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Campi Antimafia 2014 - I diari

E' aperta la stagione dei Campi Antimafia 2014. Da aprile a ottobre gruppi di ragazzi da ogni parte d'Italia lavoreranno sui campi confiscati alla mafia. Leggi i diari!

 

 

14 ottobre - Corleone

L’intera mattina è stata spesa per la sistemazione e per una pulizia approfondita di “Casa Caponnetto”.

Il resto della giornata invece è stato dedicato al cosiddetto “Giro dei pizzini”, ovvero il tragitto che percorrevano i tre fidati “postini” del latitante Bernardo Provenzano, per consegnare o per ricevere foglietti contenti informazioni decifrabili esclusivamente dal boss e dai suoi destinatari/mittenti.

Alla fine di questo giro ci siamo recati alla statua del Santo Patrono della città, da dove abbiamo potuto ammirare uno straordinario panorama. Questi momenti per noi sono valori aggiunti, che creano un legame tra il lavoro in cooperativa, il territorio e suoi cittadini.

La giornata si è conclusa con la visione del film su Salvatore Giuliano. Questi cineforum sono un ottimo veicolo per arricchire le nostre conoscenze e una buona base di confronto con gli altri membri del campo e della cooperativa.

 

Jessica & Amalia

 

13 ottobre - Corleone

Questa mattina siamo stati a Cinisi, esattamente all’ex casa Badalamenti, un bene confiscato, per la presentazione di “Onda d’Urto”, un progetto di “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato”, sostenuto da “Fondazione con il Sud”, patrocinato dal Comune di Cinisi e che vede la collaborazione di “Rete 100 Passi” e lo “Osservatorio sulla ndrangheta” di Reggio Calabria. L’obiettivo è quello di riportare a Cinisi uno spazio di aggregazione e informazione, come negli anni settanta lo è stata “Radio Aut”, fondata da Peppino Impastato. Da un lato questo progetto si propone di essere un circolo culturale, gestito dai giovani e dalle associazioni di Cinisi, dall’altro sarà sede di una radio che offrirà sia trasmissioni da Cinisi, Palermo e Roma, sia tre corsi di preparazione tecnica per fonico, tecnico video e reporter.

Successivamente Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ci ha guidato nel percorso di Casa Memoria, regalandoci diversi aneddoti legati alla sua famiglia e alla storia del suo territorio, sottolineando come ancora oggi sia importante lottare contro la cultura mafiosa.

Nel pomeriggio, visto che l’emozione era ancora tanta, abbiamo rivisto il celebre film “I Cento Passi”, sicuramente con occhi diversi, proprio grazie al racconto di Giovanni.

 

Amalia & Jessica

 

12 ottobre - Corleone

Finalmente oggi la sveglia è suonata un po’ più tardi e dopo una bella colazione ci siamo diretti a Palermo. (IN RITARDO, ARCI RITARDO! COMUNICAZIONE MASSIMO DELLO SPI)

È stata una giornata molto impegnativa, perché in modo concentrato abbiamo visto molti monumenti e soprattutto diverse zone del centro storico.

Il “tour” è partito dal quartiere della Kalsa e nello specifico abbiamo visitato Palazzo Chiaramonte, detto anche Steri, un tempo dimora di nobili famiglie, dal 1600 al 1782 tribunale dell’Inquisizione e oggi sede del Rettorato dell’Università di Palermo. Di fronte al Palazzo si erge, all'interno di Villa Garibaldi, un imponente Ficus Macrophylla, nominato “L’Albero dei 150 anni dell’Unità d’Italia”, piantato per ricordare i caduti che hanno contribuito all'Unità del paese.

Attraversando Porta Felice, il più antico ingresso alla città, abbiamo percorso Corso Vittorio Emanuele, anche detto il Cassaro, fino a raggiungere la Cattedrale, dove abbiamo potuto ricordare sulla sua tomba, Don Puglisi, ucciso da Cosa Nostra il giorno del suo 56° compleanno, per via del suo impegno evangelico e sociale.

Grazie alle “Vie dei Tesori”, un’iniziativa dell’Università di Palermo, siamo riusciti ad accedere alla cupola della Chiesa del SS. Salvatore, apertura straordinaria che ci ha permesso di abbracciare con lo sguardo l’intero capoluogo siciliano.

Immancabile una visita a due mercati storici della città, ovvero la Vucciria e Ballarò. A partire da quest’ultima zona abbiamo potuto ammirare Piazza Mediterraneo, esperimento che nasce dal basso e dall'interazione tra gli abitanti del luogo e i ragazzi del Mediterraneo Antirazzista, gruppo di singoli e di associazioni che da anni si occupano di esclusione sociale e utilizzano lo sport come pratica di aggregazione.

Proseguendo per via Maqueda abbiamo raggiunto il Teatro Massimo, dove abbiamo concluso in dolcezza con una granita alla mandorla.

 

Giovanni, Valeria, Jessica, Amalia e PER ULTIMO Massimo


11 ottobre - Corleone

Questa mattina abbiamo lavorato su un altro terreno, confiscato sempre al boss Lo Bue, dove sono stati piantati i pomodori, che abbiamo raccolto e portati in cooperativa. Di certo faranno una degna fine grazie alle cuoche dello SPI - CGIL Toscana. Successivamente Gino, uno dei soci-lavoratori della cooperativa, ha organizzato un mini tour in furgone, per mostrarci altri terreni e il casolare dove ha trascorso gli ultimi mesi di latitanza Bernardo Provenzano. Gino non si è limitato a fare solo l’autista, ma ci ha raccontato aneddoti e vicende legati alla cattura del boss.

Prima di pranzo abbiamo visitato il monastero del SS. Salvatore e nonostante la fatica per raggiungerlo, siamo stati ricompensati dalla sua bellezza artistica.

Dopo un rapido pranzo, siamo partiti alla volta di Portella della Ginestra. Qui abbiamo ascoltato il racconto della strage fatto da uno dei superstiti, l’ottantottenne Mario; parole forti e commoventi per molti di noi, grazie alla ricchezza di dettagli e agli incoraggiamenti rivolti soprattutto ai giovani.

Insieme a Mario ci siamo spostati poi a Piana degli Albanesi per la presentazione del documentario "1893. L'inchiesta" di Nella Condorelli, che racconta una pagina importantissima di storia, quella dei Fasci Siciliani.

 

Jessica & Amalia

 

10 ottobre - Corleone

Il secondo giorno è stato inaugurato dal lavoro sui campi e nello specifico ci siamo occupate dell’eliminazione di grossi massi che ostacolavano il passaggio della ruspa. Su questo terreno, confiscato al boss Lo Bue, saranno piantati alberi, il cui legno pregiato è destinato alla fabbricazione di mobili, utensili ecc.

 

Nel pomeriggio abbiamo visitato “La Bottega della Legalità”, situata proprio nel centro di Corleone. Si tratta di un bene confiscato alla famiglia Provenzano, messo a disposizione della collettività dall'agosto 2010. Al suo interno è possibile sia acquistare i prodotti del consorzio di Libera, sia visitare la mostra permanente del pittore siciliano Gaetano Porcasi; una serie di quadri che illustrano, a partire dall'Unità d’Italia fino ai giorni nostri, le vicende più emblematiche della storia della mafia e dell’antimafia. A guidarci in questo percorso abbiamo incontrato una collaboratrice della cooperativa, Annalisa, alla quale abbiamo rivolto le nostre domande e con la quale si è instaurato un dialogo e un confronto produttivo.

 

La giornata si è conclusa con un’allegra gita fuori porta a Campofiorito, dove era in atto la tipica festa del paese; un momento in cui i soci della cooperativa, i membri dello SPI – CGIL Toscana e dell’ARCI hanno potuto familiarizzare fra loro, confermando l’intesa che fin dai primi momenti si era costituita.

 

Amalia & Jessica

 

9 ottobre - Corleone

È iniziato oggi il nuovo campo a Corleone, un campo che si caratterizza diversamente rispetto ai precedenti. Essendo giunto l’autunno e in compagnia di esso l’apertura dell’anno scolastico, non sono presenti i tanti studenti che hanno colorato l’intera estate.

La mattina è stata dedicata alla pulizia e alla sistemazione di Casa Caponnetto e, dopo un pranzo rifocillante, curato dal gruppo SPI-CGIL Toscana, siamo andati alla scoperta della città. La prima tappa è stata la visita alla tomba monumentale di Placido Rizzotto, alla quale è affiancata la tomba di Bernardino Verro, entrambi attivi sindacalisti. La visita ci ha condotto fino al busto di Placido Rizzotto in piazza Garibaldi, anche detta Piazza del Municipio, dove abbiamo potuto leggere il riconoscimento di Corleone come città, concesso nel 2011, e dalla quale è stato possibile accedere alla Chiesa Madre.

Ovviamente non ci siamo fatte mancare il solenne momento del cannolo e ci siamo ripromesse di osservarlo per tutti i restanti giorni.

 

Siccome domani il gallo canterà presto, visto che ci aspetta il primo giorno di lavoro sui campi, vi salutiamo.

 

Jessica & Amalia

 

3 ottobre - Corleone

La sveglia come al solito suona molto presto. Ci troviamo alle sette tutti giù per la colazione, dopo un buon caffè l’ umore si è già ripreso e siamo pronti per il lavoro, con il pulmino ci portano ai campi. Il lavoro scorre veloce in un clima di allegria e di festa. Finiamo il lavoro prima del previsto tra lanci di pomodori marci e risate. Rispetto alla vendemmia il clima era più rilassato.

Nel pomeriggio siamo andati alla Portella della Ginestra dove abbiamo incontrato 2 signori stupendi sopravissuti alla strage del bandito Giuliano quando loro erano giovani. Dall’ intensità del racconto e dall’ espressione dei loro volti sembrava veramente di essere nel 1947. La cosa più orrenda è che nell’ attentato furono uccisi donne e bambini innocenti mentre festeggiavano il 1 Maggio. La realtà di quei tempi e il racconto ha commosso tutti noi.

 

Buona Notte

 

Cesare e Samuele

 

1 ottobre - Corleone

Il gallo canta presto e alle 6 siamo intontiti sopra l’autobus destinazione Canicattì.

Non vola una mosca e dormiamo tutti saporitamente, a metà strada facciamo una effimera pausa in una stazione di servizio ma il caffè non ci terrebbe svegli neanche servito in bottiglie da 1 litro. Anche la seconda parte del viaggio trascorre nel russare generale. Alle 8.30 ci troviamo in mano delle forbici, consapevoli del nostro destino, ci avviamo con passo incerto verso le viti mentre il sole con calma sale nel cielo. Il lavoro è un continuo chinarsi e tagliare, frugare tra le foglie per trovare grappoli d’uva verde ed impolverata. L’aria è piena di vivaci, quanto incomprensibili, esclamazioni in siciliano, accompagnate dalla perfetta ed ilare imitazione di un nitrito. A metà mattina nuovo sangue macchia queste terre quando mi taglio un dito come un idiota. Le ceste cominciano a passare di mano in mano stracolme e profumate, tuttavia è necessario fare attenzione che nessuno te ne lanci una vuota in testa. C’è un altro rumore che domina la piana,quello del trattore sapientemente condotto tra i filari per raccogliere l’uva. Questo infernale marchingegno non ti aspetta e ti ritrovi ad inseguirlo con ceste pesanti mentre perdi metà di quello che con fatica avevi raccolto. Ora comincia a fare caldo davvero, siamo tutti sudati e appiccicosi ma dio solo sa come riusciamo, in tre quarti d’ora, a fare gli ultimi tre metri di filare; questo avviene grazie solo alla presenza di alcuni sventurati rifugiati politici. Finalmente siamo dentro al magazzino ad avventarci su una lasagna con le melanzane che almeno io trovo ottima tanto da divorarne tre piatti. Ci avveleniamo con qualche sigaretta e ripartiamo nella confortevole temperatura lavica dell’autobus. Sconforto e stanchezza hanno presto la meglio su di noi che perdiamo presto conoscenza. Poco prima delle tre siamo tornati alla ex casa di Riina dove ci facciamo la meritata doccia,prendiamo l’agognato caffè e da lì andiamo alla commemorazione di una esponente della CGIL che ha dedicato la sua vita ai diritti dei lavoratori e dei cittadini. Commossi amici e colleghi spendono parole di stima e di affetto per l’amica scomparsa d’innanzi ad un albero d’ulivo a lei dedicato. Questo momento è accompagnato da un vento malinconico che rende l’atmosfera vagamente surreale e dolorosa. Al nostro ritorno abbiamo avuto un incontro con alcuni esponenti della CGIL che hanno constato dalle nostre aspre parole le condizioni di disillusione in cui versiamo per lo stato attuale del nostro paese. Veniamo comunque incoraggiati a farci sentire come cittadini, in particolare nei confronti dei diritti al lavoro. Finalmente è ora di cena, deliziose pappardelle al ragù ci vengono servite dalle abili cuoche, il lauto pasto è concluso da cannoli che ci erano stati promessi fin dalla partenza. Soddisfatti Alessandro e Nicola scrivono questo diario.

