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No MGF! L'impegno di Arci Toscana

Arci Toscana, in occasione del 6 Febbraio, giornata internazionale di “Tolleranza Zero” alle Mutilazioni Genitali Femminili, fa il punto sul suo progetto in Niger. Secondo gli ultimi dati disponibili, il 40% delle excisseuses della zona di Niamey hanno abbandonato la pratica delle mgf..

 

La pratica delle Mutilazioni Genitali Femminili è riconosciuta a livello internazionale come pratica nociva, violenta e discriminatoria, che ha un impatto devastante sulla salute sessuale e riproduttiva, oltre che psicologica e fisica in generale, delle donne e delle bambine che la subiscono.

 

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 140 milioni di donne e bambine hanno subito Mutilazioni Genitali Femminili e 3 milioni di bambine ogni anno rischiano di subirle.

Le vittime sono quasi esclusivamente bambine tra i 4 e i 15 anni di età.

 

In Italia sono circa 90mila le donne immigrate che hanno subito le pratiche della mutilazione e purtroppo le MGF vengono praticate anche alle bambine nate nel nostro paese.

 

Il 20 Dicembre scorso, per la prima volta, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità una risoluzione che dice ‘NO’ alle MGF ed esorta tutti i soggetti competenti, sul piano nazionale e internazionale, a mettere in atto tutte le misure possibili per combattere questa pratica attraverso la difesa e la promozione dei diritti delle donne e delle bambine.

 

Arci Toscana, che da anni lavora proprio per la promozione dei diritti dell’infanzia e dei diritti umani in diverse parti del mondo, accoglie con soddisfazione la presa di posizione delle Nazioni Unite e riafferma il proprio impegno per la lotta alle mutilazioni genitali femminili e ad ogni forma di violenza e di discriminazione nei confronti delle donne e delle bambine.

 

Auspichiamo, inoltre, che la risoluzione ONU sia di stimolo nel nostro paese per l’applicazione della Legge n.7 del 9 gennaio 2006, secondo la quale le MGF sono un reato punibile con il carcere.

 

L’impegno concreto di Arci Toscana: in Niger con il Coniprat contro le MGF.

 

Arci Toscana, in collaborazione con Coniprat e con il sostegno della Fondazione Il Cuore si Scioglie, promuove dal 2006 azioni volte all’eliminazione totale in Niger delle mutilazioni genitali femminili.

Oltre a numerose campagne di informazione e sensibilizzazione nei villaggi, il progetto prevede l’erogazione del microcredito per gruppi di donne che includono anche le ex-excisseus (le donne che per tradizione praticano le MGF sulle bambine), che accettano di abbandonare la pratica delle mutilazioni per dedicarsi ad attività di orticoltura e allevamento. Le donne in genere investono queste piccole rendite economiche sia per la sussistenza, che per la sanità e la scuola dei loro bambini.

A marzo 2012 il progetto aveva interessato 170 donne, circa il 40% del numero totale delle excisseuses della zona di Niamey e la percentuale di mancata restituzione del micro-credito era solamente del 2%, il che significa che il sistema funziona e responsabilizza chi vi partecipa.

L’approccio utilizzato da Arci Toscana e Coniprat, basato sul lavoro di base con la comunità locale e sull’empowerment delle donne e delle bambine, oltre che sulla proposta di una valida alternativa economica a chi pratica le mutilazioni, trova ulteriore conferma della sua validità all’interno della raccomandazione ONU, che riporta e valorizza tutti questi elementi.

 

PER TUTELARE L’INTEGRITA’ FISICA E LA SALUTE DELLE DONNE E DELLE BAMBINE, PER IL DIRITTO AD UNA VITA SESSUALE FELICE DICIAMO NO AD OGNI FORMA DI MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE

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