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Ancora una tragedia provocata dalla politica italiana ed europea di chiusura delle frontiere

Esprimiamo cordoglio e dolore per il terribile naufragio che si è consumato al largo di Lampedusa.

Una gravissima tragedia che, al momento in cui scriviamo, conta almeno 80 persone disperse delle 130 che trasportava l’imbarcazione affondata.

 

 

Abbiamo denunciato più volte che queste tragedie sono la drammatica conseguenza di quella miopia politica che è convinta di poter fermare le migrazioni chiudendo le frontiere e rendendo di fatto impossibile entrare legalmente, e senza rischiare la vita, in Italia e in Europa.

Troppe volte ci è toccato assistere a simili tragedie, seguite dalle ‘lacrime di coccodrillo’ di coloro che, pur con responsabilità nazionali e internazionali, non hanno fatto nulla per garantire strumenti adeguati e una legislazione più giusta in materia di immigrazione.

Per fortuna la guardia costiera e i cittadini di Lampedusa si sono attivati portando in salvo decine di persone. Vogliamo ringraziarli, a nome di tutti quei cittadini che non considerano quelle dei migranti vite di serie B. Chiediamo al Ministro degli Interni di rivedere le decisioni del precedente governo che dichiarava Lampedusa “porto non sicuro”.

La traversata euro mediterranea che gli attivisti della coalizione Boats4People hanno intrapreso nel mese di luglio sulla goletta Oloferne ha fatto emergere la carenza di un sistema efficace di monitoraggio e salvataggio per evitare tragedie come quella di queste ore.

Oggi un monitoraggio delle coste avviene ma con l’obiettivo opposto: impedire alle persone di arrivare in Europa. Questo è lo scopo di Frontex, un programma che impegna uomini, risorse e mezzi e che più volte abbiamo chiesto venga sostituito con un sistema che abbia al centro la salvaguardia delle vite umane.

Lanciamo un appello alle forze democratiche e a quanti hanno a cuore la vita umana e i diritti delle persone perché si chiuda con urgenza la stagione dei provvedimenti per il controllo e il respingimento delle persone straniere e si attui un programma per garantire a chi parte di poter approdare in sicurezza in Europa, come prevedono gli accordi internazionali e il rispetto dei diritti umani.

 

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