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Arci in prima fila nell'antimafia sociale

Venerdì 4 dicembre, al Circolo Arci La Rampa di Tavarnelle Val di Pesa, si è parlato di antimafia sociale.

Erano presenti il procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, la responsabile Antimafia Sociale e Legalità Democratica di Arci Toscana, Serenella Pallecchi, i sindaci di Tavarnelle e Barberino Val d'Elsa, i ragazzi volontari nei campi di lavoro nei terreni confiscati, Andrea Campinoti di "Avviso Pubblico", Maurizio Pascucci  di "Fior di Corleone", Salvatore Ferrara e Bernardo Cancemi della cooperativa "Lavoro e Non Solo" e Domenico Billotta della "Fondazione Caponnetto".

 

 

 

 

 

"L'impegno di Arci nell'antimafia sociale è profondo e variegato: dai circoli che in rete con altri soggetti fanno animazione territoriale al lavoro di educazione svolto nelle scuole e ai percorsi di cittadinanza attiva e la promozione dei diritti, passando per la condivisione di spazi di partecipazione, fino all'impegno speso nei campi di lavoro al fianco dei soggetti che operano nei terreni e nei beni confiscati alle mafie." Così Serenella Pallecchi, responsabile Antimafia Sociale e Legalità Democratica di Arci Toscana, ha portato i saluti di Arci Toscana al Circolo La Rampa di Tavarnelle Val di Pesa, introducendo l’incontro "In cammino verso la Legalità", dialogo tra il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti e i ragazzi del liceo Scientifico A.Volta di Colle Val d’Elsa e dell’Istituto comprensivo Don Milani di Tavarnelle/Barberino. Alla serata hanno partecipato in tanti, tra Andrea Campinoti, presidente di Avviso Pubblico, i sindaci di Tavarnelle e Barberino – David Baroncelli e Giacomo Trentanovi – e i rappresentanti delle cooperative che lavorano sui terreni confiscati, come la cooperativa “Lavoro e non solo”. Proprio con la cooperativa di Corleone, Arci Toscana, come ha ricordato Pallecchi, “ha un legame storico, affettivo e di condivisione. Arci Toscana è, infatti, socia della cooperativa, e lo è diventata per una precisa scelta politica: perché l’impegno concreto nei terreni confiscati è un valore aggiunto nella promozione della cultura, della solidarietà e del diritto”. E di promozione del diritto, di uguaglianza di fronte alla legge e dell’importanza di diffondere la conoscenza e il rispetto della Costituzione, per evitare che le mafie attecchiscano, ha parlato anche il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti concludendo la serata che lo ha visto protagonista di un dialogo con i ragazzi, molti dei quali volontari nei campi di lavoro della Cooperativa. Con loro il Procuratore ha parlato dell'importanza dell'impegno nell'antimafia sociale da parte di ciascuno così come del fondamentale ruolo che ogni cittadino gioca nel contrasto a ogni forma di corruzione, primo embrionale stadio del potere criminale e mafioso. Roberti ha poi evidenziato come il problema della mafia non abbia una connotazione territoriale circoscritta, ma sia ormai diffuso in tutto il territorio nazionale, rendendo necessaria una crescita collettiva del Paese, che abbia i suoi cardini nella garanzia dell'uguaglianza della legge e nella promozione di una società più 'uniformità delle condizioni sociali e al radicamento in tutto il territorio nazionale.

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