nostra permanenza qua si chiude davanti a un tramonto mozzafiato vicino alla croce che domina tutta Corleone, dove abbiamo fatto la verifica conclusiva. Forse non ci sarebbe modo migliore per chiudere questi giorni se non con le parole che sono uscite dalle nostre bocche, parole spontanee, parole vere, dette col cuore in mano da persone che questa esperienza se la porteranno dentro per sempre. Ci sentiamo semplicemente di ringraziare tutte le persone che ci hanno accompagnato in questo viaggio e che hanno condiviso con noi e reso possibile ogni giorno. Corleone è un po’ un luogo di incontro. Incontro con una realtà diversa, così lontana dalle nostre città, incontro con le persone che la vivono e con tutte le persone che testimoniano un impegno concreto in quei valori che condividiamo e sentiamo nostri. E infine anche un incontro fra generazioni diverse. Per questo ci sentiamo prima di tutto di ringraziare i volontari dello SPI: è stato bellissimo condividere con loro questi giorni, sentirli raccontarci le loro storie e intraprendere qualsiasi tipo di discussione. Salutiamo dunque Nada, Giovanna, Ivana e Marcello, Giovanni e Giovanni che ci hanno regalato momenti unici e facciamo i nostri migliori auguri a Lidia, Sileno, Maria Pia e Franco, sicuri del fatto che i ragazzi che ci seguiranno avranno la stessa calorosa accoglienza che è stata riservata a noi. Ringraziamo poi Irene, la nostra coordinatrice, che ha reso possibile tutto questo e che ha mostrato una passione e una forza veramente ammirevoli. Ultimi ma non certo ultimi i soci della cooperativa. E’ grazie a loro se tutto questo è possibile, sono forse le loro vite e il loro lavoro la testimonianza più importante che ci portiamo a casa. Ci sentiamo tutti cambiati da questo posto, dalle persone che abbiamo incontrato. Guardando Corleone distesa ai nostri piedi realizziamo che non vorremmo essere in nessun altro posto. Vorremmo dire a tutti i soci della Cooperativa che nonostante tutte le difficoltà, gli errori, le delusioni, le preoccupazioni di tutti i giorni non si può fare neanche un solo passo indietro. Forse non sarà mai abbastanza, ma ogni estate 700 ragazzi tornano a casa con una nuova consapevolezza, con un nuovo entusiasmo e tutto questo solo grazie a voi. 700 ragazzi come noi, qua, che stiamo per lasciare questa nuova casa che già ci manca e ci mancherà. Alice, Elena, Eugenia, Francesco, Gaia, Giulia, Laura, Letizia e Marta 24 luglio – Corleone Giorno di partenze, giorno di arrivi. Dopo aver salutato ieri i componenti del SPI Cgil: Nada, Ivana e Marcello; stamani ci hanno lasciato anche Franco e Maurizio, partiti alla volta della Toscana.Ma questo non ha sicur

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