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Sentenza della Cassazione sulla Diaz: soddisfazione per la condanna. Ora si faccia giustizia per i 10 manifestanti

Le dichiarazioni di Paolo Beni, Presidente nazionale dell'Arci, e Walter Massa, Presidente di Arci Liguria.

 

La conferma, da parte della Corte di Cassazione, della condanna per “falso aggravato” a tutti gli imputati per il massacro della Diaz non può che essere accolta da legittima soddisfazione per chi, come anche la nostra associazione, in questi undici anni si è battuto per avere verità e giustizia sulle drammatiche vicende del G8 2001.

 

La verità dei fatti è quindi confermata, mentre per quanto riguarda la giustizia il risultato è parziale, perché gli imputati sono stati condannati per l’unico reato scampato alla prescrizione, quello relativo ai falsi verbali di perquisizione e arresto a carico dei manifestanti.

Certo, è difficile accettare che - nel paese del carcere facile per migranti, tossicodipendenti, No Tav, lavoratori in lotta etc. - questi pubblici ufficiali, grazie ai tre anni di sconto dall’indulto approvato nel 2006, non mettano piede nelle patrie galere. Dobbiamo però essere grati alla coraggiosa sentenza di appello che, ribaltando la scandalosa assoluzione del primo grado, ha applicato la sospensione dal servizio. Provvedimento che riguarda anche alcuni altissimi gradi degli apparati investigativi italiani: Franco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine, Gilberto Caldarozzi, capo dello Servizio centrale operativo, Giovanni Luperi, capo del dipartimento analisi dell’Aisi, l’ex Sisde.

Ora dobbiamo aspettare la sentenza che, tra una settimana, dovrà pronunciarsi sulle condanne che hanno comminato un secolo di carcere a dieci imputati per “devastazione e saccheggio". Cioè per un reato, come si spiega nell'appello della campagna 10X100, “concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una “compartecipazione psichica”, anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.”

Per questo abbiamo aderito alla campagna 10X100, per fare appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce chiedendo l’annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.

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