La giornata si è conclusa, per noi è stato importante e significativo dare il nostro, se pur piccolo contributo pensare che, semplicemente, sognare un altro paese è possibile. Lavorando, mangiando e ridendo tutti insieme. Questo oggi è stato il nostro contributo a questa terra, a noi stessi e al futuro di questo paese.

Nicola

Alessandro

 

20 settembre - Corleone

Con il tipico amaro di Corleone, attorno ad un piccolo tavolo al bar di paese, abbiamo rammentato alcuni dei momenti più significativi di questa giornata. Corleone è tranquilla. Già i locali iniziano a chiudere e solo la musica di un piccolo pub sulla cima della salita si impone su un silenzio paesano. Noi, seduti in cerchio, assaporiamo il meritato riposo. La giornata, lunga e faticosa, si fa sentire tutta in un momento. Il sapore dolciastro e speziato dell’amaro sembra essere il compagno della mattinata trascorsa in vigna; il suono della chitarra di Mattia il richiamo dei grilli, che saltavano tutto intorno mentre noi passavamo tra i filari; il silenzio della vita di paese gli sguardi muti e concordi durante la vendemmia. A rifocillarci dalla mattina di lavoro ci hanno pensato le cuoche dello SPI, che, pur essendo toscane, si sono dimostrate accoglienti siciliane: piatti elaborati in notevole quantità. La proposta per l’attività pomeridiana deriva dalla necessità di rifornire la dispensa, in vista dell’arrivo dei molti ragazzi che si uniranno al nostro piccolo gruppo. E allora, tutti insieme all’Ipercoop a fare la spesa! Nonostante lo scetticismo iniziale, il pomeriggio si è rivelato un modo alternativo per confrontarci e avvicinarci tra noi. Qua la vita sembra scorrere più lenta, quasi si potrebbe fare a meno degli orologi, le decisioni vengono prese sul momento. Spontaneo viene il confronto tra la calma e la spensieratezza di Franco, che si aggirava per gli scaffali con un arancino in mano nella speranza che la spesa si facesse da sé, e la nostra agitazione e preoccupazione di non rispettare la tabella di marcia. Costretti perciò a rallentare, ma cercando di guadagnare quei pochi minuti che ci avrebbero permesso di fare una scappata a Monreale, per assaggiare il pane tipico della zona, ci siamo trasformati in un operoso team per caricare e scaricare i quattro carrelli stracolmi di prodotti. Ora siamo qui, e tutti insieme ripensiamo alle ore passate. Un altro giorno se ne è andato. Domani ci aspetta una giornata di riposo, con all’orizzonte il sogno del mare. Intanto la notte si fa sempre più buia e, a Corleone, non si sente che noi. Tra una canzone e qualche sorriso, ecco che anche l’ultima luce si spegne.

Buonanotte Corleone!

19 settembre 2014 - Corleone

Arrivati ieri a Corleone, oggi è stato il nostro primo vero giorno di campo. Lavoro e non solo. Appena in otto fino a lunedì, quando ci raggiungeranno una ventina di ragazzi liceali, abbiamo iniziato con la vendemmia dei terreni di Malvello, limitrofi a Corleone, confiscati ai fratelli Grizzaffi, nipoti di Riina. Dopo un rigenerante quanto abbondante pranzo a base di pasta al forno più salsicce e pancetta alla brace, siamo ritornati a Casa Caponnetto per una meritata doccia fresca accompagnata da un buon cannolo in centro. Nel tardo pomeriggio il presidente della cooperativa Calogero ci ha raccontato le origini e lo sviluppo di questa esperienza dal lontano 1998 fino agli sviluppi più recenti , attraverso le numerose difficoltà burocratiche e sociali del caso. Cena come sempre tutti insieme, con i buonissimi piatti delle volontarie dello SPI. Per tutti noi, prima esperienza qua a Corleone, ogni situazione, compito, lavoro, si presenta come un’azione concreta ed immediata per mettersi in gioco in prima persona. Le parole dei soci della Cooperativa, così vive e presenti, ci stanno aiutando fin da subito a comprendere una realtà che potrebbe apparire molto lontana dalla nostra ma che, invece, sia nei suoi lati migliori che in quelli peggiori, si rivela molto simile a quella di ognuno di noi. Impegnarsi uno accanto all’altro, vicini alla terra ed alla natura, in luoghi simbolo della mafia e, più importante, dell’antimafia, deve essere un’opportunità di crescita e di miglioramento sia per noi ragazzi della Toscana e dell’Emilia, che per le persone della Sicilia. Insieme, senza retorica, ma con un impegno comune.

 

16 settembre - Corleone

Anche l’ultimo giorno del nostro campo è dunque terminato, sveglia alle sei e mezza e, dopo la consueta colazione, verso i campi di pomodori, ormai a noi noti. Seppur il gruppo risulta ormai decimato dalle partenze dovute agli impegni scolastici dei nostri compagni, una volta immersi nel lavoro, ci siamo ritrovati a pensare come quell’appezzamento di terra, coperto di piante di pomodoro, ci sarebbe mancato una volta tornati alla nostra vita di aspiranti universitari. Quei pomodori, raccolti uno per uno, ritorneranno alla nostra memoria come attimi trascorsi, ma sempre indelebili nei nostri ricordi.

La mattina trascorreva tranquilla quando un breve temporale ci ha colto all’improvviso. Dopo una corsa ai ripari e una breve pausa il cielo a sorridere, permettendoci di riprendere il lavoro. Grazie al nostro coordinatore, tra un pomodoro e l’altro, i vari aneddoti della vita di un ragazzo siciliano, si sono trasformate in discussioni accese che hanno ampliato ciò che sapevamo o ritenevamo di sapere sulla mafia in Sicilia. Il lavorò, per quanto estenuante, è trascorso tra “un contadin che del cul fece trombetta” e i ripetuti rimproveri per la nostra distrazione nella raccolta.

Tornati alla base, cioè casa Caponnetto, ci siamo potuti dunque rifocillare fino a scoppiare grazie al lavoro dei volontari dello SPI che tanto ci hanno aiutato durante il campo, sia con la deliziosa cucina, sia con le testimonianze della loro vita passata, che al di fuori di questo contesto, ci sarebbero state totalmente ignote. L’attività che ci attendeva nel pomeriggio era una visita alla bottega della legalità di Corleone: un bene confiscato alla famiglia Provenzano, ora adibito a museo dedicato alla storia di mafia e antimafia in Sicilia e alla vendita di prodotti provenienti dalle varie cooperative sparse sul territorio nazionale. Ci ha accolto Annalisa, Corleonese di nascita, che, raccontandoci la sua storia ci ha permesso di capire un po’ meglio come gli abitanti di Corleone vivono la mafia al giorno d’oggi. Terminata la visita, Annalisa ci ha condotto a visitare la palestra appartenente alla sua famiglia e dove lei lavora. Una volta entrati, ci hanno accolto a cuore aperto i suoi genitori e il piccolo cagnolino Pepito, che ci hanno offerto uno spaccato di vita siciliana estremamente accogliente e sorridente.

Una ottima cena a base di pesce ha preceduto la verifica che ha concluso la giornata e con essa il campo stesso, mettendo in luce il faticoso lavoro a cui costantemente si sottopongono i membri della cooperativa per organizzare i campi.

Non ci resta che dirvi che se solo potessimo vi spediremmo qui a calci in culo perché, a nostro parere, questa è la nuova resistenza.

Lorenzo, Giacomo e Camilla (e col disturbo di Valentino e Alessio): I Frollini

 

 

 

15 settembre - Corleone

Ciao a tutti,

oggi per noi è stata una giornata di arrivi e partenze emozionanti.

Come quasi ogni giorno, ci siamo svegliati alle 6.30, abbiamo fatto colazione e alle 7 circa eravamo già pronti per andare a lavorare nei campi di pomodori.

La nostra fortissima squadra è riuscita a riempire le cassette presenti nel camion guidato dai soci della cooperativa in pochissime ore, permettendoci così di tornare presto a casa e trovare il tempo per uno "strappo" alle regole alimentari del campo: a grande richiesta, infatti, abbiamo mangiato le arancine! Dopo aver pranzato, abbiamo salutato, con molta commozione, i ragazzi di Tarquinia che sono tornati a casa dopo 10 giorni di permanenza a Corleone.

Rimasti ormai in pochi (siamo solo 6), abbiamo incontrato Fabio, il figlio di Adriana Sensi, una storica volontaria dello SPI CGIL scomparsa ormai da qualche anno che ha collaborato per tanto tempo con la cooperativa. I soci della cooperativa e dello SPI CGIL hanno voluto ricordarla insieme a noi attraverso la presentazione di alcuni suoi libri, dando vita anche ad un dibattito interessantissimo sul tema del lavoro. A cena, infine, abbiamo avuto il grande onore di mangiare una pizza preparata dal mitico Franco, il quale poi ci ha accompagnato a vedere una processione religiosa tipica del paese.

 

13 settembre - Corleone

Buonasera a tutti!

Fortunatamente è arrivato anche per noi volontari il giorno di riposo. Dopo una lunga settimana nelle campagne corleonesi di pomodori, oggi la sveglia per noi è suonata alle 8.30 e, dopo aver fatto colazione in tutta calma, il gruppo si è diviso e una parte dei ragazzi è andata ad aiutare uno dei soci della cooperativa a cogliere pomodori per la cena; gli altri sono rimasti a casa Caponnetto per fare le pulizie prima di partire. Infatti, oggi abbiamo dovuto salutare i nostri amici versiliani che sono tornati a casa nel pomeriggio.

Dopo il pranzo, come al solito squisito, a turni siamo stati accompagnati da Salvatore a fare il giro dei “pizzini”, ovvero i messaggi che Provenzano mandava e riceveva dal suo covo durante la latitanza. E’ stata un’esperienza singolare comprendere grazie alle spiegazioni di Salvatore il meccanismo che regolava le operazioni della mafia in questo periodo.

A conclusione della giornata tutta dedicata al relax, abbiamo raggiunto il vecchio monastero per fare una passeggiata all’aria aperta nel suggestivo paesaggio roccioso caratteristico di Corleone.

Tornati a casa Caponnetto, ci aspettava una sorpresa ben gradita: i nostri compagni avevano provveduto a procurarsi dei cannoli appena fatti a una vicina pasticceria e i magnifici cuochi dello SPI hanno preparato una gustosissima pizza!

Adesso vi dobbiamo salutare perché usciamo per una festa popolare in piazza consigliataci da Franco.

Buonanotte!

Costanza e Francesca

12 settembre - Corleone

Ciao a tutti,

oggi ci siamo svegliati alle 5.30, abbiamo fatto colazione e ancora tutti assonnati siamo saliti sul pullman della comitiva: direzione Dattilo (provincia di Trapani).

Dopo più di un'ora di strada, ci siamo messi al lavoro insieme ai simpaticissimi soci della cooperativa, abbiamo raccolto l'uva per tutta la mattinata e, dopo aver pranzato e aver ultimato il lavoro, ci siamo diretti verso la Cinisi di Peppino Impastato. Qui abbiamo potuto visitare la casa del giovane ucciso dalla mafia il 9 maggio '78 e ascoltare la sua storia.

I tempi ristretti, purtroppo, non ci hanno permesso di rimanere troppo a lungo per avviare un dibattito intenso ma, in compenso, molti di noi hanno potuto comprare alcuni piccoli "souvenir della legalità" da portare a casa e mostrare ai propri familiari e amici.

