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Torniamo nelle case del popolo: l’Arci apprezza le posizioni espresse da Enrico Rossi

Con Enrico Rossi avevamo parlato durante il congresso dell’Arci regionale, che si è tenuto a pochi giorni dal voto, del valore straordinario che rappresentano le case del popolo. Non era una boutade elettorale, ma la volontà di avviare un percorso. C’è anche l’intenzione di costruire un percorso da svolgere insieme nei circoli in Toscana.

Naturalmente siamo entusiasti dell’approccio che Enrico Rossi sta dando al governo della nostra regione. Crediamo che i circoli bene rappresentino simbolicamente la volontà di un ritorno ad un rapporto quotidiano e concreto con la vita delle persone e dei territori. Si tratta di una realtà complessa che dilata le potenzialità dello spazio pubblico. Innanzitutto le case del popolo sono estremamente numerose e diffuse, poco meno di 1400 e fanno parte della tradizione dei nostri territori. In maniera sotterranea si aprono circoli anche in zone in cui tradizionalmente non esistevano. La loro caratteristica è di essere luoghi in cui si intrecciano le pratiche concrete e la cultura del fare a un orientamento politico, che non è mai né ideologico né moralista, ma che si presenta anzi leggero e profondamente radicato.

Se la sinistra regge nel nostro territorio lo si deve anche a questa rete diffusa che continua a generare un senso di appartenenza, pur in assenza di altre forme concrete di organizzazione dei partiti della sinistra. Non si sottovaluti che anche le attività più semplici come il gioco, la cena sociale, la festa popolare hanno una forte capacità di creare relazioni tra le persone e un senso comune e condiviso. Del resto si tratta dei riti sociali più antichi e importanti della storia dell’umanità. Non mancano circoli in crisi e che hanno difficoltà ad andare avanti, ma contemporaneamente esistono situazioni dove si esprime un lavoro di eccellenza, in relazione alla lotta al disagio e alla promozione delle culture giovanili. In realtà i circoli sono attraversati dalle innovazioni e contraddizioni della società contemporanea. Un esempio su tutti: i circoli sono ampiamente frequentati dagli immigrati, qualche volta emergono tutte le difficoltà dell’integrazione, altre volte il circolo organizza servizi che vanno dall’insegnamento dell’italiano (da tutti individuato come l’elemento chiave dei processi di integrazione) agli sportelli di consulenza. Più in generale chiunque ha voglia di far qualcosa (un gruppo di acquisto solidale, le attività culturali e sociali più svariate) finisce spesso per andare a chiedere una stanza nel circolo. Le stesse primarie si sono svolte al 90%  nei circoli Arci.

La casa del popolo classica generalista e non profit dimostra una vitalità ben maggiore di quello che apparentemente si possa pensare, precede la nascita di partiti e sindacati ed è assai meno in crisi di questi ultimi anche oggi.

Vincenzo Striano, Presidente Arci Toscana

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