Sanatoria 2012, un’occasione mancata

Sanatoria 2012, un’occasione mancata

Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci.Si chiude alla mezzanotte di oggi la procedura che avrebbe dovuto consentire l’emersione alle centinaia di migliaia di lavoratori stranieri che lavorano in nero. 
 Il bilancio, sulla base della quantità di domande presentate (meno di 120mila), non può dirsi certamente positivo e fa parlare di ‘occasione mancata’, con conseguenze negative non solo per gli interessati, che continueranno nella loro condizione di irregolari, ma anche per le casse dello stato, visto il mancato gettito fiscale.   Costi troppo alti, procedure complesse, requisiti impossibili e poca chiarezza hanno contribuito al mezzo fallimento di un provvedimento che in tanti attendevano. La sua efficacia è stata sacrificata sull’altare degli interessi contrapposti della ‘strana maggioranza’ e persino la richiesta di allungare i tempi del provvedimento non ha avuto al momento alcun esito. Eppure il parere dell’avvocatura dello stato che faceva un po’ di chiarezza su uno dei punti più controversi è arrivato soltanto a pochi giorni dalla chiusura e quindi una proroga sarebbe più che giustificata.   Il risultato è che probabilmente nemmeno un quinto di chi avrebbe potuto accedervi ne ha usufruito, e quasi il 90% delle domande presentate riguardano colf e badanti, cioè quelle categorie di lavoratori per i quali non era richiesto il requisito del tempo pieno e con i costi, rispetto ad altri tipi di lavori, decisamente inferiori. Chi ci è riuscito, è probabilmente corso a farsi assumere in questi ruoli pur di ottenere la regolarizzazione, anche se probabilmente il suo lavoro reale è di tutt’altro tipo. Cose già viste nelle scorse regolarizzazioni, che avevamo puntualmente segnalato, ma che nessuno ha voluto prendere in considerazione. Altro potente deterrente, come abbiamo più volte denunciato, è stata la prevista disparità di trattamento tra lavoratore e datore di lavoro in caso di non accettazione della domanda. Il secondo avrebbe rischiato al massimo una multa, mentre per lo straniero sarebbe scattata l’espulsione.   Ma da domani cominceranno le difficoltà per tutti. Saranno infatti pienamente operative le sanzioni introdotte dalla Direttiva europea n. 52, particolarmente severe nel caso venga riconosciuto lo sfruttamento. In questo caso il lavoratore che presenti denuncia a carico del datore di lavoro potrà ottenere il permesso di soggiorno per la durata del processo, un po’ poco per trovare il coraggio di una denuncia che potrebbe risolversi in un’espulsione.   Si sarebbe potuta affrontare questa nuova fase in un contesto radicalmente diverso, con la maggior parte delle situazioni sanate. Così non si è voluto fare e a pagarne le conseguenze saranno come al solito i più deboli. Ci chiediamo, come in altre occasioni, il perché e a chi giova.

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