 

Finita la visita, abbiamo fatto ritorno sulle note delle più svariate canzoni intonate da tutti i ragazzi presenti sul pullman. Arrivati a casa Caponnetto ci siamo fatti una bella doccia e siamo andati subito di corsa in mensa per la cena preparata dai nostri "nonnetti" dello SPI CGIL (dei veri stacanovisti!!!).

La sera siamo rimasti a casa per vedere il film"I Cento Passi", dando vita ad un intenso dibattito sulla figura di Peppino e sull'incontro avuto oggi.

Dopo di ciò, tutti a letto perché....domani è un altro giorno!

 

Valentina, Fabrizio & Alessandra

 

11 settembre - Corleone

Buonasera a tutti,

siamo Elena e Maria e vi scriviamo da Corleone.

Anche stamani la sveglia è suonata alle sei e dopo una bella colazione siamo partiti per andare a trascorrere una nuova giornata all’insegna dell’uva nella vigna di Marvello. Purtroppo o per fortuna, il raccolto non era molto, così siamo riusciti a tornare a casa Caponnetto per l’ora di pranzo e per rinfrescarci prima di ripartire alla volta di Portella della Ginestra. Qua abbiamo avuto l’onore di ascoltare la testimonianza di Mario Nicosia, uno dei sopravvissuti alla strage del primo Maggio del ’47. E’ stato commovente e rincuorante ricevere i suoi incitamenti a combattere la mafia con la potente arma della parola e della cultura. Tornando a casa ci siamo fatti un bel pisolino sul pullman-forno (l’aria condizionata è un optional). Adesso vi dobbiamo lasciare perché ci aspettano nel piazzale sopra la cooperativa dove si terrà una commedia dialettale a cui siamo stati invitati ad assistere.

Buonanotte

Elena e Maria

 

8 settembre - Corleone

Stamattina sveglia alle 6.20.Fatta colazione siamo partiti alle 7.20: destinazione campo dei pomodori.

Il cielo era limpido e il sole batteva forte ma nonostante questo a fine mattinata siamo riusciti a fare un’ottantina di casse.

Verso 12.00 le ragazze sono tornate alla casa mentre i ragazzi insieme ai soci sono rimasti a caricare le casse sul camion.

A pranzo abbiamo mangiato un’ottima pasta con il tonno e delle polpette fritte per secondo.

Dopo mangiato…un’oretta di meritato riposo poi tutti in gita verso la bottega della legalità.

Qui ci aspettava Maurizio Pascucci insieme ad Annalisa, la responsabile che ci ha guidato all’interno della struttura illustrandoci e spiegandoci il significato dei numerosi quadri riguardanti la lotta alla mafia nel corso del tempo.

Finita la visita abbiamo fatto un giro a corleone poi siamo tornati alla casa per la cena dove ci aspettava un bel piatto di pasta con sugo e formaggio fuso.

Finita la cena abbiamo fatto una riunione per presentarci e per stabilire le regole del campo.

6 settembre - Corleone

Ci hanno definito “il gruppo della transumanza” qualche sera fa durante la verifica…: io sono arrivata giovedì, “a cavallo” tra un gruppo e l’altro e, da qualche ora a questa parte mi trovo a salutare persone con le quali si è creata sin da subito una buona dinamica e, parallelamente, mi affaccio a fare la conoscenza di nuove, che mi accompagneranno alla conclusione di questa esperienza.

Oggi oltremodo è una giornata particolare : la routine “lavorativa” subisce una pausa, essendo sabato..questo clima emotivo e l’organizzazione, mi portano a “far decantare” quanto visto, respirato e ascoltato in questi tre giorni..

Con l’ultimo gruppetto rimasto questa mattina, ci siamo concessi una passeggiata in paese..E’ la prima volta che lo faccio ..il pensiero trasversale rimane..: “questo posto, queste vie , queste persone sono dei potenziali narratori di alcune vicende legate alla mafia…che idea si sono fatti gli abitanti di “noi, mosche bianche?”…Lascio sospesi questi pensieri per concedermi a qualcosa di molto meno “impegnato”, l’altra faccia della Sicilia: quella dei sapori. Il bignè alla ricotta della “Dolceria” è una cosa TRASCENDENTALE! Rimango in ascolto di ciò che mi comunicano le papille…

Il pomeriggio è trascorre facendo conoscenza con le nuove arrivate dalla Versilia e successivamente passeggiando tra le vie del paese. Dopo una doccia rinfrescante e un’ottima cena preparata da Renzo e Laura ci si butta nella sagra della Parrocchia.

Chiudiamo questa giornata particolare con i soliti incalliti del gioco delle carte…: briscola con le palpebre che un poco si abbassano..

Domani ultimo giorno di ozio, lunedì si ricomincia in compagnia di altri nuovi visi.

Notte

Nora

 

5 settembre - Corleone

Venerdì, altre partenze e altri arrivi, e anche quattro ragazze che sono venute in campagna con noi per un solo oggi. Così, non si capisce bene quale sia l’ultimo giorno di questo campo, e questa cosa che ieri sera alla verifica era un po’ triste stamani è diversa, si vede di più il lato piacevole, conoscere e fare qualcosa con persone nuove, che in mezzora sembra siano state qui da giorni.

Mattina pomodori, prima fresco e nebbia sulla rocca Busambra, poi sole ma per fortuna tranquillo. 83 cassette dalle file al trattore e dal trattore al camioncino, poi visto che era presto (siamo diventati raccoglitori e raccoglitrici eccezionali) Salvatore ci ha portato a vedere altri terreni confiscati lì vicino, e accanto a due grandi vasche da acqua limpida e di fronte al solito splendido panorama ci ha raccontato il lungo e complicato percorso dei nostri pomodori dal campo al consorzio e via via fino allo scaffale della coop. Poi a casa, doccia rapida e pranzo con accesa conversazione su come si cucina qui e da noi, e cosa ci piace mangiare, e chi si adatta e chi no.

Poi lunga siesta quasi generale e ultimi ricordi da portarsi dietro, cannolo all’Antica Dolceria, passaggio al Laboratorio della Legalità, un giro fino alla vigna di Malvello con murales e tramonto senza nuvole luna e falchi dalla collina di Borgo Schirò.

Quindi, saluti a chi resta qui a casa e a chi verrà. E anche se dieci giorni non è tanto tempo, magari potrà succedere che tornando alle otto di sera, quasi a buio, vedere il cartello con scritto CORLEONE - già ora non mi sembra più possibile,invece per me è stato così – sia quasi come quando tornando a casa vedo scritto FIRENZE.

Cristina, Elisa, Francesco, Stefano

 

4 settembre - Corleone

La giornata di oggi è iniziata come sempre con una ricca colazione e la partenza verso i campi per la raccolta dei pomodori . Più energici che mai abbiamo velocizzato la raccolta sapendo di avere davanti a noi un pomeriggio denso di incontri.

Prima tappa la visita a TeleJato dove Pino Maniaci ci ha accolto, stupito e travolto con la sua energia e passione per la verità dell’informazione. Forte il messaggio a cui non si può rimanere indifferenti se si pensa che la più piccola radio al mondo è riuscita a suscitare l’interesse internazionale e il suo fondatore è stato inserito tra i 100 Information Heroes.

Tanti i temi affrontati: la politicizzazione dell’editoria, il “libertinaggio” dell’informazione con internet e il radicamento della mafia a nord, dove esiste una mafia che gira in giacca e cravatta e investe in borsa.

Si oppone a tutto ciò l’ideale che Pino persegue citando Voltaire: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere.”

L’informazione per Pino è capacità di discernimento, critica e denuncia senza mezzi termini, si definisce un giornalista “normale” e afferma che non normali sono tutti gli altri.

Cita quindi lo scrittore catanese Giuseppe Fava “Un giornalista incapace -per vigliaccheria o calcolo- della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze.”

Tra le cause di questa apatia dell’informazione, la telecrazia e il poco investimento nella cultura, vero motore di cambiamento sociale.

Il messaggio di Pino è forte così come la speranza ed i cambiamenti positivi che è riuscito a portare sul suo territorio, continue le minacce che il giornalista subisce, non a caso vive da 7 anni sotto tutela dei carabinieri (ha rifiutato la scorta per poter continuare ad esercitare la sua professione liberamente) ma tante le soddisfazioni tra cui la creazione dell’Associazione Anti-Racket di Partinico.

Durante l’incontro ognuno di noi ha inoltre la possibilità di leggere una notizia del TG. Alcuni dei volontari vengono poi intervistati raccontando l’esperienza del campo e l’importanza di non lasciare sole le associazioni, cooperative e realtà territoriali che lottano contro la mafia.

Anche Pino enfatizza questo aspetto, l’importanza di non sentirsi soli, isolati da una società che non comprende o sostiene battaglie che vanno a beneficio della collettività nel suo insieme.

Con tanta emozione e ancora molti interrogativi ci dirigiamo poi a Cinisi, dove Daniela ci accoglie nella casa di Peppino Impastato.

Ascoltiamo la storia di un altro grande personaggio vittima della mafia, il suo coraggio nello scontrarsi con una cultura mafiosa radicata nella sua stessa famiglia, la sua ironia, l’amore per la cultura e di nuovo la passione per un informazione libera e non assoggettata.

Peppino fonda Radio Aut nel ‘77 e con la sua azione politica e sociale non denuncia solo i mafiosi del suo paese, ma la stessa politica del tempo, le amministrazioni e lo stesso sindaco di Cinisi.

In questo senso è un precursore, il primo a denunciare apertamente come la Sicilia sia governata dalla mafia grazie al consenso dello stato.

La lotta di Peppino, seppure barbaramente stroncata con la sua morte continua con l’azione di Felicia, la mamma e del fratello.

Felicia riesce grazie anche al sostegno dei compagni di Peppino a dimostrare al mondo che suo figlio non è né un terrorista né un suicida e dopo anni di indagini e con la collaborazione di alcuni pentiti nel 2002 verrà riconosciuto Badalamenti come mandante dell’omicidio.

Dal quel 9 maggio del 1982, ogni anno viene effettuata una marcia in sua memoria, il motto: “Con le idee e il coraggio di Peppino noi continuiamo.”

L’associazione che oggi gestisce la casa di Peppino continua a promuovere progetti di impegno sociale e lotta alla mafia, il prossimo in cantiere sarà la creazione di una Web Radio “Onda d’urto”in cui alcuni giovani del posto potranno formarsi e continuare nel loro piccolo quello che Peppino aveva iniziato in modo così dirompente.

Non potevamo sperare in una giornata più ricca e piena di significato, la nostra avventura in cooperativa sta per concludersi, la nostra sfida, continuare a prendere spunto dalle persone cosiddette “normali” che abbiamo conosciuto in questi giorni. Tra poco ci aspetta la verifica di fine campo su cui sarete aggiornati con il nostro post di domani.

Valentina

 

3 settembre - Corleone

Questa mattina il tempo ci ha graziato, dopo un’abbondante colazione, ci siamo diretti verso i campi confiscati. La giornata di oggi prevedeva la raccolta dei pomodori, la fatica si è fatta sentir e meno grazie all’entusiasmo e le risate che abbiamo fatto tra i filari. Tra una “guerra di pomodori marci” e l’latra abbiamo riempito 120 casse!!

Una bella doccia, un ottimo pranzo (Lina e i “ragazzi” dello SPI sanno come viziarci) e un po’ di riposo sono la combinazione vincente per ripartire al massimo.

