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Solidarietà alla Sardegna e al popolo sardo

Tutta la solidarietà dell’Arci va alla Sardegna e al popolo sardo, colpito da un ciclone violento e distruttivo.

 

 

E' il più violento fenomeno meteorologico estremo fra quelli che ormai flagellano il nostro paese negli ultimi tempi. E purtroppo non sarà l'ultimo: a Varsavia la diciannovesima Conferenza Mondiale sul Clima si avvia verso l'ennesimo fallimento, mentre le emissioni di gas serra continuano ad aumentare. Negli stessi giorni intere comunità in tutti gli angoli del pianeta, dalle Filippine agli Usa e all'Australia, hanno perso vite, case, lavoro e sicurezza, vittime di disastri che un tempo venivano definiti naturali. Quando ancora bisognerà aspettare per un cambio di passo? Quanta altra morte, quante altre sofferenze, quante altre rovine, quante altre risorse distrutte e sprecate?

In Italia servono 40 miliardi di euro per la messa in sicurezza del territorio. La legge di stabilità ne stanzia solo 180 milioni in tre anni. E intanto, nessuno ferma la erosione di suolo, la cementificazione che prosegue a ritmo serrato, l'avvelenamento di terra, aria e mare. Non vogliamo morire per colpa della cecità di un sistema politico che non è più in grado di mettere in priorità la vita dei cittadini. Non vogliamo morire per gli interessi dei pochi che continuano a guadagnare distruggendo la salute e il futuro della nostra gente e delle nostre terre. C'è tanto lavoro e tanto benessere, tanta ricchezza buona da produrre e distribuire in un grande piano di messa in sicurezza del nostro territorio, nella bonifica, nella riconversione ecologica, nel ritorno alla terra. Altro che austerità, altro che tagli, altro che fiscal compact. Grandi investimenti, ci vogliono, per un grande progetto politico di cambiamento.

Per questo ci battiamo, con la Sardegna e tutti gli altri territori vittime della devastazione ecologica nel cuore.

 

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