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Decreto 'Rosarno', l'Arci attiva un numero verde: 800999977

Il recepimento della Direttiva n.52 rappresenta un passo avanti nel difficile rapporto tra le persone di origine straniera e la pubblica amministrazione, con particolare riguardo al mondo del lavoro. È infatti questo lo spazio nel quale, anche secondo i recenti dati pubblicati da UNAR, si realizza la discriminazione più forte nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici migranti. La ragione di questa straordinaria discriminazione sta principalmente nella debolezza e nella ricattabilità del lavoratore, derivante dalla condizione giuridica e dallo squilibrio tra datore di lavoro e lavoratore determinato dalla regole sull’ingresso e soggiorno degli stranieri.

 

 

Il Decreto che recepisce la Direttiva n.52 definisce finalmente uno strumento concreto per attenuare lo squilibrio che determina la discriminazione, dando la possibilità a chi denuncia il suo sfruttatore di ottenere un permesso di soggiorno, non rischiando, come avveniva fino ad oggi, l’espulsione a seguito dell’apertura di una vertenza.

La norma transitoria è uno strumento straordinario che fornisce una risposta parziale all’ingiustizia prodotta dalla legge, in particolare dal meccanismo paradossale che prevede una modalità impercorribile di ingresso per lavoro, attraverso al chiamata diretta nominativa, ossia l’incontro planetario tra domanda e offerta di lavoro.

L’ARCI ha già attivato il numero verde SOS Diritti 800999977, che risponderà dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17.30 e sarà in funzione per tutto il periodo previsto per l’emersione dalla norma transitoria, dando informazioni sulla procedura prevista, raccogliendo denunce di discriminazioni e abusi, denunciando le eventuali truffe che verranno comunicate. Verranno inoltre attivati i servizi di consulenza sul territorio.

Il provvedimento del Governo, che abbiamo accolto complessivamente in modo positivo, contiene purtroppo molti elementi contradditori e non sembra aver tenuto conto degli errori del passato, avendo introdotto diversi punti che inevitabilmente solleveranno contenziosi tra pubblica amministrazione, datori di lavoro e lavoratori, e potranno dar luogo a truffe.

Auspichiamo la riapertura di un tavolo di confronto tra le organizzazioni sociali e il governo per contenere i danni degli aspetti negativi del provvedimento.

Da parte nostra denunceremo ogni sopruso da parte di singole persone o uffici pubblici, come già in passato, e monitoreremo l’andamento dell’emersione pubblicandone i dati on line.

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