Nel pomeriggio abbiamo avuto l’opportunità di partecipare alla commemorazione del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, organizzata dalla CGIL, ARCI, CIDMA e il comune di Corleone. Il tutto si è svolto presso il complesso San Ludovico di Corleone. La prima parte è stata una cerimonia con la deposizione di una corona d’alloro da parte di alcuni esponenti delle Forze dell’Ordine e una volontaria della cooperativa (Elisa “Porciatti”) nel cortile del CIDMA, sotto la statua del Generale. A seguire ci siamo diretti al piano superiore per partecipare al dibattito “Corleone ricorda Carlo Alberto Dalla Chiesa”, dove hanno preso la parola il segretario della Camera del Lavoro di Corleone Dino Paternostro, il presidente del CIDMA Marcello Barbaro, il nostro Calogero Parisi, il segretario Cgil Palermo Enzo Campo e la segretaria nazionale Gianna Fracassi. È stato emozionante ricordare Dalla Chiesa con persone che hanno avuto l’onore di conoscerlo di persona e ripercorrere i passi di un grande Uomo, che iniziò il suo impegno in Sicilia da giovane capitano della caserma dei carabinieri di Corleone. In queste occasioni che rendiamo sempre più conto di quanto sia importante la memoria, non bisogna mai dimenticare l’impegno e il coraggio di coloro che hanno sacrificato la vita per servire lo stato e regalarci una società migliore. Ci fanno anche capire che non bisogna MAI lasciare sole queste persone come è successo più volte in passato, Dalla Chiesa appunto in una delle sue ultime interviste a Repubblica ci ricorda che “la mafia elimina i servitori dello stato quando vengono lasciati soli”. È stata inoltre ribadita la nostra solidarietà e vicinanza a Don Ciotti, dopo la notizia delle minacce ricevute da Riina.

A fine giornata i partecipanti hanno cenato con noi in cooperativa (pasta la cinghiale!!).

Dopo una bellissima giornata andiamo a dormire sapendo che ci aspetta un’latra giornata ROSSO pomodoro.

Francesco e Elisa

2 settembre - Corleone

Nonostante la pioggia non ci abbia consentito di lavorare nei campi, la giornata di oggi è stata densa di impegni e ricca di spunti di riflessione. Il lavoro manuale non è mancato e di buon’ora abbiamo pulito a fondo la sede della Cooperativa che ci ospita, compreso il furgone con cui solitamente ci muoviamo. Alle 10.30 ci siamo spostati alla Bottega della Legalità, dove Annalisa ci ha accompagnato in una visita guidata attraverso cui abbiamo ripercorso molti degli episodi più incresciosi della storia della resistenza mafiosa siciliana. I quadri del maestro Gaetano Porcasi, pittore antimafia, ci hanno riportato alla memoria la figura di Bernardino Verro, sindacalista e primo sindaco socialista di Corleone che iniziò la sua carriera politico-sindacale nell’ambito del movimento dei fasci siciliani finalizzato al riscatto delle classi sociali meno abbienti. Abbiamo conosciuto la storia di Accursio Miraglia, sindacalista presidente della Camera del Lavoro di Sciacca ucciso da Cosa Nostra nel 1947. Come non ricordare poi la strage di Portella della Ginestra di cui ieri abbiamo visitato il luogo dove si è consumata e dove abbiamo letto i nomi delle vittime di quel terribile 1° maggio del 1947. E ancora le stragi di Capaci e via D’amelio, in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino assieme agli agenti della loro scorta. La ribelle e coraggiosa figura di Peppino Impastato che nella Mafiopoli del tempo, come definiva lui stesso Cinisi, il paese in cui era nato e dove viveva, risvegliava le coscienze assopite e troppo assuefatte al potere mafioso dei suoi concittadini. Rita Atria, la testimone di giustizia “adottata” da Borsellino che a soli 17 anni, decidendo di collaborare con la magistratura, permise di arrestare numerosi mafiosi e di avviare un’indagine sull’assai discusso Vincenzino Culicchia, per trent’anni sindaco di Partanna. Ci siamo fermati ad ammirare il sorriso rassicurante di Don Pino Puglisi, sulla cui tela Porcasi ha scritto: “Quelli che pensano troppo prima di muovere un passo, trascorreranno tutta la vita su un piede solo”. Infine Annalisa ci ha ricordato il momento della cattura di Toto Riina, avvenuta nel 1993 ad opera dei Carabineri del Ros illustrandoci anche la vicenda di Attlio Manca, stimato medico urologo , trovato ucciso in circostanze misteriose dopo che le indagini archiviate e da poco riaperte evidenziarono che l’apparente suicidio è stato in realtà una vera e propria esecuzione da parte di Cosa Nostra a seguito dell’operazione chirurgica cui Provenzano venne sottoposto a Marsiglia durante la sua latitanza e con molta probabilità eseguita proprio da Manca. Al termine non ci siamo fatti mancare l’acquisto dei prodotti del Consorzio Libera Terra, sfidando pesi e misure imposte sui bagagli aerei, troppo tentati come eravamo dalle cicerchie, i ceci, i taralli e tutte le prelibatezze che facevano bella mostra di sé sugli scaffali della Bottega.

Al rientro, dopo l’ottimo pranzo cucinato dal nostro angelo Lina, le doverose pulizie e un’oretta di riposo spesa tra partite a carte e pennichelle abbiamo atteso l’arrivo di Maurizio che ci ha accompagnato nel “percorso dei pizzini”. Memori del docu-film “Scacco al re” visto ieri sera dopo cena, non ci è stato difficile riconoscere lungo il percorso le case dove il pacco dei panni sporchi di Provenzano unitamente ai pizzini attraverso cui comunicava durante la lunghissima fase della sua latitanza, veniva fatto passare. E alla fine siamo arrivati al covo dove non solo è stato nascosto a lungo ma anche dove è stato arrestato l’11 aprile del 2006, data riportata anche sull’insegna della via. Dall’alto di un promontorio, scendendo da quella stessa via, abbiamo ammirato Corleone, apparentemente tranquilla ma sotto i cui tetti, ci ha fatto notare Maurizio, sono tuttora nascosti molti dei segreti non solo della storia siciliana ma anche di quella italiana, che sono strettamente collegate. Dopo un panoramico giro del paese che ha visto il nostro Franco impegnato nelle manovre di svolta attraverso le vie anguste a senso unico di Corleone, e noi, provati dai canti improbabili ma molto divertenti di Elisa e Francesca, siamo giunti alla tomba di Placido Rizzotto, sindacalista e politico che iniziò la sua attività come segretario della Camera del Lavoro di Corleone e che, lottando contro lo sfruttamento dei contadini perse la vita a soli 34 anni in un agguato ad opera della mafia corleonese. Non paghi, appena fuori dal cimitero, abbiamo intavolato una discussione sul ruolo della Cooperativa all’interno del tessuto sociale di Corleone, di come lavorare sulla scuola strappando bambini e ragazzi dalla cultura mafiosa e aiutando i produttori onesti di Corleone a proseguire onestamente il loro lavoro. E così veniamo a conoscenza anche dell’associazione “Fior di Corleone” che riunisce 22 produttori tra cui anche un pastore e che nasce per riconoscere il giusto valore economico ai produttori stessi e per garantire ai consumatori il vero gusto della terra e dell’impegno. Si susseguono riflessioni, domande, scambi di idee ma sono già le 17.30 e Calogero, il presidente di “Lavoro e non Solo”, ci aspetta per parlarci di quando, in che modo e perché è nata la Cooperativa. L’occasione ci ha dato modo di interrogarci su quanto e come i volontari siano d’aiuto alla cooperativa, sulle difficoltà che i soci incontrano giorno dopo giorno non solo con i cosidetti mafiosi ma anche con la popolazione stessa che solamente da poco tempo ha imparato a trasformare atteggiamenti di indifferenza e fastidio in manifestazioni di apprezzamento anche solo con uno scambio di battute o fermandosi in sede per prendere un caffè con soci e volontari. C’è stata solo una ragione per cui abbiamo interrotto ancora una volta riflessioni e domande… Le panelle pronte in tavola! Il profumo ci ha richiamato ancora una volta a trascorrer e un piacevolissimo momento conviviale tutti assieme, tra risate scherzi e battute. Consci che domani proseguiremo la conoscenza della realtà corleonese attraverso un altro fondamentale momento: la commemorazione dell’uccisione del Generale C.A. Dalla Chiesa avvenuta nel 1982 durante il suo incarico da prefetto. E altrettanto consapevoli che quello che porteremo con noi, una volta tornati a casa, avrà un valore ed un significato senza eguali…

Sara

 

1 settembre - Corleone

Eccoci arrivati al quinto giorno, dopo la giornata di riposo si ricomincia. La sveglia questa mattina ci ha svegliato tutti alle 6:50 e dopo una passata veloce dal bagno e la colazione eccoci tutti pronti alle 7:30 per partire direzione campo di sant’ Ippolito per fortuna a soli 15 minuti dalla cooperativa. Questo campo apparteneva alla famiglia Lo Bue, la famiglia in questo momento probabilmente più attiva dentro Corleone, ma la cosa più sorprendente è il fatto che ancora oggi esponenti di questa famiglia passino per il campo.

Una volta arrivati ecco, davanti ai nostri occhi, un enorme distesa di pomodori che aspettavano noi per essere raccolti, il tempo di mettersi i guanti, bere l’ acqua e via tutti pronti a raccogliere i pomodori.

Dopo aver riempito tantissime casse e aver parlato del campo in cui eravamo alle 12:00 si riparte per tornare in cooperativa, il tempo di una doccia e eccoci servito il meraviglioso pranzo come al solito soddisfacente e rinvigorente dopo la raccolta dei pomodori.

Conclusa la pennichella pomeridiana alle 16:30 si risale sul pulmino direzione: Portella della Ginestra per ricordare le vittime della strage, ma prima una rapida sosta a Piana degli Albanesi per un immancabile cannolo.

Arrivati a Portella della Ginestra, incontriamo Mario che nonostante il brutto tempo e l’ età dimostra una lucidità e una vitalità incredibile. Ci racconta di come ha vissuto i momenti più brutti e drammatici di quel fatidico 1 Maggio 1947, facendoci un po’ a tutti venire la pelle d’ oca, di come abbia perso persone a lui care a due passi da lui e di tutte le difficoltà di quei momenti. Ci ha anche dato consigli importanti e ci ha detto di non dimenticare mai l’ importanza non solo della memoria ma anche della libertà sottolineando con forza che il diritto di voto è una delle più grandi libertà che abbiamo e che non dobbiamo mai dimenticare. Dopo questo interessantissimo e intenso incontro salutiamo Mario e torniamo a Corleone.

Qui aperitivo veloce e tornati in cooperativa alle 20;30 eccoci davanti la cena, conclusa in maniera perfetta con un ottimo tiramisù.

Ed ora tutti a vedere il film “Scacco al re” sulla cattura di Provenzano

Flavio Lombardo

31 agosto - Corleone

La sveglia oggi suona più tardi del solito e segna l’inizio di una giornate rilassante per tutti.

Dopo una buona e soddisfacente colazione , alle 8:30, siamo saliti sul furgoncino ma a guidarlo oggi è Franco che ci porterà alla volta di Balestrate.

Accompagnati dai fantastici paesaggi della terra Siciliana già tutti , ognuno a suo modo , pregustavano la giornata di mare e relax che ci attendeva.

Dopo circa un’ora e mezza di viaggio eccoci arrivati alla pineta dove abbiamo posato i “bagagli” e siamo andati in spiaggia , finalmente. Davanti a noi si prostrava la bellezza del mare Siciliano , nonostante la spiaggia fosse affollata l’acqua era limpida e pulita, il bagno rinfrescante e ricostituente è bastato a farci venire abbastanza fame da convincerci che fosse ora di andare a vedere cosa c’era da mangiare quindi ci siamo avviati al punto dove avevamo riposto le nostre cose e le borse frigo con dentro il nostro pranzo.

Il pranzo costituito da un buonissimo panino con la frittata e il pomodoro , successivamente ci siamo riposati all’ombra e al fresco della pineta , poco dopo ci siamo messi in viaggio per tornare a Corleone .

Il viaggio , intervallato da le buche della disastrata strada che porta da Balestrate a Corleone, si è consumato tra canti e risate.

Arrivati a Corleone abbiamo fatto una pausa al bar Excelsior per un aperitivo tutti insieme a base di dolci tipici Siciliani come il cannolo .

Durante la cena sentiamo in lontananza i fiati e le percussioni della processione in onore della Madonna della Rocca e quindi usciamo a vederla per poi riprendere la cena e concludere la giornata con una buona passeggiata in paese!!!!!

 

Raimondo Stagno

30 agosto - Corleone

Eccoci arrivati al nostro terzo giorno di lavoro, la mattina come al solito la sveglia è suonata presto e ancora tutti mezzi addormentati ci siamo diretti verso dei campi, che in futuro diventeranno dei frutteti, per liberarli dalle pietre più grosse. Sotto il sole con qualche pausa fra un filare e l’altro e un po’ di chiacchiere per alleggerire il lavoro ecco che siamo arrivati all’ora di pranzo, quindi tutti affamati e stanchi siamo corsi a casa per riempirci lo stomaco con una buonissima pasta al sugo di salsiccia e funghi, salsicce e patatine fritte. Con la pancia piena soddisfatta non abbiamo resistito al richiamo del letto.

Alle 5.30 eravamo tutti di nuovo in piedi per il nostro primo incontro pomeridiano con Rino Giacalone, un giornalista di Trapani che si occupa della mafia locale. Ci ha raccontato la storia della famiglia mafiosa Messina-Denaro che in partenza era una famiglia di tombaroli ma che è riuscita a rafforzarsi e a crescere perché è stata capace di farsi negare anche dalle autorità. Rino ci ha spiegato anche che parlare della mafia trapanese vuol dire parlare del campo imprenditoriale perché è riuscita a vincere i vari concorsi e appalti trasformando così azioni che prima venivano considerate illegali in legali.

A fine incontro ci sono state due cose che mi sono rimaste particolarmente impresse:

- Nonostante tutta la violenza e crudeltà che la famiglia Messina-Denaro ha dimostrato negli anni molte persone la definiscono come una famiglia per bene che dovrebbe essere adorata.

- “La libertà di scrivere il proprio pensiero va al di là di essere giornalista” penso che questa frase debba interessare tutti ma in particolare noi giovani con la funzione di spronarci a esprimere sempre le nostre opinioni in qualunque situazioni.

Infine per concludere in bellezza la giornata eccoci pronti a servire gli stand della cooperativa per la festa in paese accompagnati da musica locale e risate.

E ora tutti a letto che domani ci aspetta una giornata di riposo meritato al mare.

Francesca Milani

 

27 agosto - Corleone

Ed eccoci infine arrivati all’atto finale di questa avventura, dopo dieci giorni di gioia, pomodori, sole ed entusiasmo, siamo riusciti nella più ardua delle imprese: FINIRE LA RACCOLTA NEL CAMPO DI SANT’IPPOLITO!

Che dire, sembrava impossibile ma ce l’abbiamo fatta! E’ stata un’esperienza stancante, formativa e abbronzante della quale non ci dimenticheremo facilmente e neanche c i dimenticheremo di tutte le straordinarie persone che abbiamo conosciuto in questi giorni.

Ritorniamo a casa più consapevoli della complessità del fenomeno mafioso e della necessità di un impegno da parte nostra attivo e costante, meno influenzabili dai luoghi comuni, tranne quello dei toscani che aspirano la C.

Oggi, terminato il lavoro nei campi, dopo l’ottimo (come sempre) pranzo sponsorizzato dallo SPI CGIL, ci siamo dedicati alla cernita dei ceci della cooperativa, non perdendo l’occasione di fare due chiacchiere tra volontari, coordinatori e soci. Nel tardo pomeriggio abbiamo affrontato un’interessantissima discussione sulla presenza delle mafie in Italia Centro Settentrionale con Maurizio Pascucci. Dopo una splendida ed abbondante cena, riunitici in sala comune, si è effettuata la consueta riunione di fine campo, durante la quale abbiamo parlato di questa esperienza, considerando i suoi pregi ed i suoi difetti.

In conclusione, è stata senz’altro un’esperienza costruttiva e divertente che ci lascia sicuramente un po’ cambiati rispetto a quando eravamo arrivati.

“Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia.”

(Enrico Berlinguer)

 

Giuseppe & Mauro

 

26 agosto - Corleone

Dopo una domenica di meritato riposo, siamo tornati alla routine del lavoro nei campi.

Anche oggi pomodori! Dopo 4 ore di intenso lavoro con qualche pausa più che meritata e qualche foto per documentare il nostro lavoro, siamo tornati a casa Caponnetto dove ci aspettava un succulento piatto di pappa al pomodoro (tipico piatto toscano).

Nel pomeriggio, dopo le compere alla bottega della legalità dei prodotti a marchio “Libera Terra” e una volta riunita la truppa, visita d’obbligo al cimitero per onorare le tombe di Placido Rizzotto e Bernardino Verro; lì abbiamo ricordato la passione e l’impegno del sindacalista e la storia del Sindaco/Cooperatore impegnato contro la mafia corleonese. Dopo un ampio approfondimento sulle vicende riguardanti i due uomini, abbiamo fatto il giro dei pizzini che partivano dalla casa della moglie di Provenzano fino al covo dove si nascondeva il boss, scoprendo attraverso le varie tappe che faceva la corrispondenza la storia dell’arresto del Capo dei Capi. Alla fine del percorso ci siamo goduti un suggestivo panorama di Corleone con tanto di foto di rito, vicino al luogo di latitanza di Bernardo Provenzano, a soli due chilometri dal paese!

Alla fine di questa lunga giornata, cena a base di pesce e proiezione del documentario “Scacco Al Re” che ricostruisce la cattura di Bernardo Provenzano.

 

Francesco

Clara

3 agosto - Corleone

Svegli a alle ore 6.00 per andare al mare a Balestrate con tutta la famiglia del campo. Naturalmente Franco e alcuni coraggiosi volontari hanno anticipato la partenza di un’ora per occupare i tavoli e la griglia nel bosco di eucalipti che ci ha ospitato.

 

L’arrivo al mare è stato però ritardato.

La sosta è durata solo due ore durante le quali alcuni volontari si sono dilettati a giocare a palla con due calzini arrotolati, mentre altri aiutavano un pastore a far attraversare la strada al gregge di pecore che lo seguiva.

Giunta al mare, la carovana si gettava in acqua per refrigerarsi dal caldo torrido del viaggio e si ristorava successivamente con una gustosa grigliata di carne preparata da Franco. Dopo un riposo generale siamo ripartiti per rientrare a Casa Caponnetto dove Giovanni ci attendeva con ansia per brindare alla nascita della nipotina Carlotta.

 

Manuela, come ormai da una settimana, concludeva la serata con l’ennesima lavatrice, contenta e soddisfatta di aver accontentato ancora una volta tutti i ragazzi del campo.

 

Graziella, Maria Grazia, Manuela

31 luglio - Corleone

Il quarto giorno è iniziato benissimo grazie ad un ottimo cornetto al pistacchio. Stamani abbiamo finalmente inaugurato il pullman nuovo da 30 posti per andare nei campi e, dopo un’ora di comodo viaggio, ci siamo subito messi al lavoro. Come i giorni precedenti abbiamo zappato il terreno intorno alle future piante di acero e noce.

Fatta una meritata pausa pesca, siamo saliti verso l’agriturismo, purtroppo chiuso, dove Salvatore ci ha raccontato la storia travagliata del bene. Oggi la struttura non è agibile ma l’idea della Cooperativa è di trasformarla in un agriturismo accogliente e funzionante, infatti da domani inizieremo la pulizia e sistemazione della struttura, lavoro molto diverso dal solito e più stimolante!

Dopo un sostanzioso pranzo, alcuni di noi ragazzi si sono recati al circolo dei pensionati in fondo alla strada per giocare a carte e passare il pomeriggio in compagnia di alcuni veri Corleonesi, cercando di decifrare il loro quasi incomprensibile dialetto. Tornati a casa, Calogero ci ha illustrato la storia della cooperativa, nata nel 2004, che attualmente gestisce circa 150 ettari di terreno e varie strutture confiscate alla Mafia. Finito l’incontro, ci siamo acculturati tutti insieme grazie a mille cruciverba e per concludere in bellezza, dopo cena, la Lina ha preparato due deliziose torte di mele.

Nonostante le dolorose scottature provocate dal sole di stamani, anche stasera scenderemo giù in piazza a prenderci una meritata birra.

 

Chiara, Emma, Ilaria e Vittoria.

30 luglio - Corleone (bis)

Il quinto giorno del campo è iniziato con la visita di due beni confiscati alla banda della Magliana. La prima costruzione, destinata a diventare l' hotel paradiso, è situata alla sommità di Montecatini terme. È stato perpetrato un vero e proprio abuso, non solo edilizio ma ancor di più nella deturpazione del paesaggio circostante! Il secondo immobile è il Kursal, ex discoteca modificata strutturalmente dopo la confisca per diventare un centro commerciale!

Nel resto della mattinata abbiamo visitato altri due beni confiscati alla camorra, che operano già nel territorio per favorire il reinserimento sociale di soggetti disagiati. In primis siamo stati a Borgo Buggiano in via Siena ( appartamento in zona residenziale, quindi complicato riutilizzo senza intaccare la quotidianità ) dove amministrazione e l'associazione diamoci le ali hanno riutilizzato il bene con un progetto per la riabilitazione di ragazzi che hanno problemi sociali, in quanto è difficile l'inserimento in un ordinaria e dignitosa vita per una gran parte di giovani italiani. Ci è sembrato evidente la riuscita del progetto.

Per l'ora di pranzo ci siamo recati presso il Gruppo Valdinievole nel comune di Massa e Cozzile (loc. Macchino ) . Erano presenti l'assessore alla cultura Bertocci Laura e l'assessore al sociale Luchi Fiorella. La storia di come il bene sia stato confiscato e poi affidato ci è stata raccontata in maniera sublime da Libero Palombo che ci ha fatto comprendere quanto sia stato difficile la riuscita del progetto, in quanto essendo uno dei primi due beni confiscati da riutilizzare, è stato necessario colmare una lacuna legislativa e abituare i cittadini a convivere con i soggetti del progetto ( recupero e reinserimento di soggetti affetti da dipendenza di alcol e droga ) . La riuscita del progetto, anche in questo caso, è palesemente certa. Ci è stato offerto un ottimo pranzo, nota estremamente positiva in quanto non solo evidenzia il buon lavoro svolto nel recupero dei soggetti ma ancora di più il senso di responsabilità e l'organizzazione dimostrata avvalorano il totale recupero. Nella riflessione successiva siamo orgogliosi di come un ex rifugio di camorra e traffico di droga possa divenire una seconda occasione di vita per persone colpite dall'annientamento mentale legato a forti dipendenze.

Nella serata siamo stati nel comune di Serravalle pistoiese in loc. Masotti dove abbiamo partecipato alla festa dell'unità e siamo stati ospitati a cena. Ottima accoglienza, bell'ambiente, buon intrattenimento.

La giornata è stata piacevole e interessante e ha lasciato sicuramente qualcosa in ognuno di noi.

Cordiali saluti.

30 luglio - Corleone

Finalmente! Oggi l’iter che è iniziato ad aprile, tra nulla osta, collaudi, rilascio targhe, nuova immatricolazione, rilascio libretto, problemi al sistema della Motorizzazione Civile, si è concluso.

Da questa sera il nuovo pulman 30 posti ...acquistato dalla nostra Cooperativa,anche grazie al contributo dello SPI CGIL Nazionale e dalla CGIL Toscana, ha cominciato a muoversi per essere utilizzato dal progetto “Liberarci dalle spine”, e per permettere gli spostamenti dei ragazzi con una sicurezza maggiore nelle varie attività del campo di lavoro.

Un pensiero particolare va a tutti i ragazzi del campo di Corleone del 7 – 16 luglio coinvolti nel brutto incidente del 14 luglio, che “forse” con questo nuovo pulman poteva essere evitato.

Un abbraccio

Calogero Parisi

Presidente della Cooperativa Lavoro e Non Solo

 

 

29 luglio - Corleone

Ciao popolo!

Sole e caldo a Corleone per il primo giorno di lavoro. Giù dal letto alle sei e mezzo , i nostri eroi si accingono a raggiungere posti misteriosi, popolazione… nessuna traccia.

Zappa in spalla, acqua, pesche e tanta voglia di faticare! Nessuno capisce le spiegazioni di Franco ma i nostri eroi vanno avanti imperterriti.

1,2,3,4,5,10,100 campi… naaah solo uno e mezzo e via di nuovo verso casa. Pranzo, pisolino e tutti al laboratorio della legalità. Qui apprezziamo i quadri di Gaetano Porcasi che ci trasmettono forti emozioni, anche grazie alle spiegazioni di Annalisa, la responsabile del centro. Soddisfatti facciamo un giro per Corleone e anche oggi non ci facciamo mancare IL cannolo che ci tappa lo stomaco prima di cena (non diciamo niente a cuoca Lidia).

Dopo cena rotolando verso un bar prendiamo un gelato e tutti a nanna.

Viviana, Marta, Beatrice, LuHa

p.s. Da leggere in toscano

 

 

 

 

28 luglio - Corleone

Ciao a tutti,

siamo in diretta da Corleone, una piccola cittadina nei pressi di Palermo. La nostra giornata è iniziata prestissimo a causa del volo che ci ha condotto fino a Palermo. Appena usciti siamo stati sorpresi dal caldo allucinante al quale non siamo abituati. Dopo le “ avventure” per salire a bordo della navetta per arrivare fin qui, siamo riusciti a giungere a destinazione.

Superate le assemblee, dove ci siamo presentati noi ragazzi e i collaboratori dello SPI CGIL , c’è stato concesso il meritato riposo, quello che ci voleva. Arrivati a fine giornata possiamo dire che abbiamo ricevuto una buona accoglienza, sottolineiamo l’ottimo pasto, e ci sentiamo già di casa. Speriamo che questo campo rispetti le nostre aspettative su tutti i fronti, fiduciosi vi auguriamo una buonanotte.

Andreo, Ste, Meda, Richi.

 

25 luglio - Corleone

Questa è la nostra ultima sera a Corleone anche se sembra ieri che abbiamo messo per la prima volta il piede dentro Casa Caponnetto. Sono stati dieci giorni incredibili, difficile racchiudere in poche righe tutte le esperienze vissute. La nostra permanenza qua si chiude davanti a un tramonto mozzafiato vicino alla croce che domina tutta Corleone, dove abbiamo fatto la verifica conclusiva. Forse non ci sarebbe modo migliore per chiudere questi giorni se non con le parole che sono uscite dalle nostre bocche, parole spontanee, parole vere, dette col cuore in mano da persone che questa esperienza se la porteranno dentro per sempre. Ci sentiamo semplicemente di ringraziare tutte le persone che ci hanno accompagnato in questo viaggio e che hanno condiviso con noi e reso possibile ogni giorno. Corleone è un po’ un luogo di incontro. Incontro con una realtà diversa, così lontana dalle nostre città, incontro con le persone che la vivono e con tutte le persone che testimoniano un impegno concreto in quei valori che condividiamo e sentiamo nostri. E infine anche un incontro fra generazioni diverse. Per questo ci sentiamo prima di tutto di ringraziare i volontari dello SPI: è stato bellissimo condividere con loro questi giorni, sentirli raccontarci le loro storie e intraprendere qualsiasi tipo di discussione. Salutiamo dunque Nada, Giovanna, Ivana e Marcello, Giovanni e Giovanni che ci hanno regalato momenti unici e facciamo i nostri migliori auguri a Lidia, Sileno, Maria Pia e Franco, sicuri del fatto che i ragazzi che ci seguiranno avranno la stessa calorosa accoglienza che è stata riservata a noi. Ringraziamo poi Irene, la nostra coordinatrice, che ha reso possibile tutto questo e che ha mostrato una passione e una forza veramente ammirevoli. Ultimi ma non certo ultimi i soci della cooperativa. E’ grazie a loro se tutto questo è possibile, sono forse le loro vite e il loro lavoro la testimonianza più importante che ci portiamo a casa. Ci sentiamo tutti cambiati da questo posto, dalle persone che abbiamo incontrato. Guardando Corleone distesa ai nostri piedi realizziamo che non vorremmo essere in nessun altro posto. Vorremmo dire a tutti i soci della Cooperativa che nonostante tutte le difficoltà, gli errori, le delusioni, le preoccupazioni di tutti i giorni non si può fare neanche un solo passo indietro. Forse non sarà mai abbastanza, ma ogni estate 700 ragazzi tornano a casa con una nuova consapevolezza, con un nuovo entusiasmo e tutto questo solo grazie a voi. 700 ragazzi come noi, qua, che stiamo per lasciare questa nuova casa che già ci manca e ci mancherà.

 

Alice, Elena, Eugenia, Francesco, Gaia, Giulia, Laura, Letizia e Marta

 

24 luglio - Corleone

Giorno di partenze, giorno di arrivi. Dopo aver salutato ieri i componenti del SPI Cgil: Nada, Ivana e Marcello; stamani ci hanno lasciato anche Franco e Maurizio, partiti alla volta della Toscana.

Ma questo non ha sicuramente fermato la nostra voglia di fare e di renderci parte attiva di questo progetto. Questa mattina infatti ci siamo recati nel giardino retrostante la sede della Guardia di Finanza (ex casa di Totò Riina) per ripulirlo dalle erbacce. A seguire è stato fatto un breve ma intenso incontro con alcuni rappresentati delle forze dell'ordine, non prima di aver visitato la struttura.

In seguito ci siamo recati da Luigi alla Panetteria del Sole che, come tanti altri, ha deciso di dire basta allo sfruttamento dello strapotere mafioso. Come? Iscrivendosi all'associazione "Fior di Corleone", vendendo prodotti propri e rifiutando di scendere a patti con la mafia. Nel primo pomeriggio sono arrivati i nuovi volontari dello SPI cgil, che ci faranno compagnia nei nostri ultimi giorni a Corleone.

Dopo pranzo e una breve pausa ci siamo diretti a Portella delle Gineste dove abbiamo incontrato Mario e Serafino, due tra i superstiti della strage del 1947, che ci hanno raccontato la loro storia. Una visita molto interessante fatta di momenti profondamente toccanti.

Una giornata molto piena, che si rivela come sempre istruttiva e ricca di nuove consapevolezze che sicuramente porteremo con noi nel nostro ritorno verso casa.

Giulia e Francesco

 

23 luglio - Corleone

Come d’abitudine questa mattina Franco ci ha accompagnati al lavoro. Ci siamo occupati di sistemare la lana raccolta nei giorni scorsi. Oggi il tempo trascorso a lavoro è stato più breve ma non meno faticoso degli altri giorni, in quanto nel primo pomeriggio era programmata la partenza per Partinico.

Dopo un pranzo veloce ci siamo recati presso la sede di Telejato dove abbiamo conosciuto il bizzarro Pino Maniaci che ci ha fatto attivamente partecipare al suo telegiornale facendoci lanciare i servizi riguardanti le notizie del giorno. E’ stato affascinante scoprire come viene gestito questo coraggioso telegiornale e soprattutto chiacchierare con il suo fondatore. Non solo ci ha raccontato eventi della sua vita che potremmo definire sbalorditivi ma ci ha anche trasmesso la passione con cui opera e ha sempre operato spronandoci ad essere persone attive e vivere la vita con coraggio. Lui per primo è esempio concreto di questo coraggio perché con grande ironia e toni provocatori riesce rivolgersi direttamente al pubblico senza omettere nessun particolare scomodo, soprattutto riguardante il tema della mafia.

Quella di oggi è stato l’ennesimo esempio di una vita vissuta all’insegna della legalità e della dedizione all’informazione libera e pubblica. Sulla via del ritorno per Corleone non sarebbe stato possibile non riflettere sull’intenso pomeriggio che abbiamo vissuto e con l’interrogativo “cosa anche noi possiamo fare concretamente per questo nostro paese?”.

In conclusione ma non per questo meno importante ringraziamo e salutiamo ancora una volta col cuore i volontari dello SPI della regione Toscana che oggi sono tornati a casa dopo questi giorni di condivisione.

 

22 luglio - Corleone

Anche oggi di buon ora ci siamo recati nei campi a lavorare la terra, dove i soci hanno piantato noci ed aceri. Grazie al duro lavoro di ieri non c’è voluto molto a terminare il campo, permettendoci di riposarci per poi andare alla sede della Finanza di Corleone per sistemare il terreno comunicante. L’edificio che ora appartiene alle forze dell’ordine era proprio la casa del malavitoso Totò Riina; ci hanno raccontato che il bene, inizialmente era stato consegnato alle istituzioni scolastiche, è poi divenuto l’attuale sede della Finanza.

Nel pomeriggio siamo riusciti finalmente a farci raccontare la storia della cooperativa dal suo presidente (Calogero).

Ci ha elencato i terreni appartenenti alla cooperativa e tutti i sacrifici che ne derivano nel lavorarli. Inizialmente non è stato facile per tutti i soci mandare avanti il duro lavoro, soprattutto per il poco numero dei presenti. La vicinanza dei terreni confiscati a quelli ancora appartenenti alla famiglia mafiosa ha supportato un ulteriore ostacolo nei primi periodi. Oggi la cooperativa riesce a gestire un gran numero di beni, grazie al lavoro di tutti i soci e dei numerosi volontari che ogni anno vengono a dare una mano

Tutti pensano che Corleone non abbia mai combattuto contro questa realtà mafiosa a cui è sempre stata soggetta, invece nel corso della sua storia ci sono state molte rivolte e persone che ci hanno messo la faccia pur di cambiare la situazione. I soci con questo progetto hanno fatto esattamente questo, con anima e corpo continuano tutt’oggi a concentrarsi sui terreni e i beni confiscati. Ad esempio, ormai da tempo, c’è il progetto di far diventare Casa Caponnetto un ostello, oppure il laboratorio di disegno con le scuole.

Concludiamo con una frase che Salvatore disse ai tempi della fondazione della cooperativa:

“Prima ero dall’altra parte, ora sto dalla parte giusta.”

Eugenia e Marta

 

21 luglio - Corleone

Con la consueta sveglia delle 6.25 (e con l'abbondante colazione in Cooperativa) abbiamo iniziato il nostro quinto giorno a Corleone.

Mentre Marta e Giulia pulivano la casa, il resto del gruppo è tornato con Franco nello stesso campo del primo giorno. E' stato particolarmente bello zappare oggi, sia per la temperatura piacevole che per l'allegria delle canzoni con cui ci tenevamo compagnia.

Sulla strada del ritorno Franco ci ha fatto entrare in una latteria Di Corleone, dove un arzillo 82enne è stato orgoglioso di spiegarci i segreti della ricotta. A noi, abituati ai rapporti (generalmente) distaccati del nord, rimarrà impressa la generosità di questo posto, ad esempio in latteria ci è stata regalata della ricotta appena fatta. Ci siamo leccati i baffi!

Dopo il pranzo e la (meritata) pennichella, Irene ci ha fatto da Cicerone portandoci alle cascate e al Monastero di Corleone. Ci siamo riscoperti fotografi davanti a un paese così affascinante e caratteristico visto dall'alto.

Tornati in Cooperativa abbiamo cenato con delle deliziose pappardelle al cinghiale e del tronchetto di gelato offertoci da Francesco. Al di là delle singole attività che facciamo, tutti i momenti di questo campo sono caratterizzati da un grande spirito di condivisone, curiosità e amicizia. Ci siamo già ambientati così tanto che alcuni di noi stanno organizzando di passare capodanno 2015 qua.

Buonanotte da Corleone. Anzi, GorleOOne!

Letizia e Giulia

 

20 luglio - Corleone

Stamani per la nostra gioia ci siamo alzati più tardi del solito per una domenica di relax. Ci siamo diretti alla reggia dei Borbone, a Ficuzza, dove un componente della Forestale ci ha guidato mostrandoci il palazzo e raccontandoci la flora e la fauna presente nel bosco intorno al palazzo e di come negli anni anche questa sia cambiata a causa della mano dell'uomo.

Successivamente abbiamo visitato il Centro di Recupero LIPU, l'unico a livello regionale e uno dei più importanti in Italia. Qui gli animali selvatici quando vengono ritrovati feriti vengono accolti, curati e se possibile, reintegrati nel loro habitat naturale. Tutti noi ragazzi siamo rimasti colpiti dalla passione con cui lavorano i volontari e la competenza che dimostrano, soprattutto perché non ci saremmo mai aspettati di trovare un centro di così grande importanza in questa zona.

Tornati a casa, dopo il pranzo ci siamo dedicati tutti alle pulizie della casa finché alle 15.30 siamo andati in piazza per vedere una corsa di go kart regionale. Una volta lì, abbiamo scoperto di aver sbagliato l'orario ma siamo comunque rimasti ad aspettare l'inizio della gara.

Questa giornata si conclude con la visione del film "I cento passi" che parla della vita di Peppino Impastato, grande simbolo della lotta antimafia e per noi grande punto di riferimento in questa nostra esperienza e per le nostre idee. Ha dedicato infatti la sua intera vita a una lotta che l'ha portato poi alla morte pur essendo lui stesso figlio di un mafioso, sperando di visitare Cinisi e percorrere i famosi cento passi.

Domani ci aspetta la sveglia presto per i lavori sui campi.

Buona notte a tutti

Marta e Laura

 

19 luglio - Corleone

"Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare." (Paolo Borsellino)

 

È una grande responsabilità scrivere il diario oggi, perché è difficile raccontare cosa significa il 19 luglio per Palermo. Ma oggi più che mai siamo fieri di essere qui. Eravamo in via d'Amelio, dove 22 anni fa hanno perso la vita il giudice Borsellino e la sua scorta: Antonio Vullo, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina.

Una via d'Amelio tinta di rosso per le tante agende alzate verso il cielo. Oggi abbiamo visto una Palermo "viva", che nonostante le tante lacrime versate non può che identificarsi come carnefice delle stragi che l'hanno sconvolta.

Tanti volti, volti emozionati, volti rabbiosi, volti determinati, volti di chi aveva 20 anni nel '92 e che ricorda quella strage come fosse ieri, e infine volti di chi ha 20 anni oggi (come noi) e che nel '92 neanche c'era. Eppure la bellezza dei tanti giovani presenti dimostra che niente è stato dimenticato, anche grazie alle testimonianze dei familiari (come quella di Salvatore e Rita Borsellino) che raccontano il loro dolore.

Non solo la memoria, ma anche il calore con il quale è stato accolto il PM Nino Di Matteo, segno di una coscienza civile che vuole dire "MAI PIÙ" e che si stringe attorno a quegli uomini, i quali portano sulle loro spalle il peso dell'eredità del lavoro svolto da Falcone e Borsellino. Una cittadinanza che si ribella all'isolamento e alla delegittimazione del lavoro di chi lotta per la Verità.

Tante emozioni, che però non hanno senso se restano isolate nel calendario. Per questo la responsabilità e la fortuna di essere qui, a Corleone, a fianco di persone che fanno della lotta alla mafia il loro lavoro e la loro quotidianità.

"In via d'Amelio non è morto nessuno. Paolo e tutti gli altri vivono nel nostro impegno. Oggi non ha vinto la mafia, oggi abbiamo vinto noi."

(Salvatore Borsellino)

 

Gaia e Francesco

18 luglio - Corleone

Corleone 18/07/14

Con oggi è iniziata la nostra avventura nei campi e come primo lavoro abbiamo lavorato la terra armati di zappe ( e tanta crema solare). Dopo aver assaporato il gusto della fatica , ritornati in cooperativa, ci siamo brevemente riposati per poterci preparare all’intenso pomeriggio che ci avrebbe aspettato. Infatti ci siamo recati al “laboratorio della legalità” dove la gentilissima Annalisa ci ha mostrato le opere di Gaetano Porcasi attraverso le quali abbiamo compreso a pieno la violenza e la crudeltà del fenomeno mafioso nel territorio siciliano e non solo. Le parole non possono esprimere la commozione provata da tutti noi nell’ascoltare le vicende di piccole ma grandi persone che con il coraggio e la loro stessa vita hanno aperto la strada ad un percorso contro le mafie che non può e non deve finire. L’inizio è stato più che soddisfacente e speriamo che possa migliorare.

Un saluto da tutti noi

A domani!

Alice e Eugenia

 

15 luglio - Corleone

Abbiamo vissuto momenti sicuramente indimenticabili, nel bene e nel male, e nonostante il terribile incidente che ha coinvolto tutti i volontari, tanto i feriti quanto i non, questa esperienza lascerà un segno indelebile nei nostri cuori.

L’evento di ieri mattina ha incrementato in noi lo spirito di unione, mettendo in risalto la solidità di questo gruppo di “lavoro e non solo”, un “non solo” che comprende amicizia, affetto, comprensione e rispetto.

A nome di tutto il gruppo di volontari porgiamo i nostri più sinceri ringraziamenti a tutta la cooperativa e soprattutto a Libero Galligani, che ha reso possibile tutto questo.

Viviamo quest’ultima serata come la fine di questo campo e come l’inizio di una fase della nostra vita.

Grazie di cuore

Aurora, Francesca e Narghess

3 luglio - Corleone

Come ogni giorno anche oggi ci siamo svegliati presto, ormai è diventata un abitudine... Dopo aver fatto colazione, ci siamo preparati e siamo andati al campo di pomodori. Abbiamo capito subito che era molto grande e a noi spettava il compito di zappare via le varie erbacce che davano fastidio alla pianta e radunare intorno ad essa la terra in modo che non si seccasse, non essendoci possibilità di irrigarla.

E’ stata una mattinata stancante, a differenza delle altre, forse anche perchè mancava praticamente un terzo del gruppo, che insieme a Calogero, si è avventurato in un nuovo lavoro. La cooperativa infatti sta iniziando anche una raccolta di lana proveniente dalla tosatura delle pecore, che verrà mandata a Biella dove sarà filata e lavorata. Il lavoro anche per loro è stato molto pesante, hanno messo nei sacchi quasi una tonnellata di lana e li hanno caricati nel camion della cooperativa. A pranzo i volontari dello SPI avevano cucinato anche oggi benissimo, o almeno così ci è sembrato, a giudicare dalla foga con cui abbiamo saziato la nostra fame, infinita come la nostra stanchezza. Dopo aver riposato un po', nel pomeriggio abbiamo guardato il film "Scacco al Re" che racconta la storia della cattura di Provenzano l’11 aprile 2006. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere i luogh di Corleone che sono stati le tappe fondamentali dei “pizzini” all’epoca della latitanza di Provenzano e tutte le fasi della scoperta del covo che lo teneva nascosto. Successivamente tutti insieme siamo andati con i nostri "splendidi" pulmini a ripercorrere quei luoghi e ad ammirare il panorama sulla città dalla croce che la sovrasta. Dopo cena, a differenza delle altre sere, non siamo usciti e ci siamo rivisti con emozione I cento passi, il bellissimo film sulla storia di Peppino Impastato, un po’ tristi e rassegnati per la mancata visita a Cinisi.

Che altro dire, ogni giorno che passa ci aspetta una nuova avventura, una nuova emozione, un nuovo sentimento, una nuova sensazione. Ogni momento è splendidamente diverso dagli altri, ed è questo il bello, della vita qui a Corleone, non sapere che cosa succederà domani e poter vivere ogni giorno con grande intensità, come se fosse l'ultimo…

Laura Faienza

 

Russell-Newton

 

1 luglio - Corleone

Ragazze e ragazzi giovanissimi; quasi tutti under 18. Tutti volenterosi di fare e impegnati ad ascoltare e vedere fatti inediti, spesso non trattati dai mass media ma anche assenti nei social network. Questa mattina saremo presenti a San Cipirello per condividere con la Flai Cgil una bella iniziativa propositiva in relazione all'utilizzo delle tante terre pubbliche incolte presenti in Sicilia. Così potremmo ripercorrere l'impero agrario del latifondismo siciliano e il dramma della fame di tanti braccianti. Fatti assenti nei libri scolastici ma necessari nell'ambito del Sapere dei tanti studenti italiani.

 

 

 

 

30 giugno (bis) - Corleone

Lunedí mattina al di fuori della solita routine, questo: una sveglia movimentata, l'alternarsi di sbadigli e molti piedi nudi a contatto col pavimento. "Piove!" Hanno detto; abbiamo forse avuto l'onore di portare un po' d'acqua in queste terre d'oro, con noi? Una moltitudine di dita ha picchiettato lievemente sugli schermi di molti telefonini: niente, la pioggia evidentemente non crá visita. Cosí partiamo, anche oggi in compagnia di buona musica, succose susine e zappe usurate da mani sconosciute. Ad aspettarci, all'arrivo, ci sono loro: piantine nascoste da cumuli di terra, bisognose di quell'aiuto che adesso spetta a noi portare. Il sole ci ha salutati dopo un'ora di duro lavoro, proprio quando una ragazza, non priva di forza di volontà, ha dovuto abbandonare il gruppo. Rimasti in quindici, finire il lavoro è stata la cosa piú soddisfacente che abbia mai fatto; dopo quattro ore, posare l'arnese ai propri piedi madidi di sudore e terra, avvicinare la borraccia alle labbra screpolate dal tiepido vento e portare alla bocca quel frutto tanto agognato non suonano più come semplici gesti: sono i nostri premi, meritati come la pacca sulla spalla di un padre che sembra dire: "bravo, ce l'hai fatta; sei un campione." Anche la doccia ha avuto parole di elogio per noi, sciacquando via la fatica dai nostri volti. Un po' di riposo, qualche manciata di delizioso riso e un ulteriore momento di pausa. Adesso sono le quattro e mezzo, il gruppo si sta dirigendo verso la Bottega della Legalità: ancora non sappiamo quanta ignoranza pervade le nostre anime; non ne sapremo mai abbastanza.. mai. I muri sono tappezzati da quadri, all'unisono bellissimi e devastanti, e il benvenuto ci è dato da Annalisa, la cui forza è celata dalla temperanza dei modi di esporci il tema. I dipinti ci squadrano, cercando di capire chi siano coloro che si accingono a scattare loro così tante foto. I racconti si sommano l'uno all'altro ad una velocità incredibile: morti, combattenti, succubi, diversi.. il cielo siciliano, sotto il potere della mafia si è fatto di un porpora sempre più denso. Vittime innocenti, come il bambino che, spaventato, ha cercato di rivelare l'omicidio di Placido Rizzotto, finendo invece tra le braccia di un Morfeo troppo avaro: un veleno, iniettato dal mandante dell'abominio, il dottore di cui l'innocente si è fidato. O quando, l'anno successivo, otto carabinieri e sono morti nella strage di Bellolampo a causa di un'autobomba - dal momento in cui le forze dell'oridine hanno cominciato ad opporsi, le loro sorti si sono capovolte. Si sono susseguite le storie di altri compatrioti - il piú famoso dei quali, Giuseppe Impastato, morto a Cinisi e protagonista di uno degli inni piú famosi d'Italia.

La mafia non tocca ne mamme ne bambini, dicono - non è vero. La mafia va dove ci sono i soldi, il potere. A lei interessa ingrandirsi, e chiunque le si opponga deve essere necessariamente eliminato, recluso, assillato. Ma è solo dopo la morte di Paolo Borsellino - avvenuta in una calda giornata di fine luglio del 1992 - che la mafia comincia ad uscire dalla Sicilia, diventando un problema mondiale. Medesimo capitalismo centralizzato, differenti maniere di esporsi e comunicare.

Abbiamo varcato la soglia con aria assonnata, e uscendo i nostri occhi straboccavano stupore: perchè, la Sicilia, grande contesa tra potenze di ogni era, è dovuta crescere lontano dalla propria Madre? Una fanciulla lasciata a se stessa che ha dovuto imparare a cavarsela, la cui sfortuna ha voluto come protagonisti persone egoiste e prive di umanità: il loro ego è stata la cosa piú preziosa, l'unica gemma a cui valesse la pena aggrapparsi.. anche a costo di uccidere. Una cena abbondante ha posto un punto alla nostra giornata; tra sbadigli e occhi appannati, una disputa sull'uscire o meno e qualche spuntino notturno, le note sconnesse dei nostri "buonanotte" hanno salutato il paese d'oro che domani, lo sappiamo, ci aspetterà.

 

Giulia Cappelli

Russell-Newton

30 giugno - Corleone

Sono le sette e già abbiamo le scope, il mocio e la pattumiera in mano: Buongiorno !

La mattinata si prospetta più tranquilla del solito, niente zappa, niente guanti.. Saliamo in pullman in compagnia dei nostri amici americani e ci dirigiamo verso Sagesta! Arrivati a destinazione, abbiamo ammirato le bellezze antiche della città, in particolare il tempio e il teatro. Finito di visitare la città, era già l'ora di pranzo... finalmente! Muniti di panini e frutta, ci siamo avviati verso una spiazzo verde e ci siamo fermati li a mangiare. Risaliti sul pullman, in men che non si dica rimaniamo abbagliati dal luccichio del mare siciliano: "bedda matri"! La spiaggia era a dir poco affollata. Ci catapultiamo in acqua lasciandoci trascinare dalle onde, delle alghe e sopratutto da tanto divertimento! Alle sette ci siamo mossi per raggiungere dil pullman che ci avrebbe riportato a casa. Nonostante avessimo qualche minuto di ritardo non siamo riusciti a resistere alla tentazione di assaggiare le arancine siciliane che abbiamo divorato di furia prima di salire sul pullaman. Arrivati all'areoporto è l'ora di salutare i nostri amici americani e finalmente rientrare alla base.

Arrivati in cooperativa, ci hanno accolto i cuochi con il loro solito entusiasmo, e la serata si è conclusa in modo semplice.

Adesso è l'ora di andare a letto, buona notte a tutti!

28 giugno - Corleone

Stamattina, dopo la solita traumatica sveglia, abbiamo incontrato gli americani e con loro ci siamo diretti al vigneto. Una volta lì Salvatore ci ha spiegato il lavoro da fare: intrecciare i rami della vite che sporgevano dai supporti in ferro. Insieme ad un gruppo di studenti americani della Syracuse University di Firenze, nonostante il caldo, abbiamo portato a termine il lavoro al meglio. Tornati a “casa nostra”, dopo il pranzo, sempre in compagnia dei ragazzi statunitensi, ci siamo diretti verso una nuova meta: Portella della Ginestra, il luogo dove il primo maggio 1947 è avvenuta la prima strage di stato. Bambini, uomini e donne sono stati uccisi mentre stavano celebrando la festa del primo maggio per mano della banda di Salvatore Giuliano. Qui ci hanno accolto due sopravvissuti alla strage, Mario e Serafino; quest’ultimo ha esordito con un breve approfondimento sulla comunità albanese che, da circa 500 anni, vive nella piana. Infatti i cartelli delle aree circostanti a Portella della Ginestra sono sia in italiano che in lingua albanese.

Serafino e Mario ci hanno raccontato brevemente come la resistenza alla mafia sia stata sempre molto presente in questi territori ed è arrivato a narrare anche la tragica esperienza del 1 Maggio 1947 alla festa dei lavoratori: in quella occasione un gruppo di mafiosi ha sparato alla folla che manifestava pacificamente,coinvolgendo anche giovani ragazzi. Quella è stata la prima occasione eclatante in cui la mafia ha mostrato a cosa potesse arrivare; questo evento ha traumatizzato parecchio sia Serafino che Mario e a quest’ultimo ha cambiato la vita,portandolo a diventare uno dei primi lottatori nella guerra alla mafia in quella località. Mario ci ha raccontato come la loro battaglia sia stata importante per il nostro futuro e come siano cambiate le cosa in questi anni; ci ha spiegato che per avere tutti i diritti che abbiamo ora sono morte tante persone,ma, nonostante tutto ciò, è molto fiero di aver fatto parte di coloro i quali hanno lottato per ottenere ciò che desideravano.

Noi siamo molto soddisfati di aver potuto conoscere dei personaggi come loro e speriamo che gli sforzi della loro generazione siano un punto di partenza per cambiamenti più grandi che investano tutto il mondo(non solo nel campo della mafia). Successivamente all’attività pomeridiana abbiamo trascorso una fantastica cena con i nostri ospiti americani. E’ stata una cena parecchio abbondante e divertente. In essa abbiamo potuto socializzare con gente straniera proveniente da un altro continente,perciò con modi di vita molto diversi (anche se entrambi occidentali)n questo modo abbiamo potuto aver un interessante scambio culturale e scoprire cosa pensano di noi italiani negli Stati Uniti. Questo ci ha fatto molto piacere e ci ha interessato particolarmente. Adesso siamo molto stanchi ma aspettiamo con ansia le avventure dei prossimi giorni!

 

Yiftalem, Giovanni e Federica

 

27 giugno - Corleone

Alle 6 del mattino tutti eravamo in piedi per affrontare un nuovo bellissimo giorno .

Dopo una prolungata colazione e un risveglio immediato siamo saltati sul camioncino che ci avrebbe portato al campo con la mente ancora tra cuscini e lenzuola .

I nostri occhi si sono illuminati nell'osservare la magnificenza di una distesa di campi verdi. I colori si confondevano , il verde abbondava e i fiori gialli traboccavano , sconfinando in altri campi. Con zappa in mano e cappelli in testa abbiamo iniziato a "massaggiare" le terre, accorgendoci di avere alle spalle un paesaggio incredibile.

Dopo già un'ora la zappa iniziava a pesare e il sole aveva toccato ogni campo. La mattinata è passata lentamente, ma in compagnia di tantissime stupende persone accomunate da uno stesso interesse. Tornati a casa , abbiamo fatto una doccia fresca e subito dopo , abbiamo mangiato. Dopo pranzo ci siamo riuniti nel terrazzino della nostra camera e abbiamo riempito le nostre ore a cantare e a suonare la chitarra.

Alle 17 abbiamo assistito al racconto di Calogero, il presidente della cooperativa, a riguardo della storia della cooperativa e subito dopo tutti insieme, ci siamo calati nel centro di Corleone a degustare il cannolo siciliano, accompagnando la nostra camminata con numerose foto. Al nostro rientro, la cena era già servita, così ci siamo seduti col sapore di ricotta fresca del cannolo ancora in bocca . La stanchezza si faceva sentire ma siamo riusciti comunque a deliziare la nostra serata con l'ultima camminata del giorno giù in paese.

L'arietta fresca e il venticello erano giunti a Corleone e noi siamo sprofondati in un lungo sonno .

Ora prevista per la sveglia del giorno dopo : 7:00.

Elena Pezzatini

Russell-Newton

26 giugno - Corleone

Eccoci: alle 12:00 siamo finalmente arrivati a Corleone e dopo una faticosa salita siamo giunti alla sede della cooperativa.

L'accoglienza dei volontari è stata calorosa e mi sono subito sentito a casa mia.

Dopo esserci sistemati, il pranzo era già in tavola; una volta mangiato, finalmente il meritato riposo! Nel pomeriggio sono arrivati gli altri volontari e così la giornata è volata, neanche il tempo di presentarsi ed era già l'ora di cena. Prima però ci siamo riuniti nella stanza da pranzo per conoscerci. Ognuno si è presentato esponendo i propri propositi e le motivazioni per cui era venuto qua. Infine abbiamo capito che ognuno di noi, nessuno escluso, ha bisogno di approfondire quest'argomento e dare un proprio contributo. Calogero, il capo della cooperativa, insieme ai vari coordinatori ci ha illustrato e spiegato come si svolgerà la nostra permanenza a Corleone. Hanno parlato delle varie regole tra le quali prevalevano soprattutto il rispetto degli orari previsti e del mantenimento di un atteggiamento rigoroso e rispettoso non solo con i coordinatori e i professori ma anche tra volontari. A un certo punto ha preso la parola Paolo (anziano socio della cooperativa) il quale ci ha fatto comprendere il significato e il tipo di presenza della mafia a Corleone e Palermo, citandoci anche delle esperienze personali. Infine, Calogero ha concluso specificando che se ognuno appunto terrà un atteggiamento consono, questa attività sarà indimenticabile! !

 

Dopo cena una breve uscita di gruppo e a mezzanotte il coprifuoco.

Per ora l'esperienza mi sta piacendo molto anche se ancora il vero lavoro deve ancora iniziare!!

Leonardo

25 giugno - Corleone ----- RACCONTI DI VIAGGIO

Siamo arrivati al grande giorno, sono le 8 di sera,l'ansia e le perplessità sull'esperienza a cui sto per partecipare tartassano la mia mente. Prima di partire faccio un grande sospiro, saluto i miei cari e salgo su, su un treno che farà ritorno fra 10 giorni. Il viaggio comincia nel migliore dei modi, le ragazze dopo una decina di minuti decidono di presentarsi, socializziamo un po’ e dopo aver rotto il ghiaccio cominciamo una bella "briscola clandestina".

Io e Gregorio (mio futuro compagno di cuccetta) ci sbarazziamo dei primi avversari e voliamo dritti in finale, la quale si svolgerà su un'altro treno. Dopo il primo turno della briscola siamo giunti a Roma dove cambiamo treno in direzione Palermo. Qua inizia il vero viaggio, la prima piccola esperienza. Appena entrati ci sistemiamo nelle rispettive cuccette dove passeremo il tempo socializzando e finendo il torneo clandestino, il quale verrà vinto ovviamente dalla coppia "Gregorio - Marco". Finito tutto ció sarebbe arrivata l'ora di dormire, noi ci stendiamo e proviamo a rilassarci inconsapevoli del nostro futuro.

Di fatto la notte sarà più lunga del previsto a causa di una temperatura simile a quella dei ghiacci al polo nord nella nostra cuccetta così la passeremo in bianco fino a Villa San Giovanni. Là montiamo sul traghetto, una breve traversata e poi di nuovo in rotta verso Palermo.

Che giornata interminabile!

Marco

Caro diario,

il viaggio è passato abbastanza veloce, probabilmente grazie alla compagnia di ragazze.

Conoscere le persone non è sempre così semplice. Proprio per questo, anche se con alcune ho trovato un immediata sintonia, con altre non è andata così. Non penso che questo sia negativo, ma che faccia parte semplicemente di un processo naturale. Tante persone hanno solo bisogno di tempo. Si tratta di una cosa caratteriale, ma che non influisce negativamente nel giudizio che possiamo dare di loro. Anzi, a volte sono le persone che più mi intrigano quelle con le quali si instaurano poi rapporti molto forti.

I ragazzi: alcuni più timidi e altri un po’ meno, ma nonostante tutto non vedo l'ora di conoscerli meglio tutti, compresa la prof. Riguardo al viaggio in sé, devo ammettere che il treno mi è sembrato un’ottima trovata. Vedere i paesaggi vicini a noi, le varie città per me ancora sconosciute, abituarsi ai letti scomodi del treno e al freddo dell’aria condizionata (queste fanno parte delle cose positive, perché non le avevo mai provate e una volta nella vita vale la pena di provarle! ahah). Così come la condivisione, iniziare a sentirsi parte di un gruppo, il contatto molto più diretto tra noi e anche con la prof, le emozioni aspettando di arrivare, ossia la voglia incontenibile di conoscere il posto e le sue novità, i pisolini, i sorrisi, i bagni sporchi, gli spuntini condivisi, la musica e i libri…Viaggio lunghino, ma intenso.

I propositi sono molto semplici e banali. Vivermi quest' esperienza in pieno, nel rispetto degli altri.

P.S. scusate gli errori ma la stanchezza comincia a farsi sentire.

Eleonora

Firenze, 7.30 di sera, 30 gradi e 9 ragazzi prontissimi e felici di partire per la Sicilia . Nessuno ama lasciare la propria casa e la famiglia ma gli addii ai binari sono ancora più struggenti. La tristezza e il vuoto che mi si era creato dentro è colmato dai tornei di briscola. Infatti sui tavolini del treno si gioca fin troppo bene a carte. Inoltre è una buona occasione per rompere il ghiaccio . All’inizio tutti siamo un po’ storditi , persino la prof.ssa Morellato, che stava per lasciare la valigia alla stazione di Roma ! La ‘stanza’ del treno dove passiamo la notte è troppo piccola per 5 persone e inoltre una scia di odore non molto piacevole si è stanziato nel nostro dormitorio . Ridendo e scherzando, tra partite di briscola, musica e chiacchiere sono volate via 5 ore, poi è arrivato il tempo di dormire. Ma per dormire intendo ovviamente, condividere il letto con un’altra persona , stare in 10 cm quadrati con l aria condizionata sul collo e la coperta che copre solo i piedi . Ma non importa , pur con la mente tra mille emozioni, almeno io , sono riuscita a dormire. Nel complesso , abbiamo portato l' allegria tra quei binari e nessuno ha potuto toglierci il sorriso dalla faccia . E io mi sento lontana da casa ma vicina ad una nuova esperienza che, vada come vada, resterà comunque indimenticabile .

Sicilia, 11.23 del mattino, 25 gradi e 9 ragazzi felici di essere in Sicilia.

 

Elena

Che dire: già solo Il viaggio è stato un'avventura, appena saliti sul treno alla stazione di Firenze, ecco che sono iniziate le prime presentazioni "imbarazzanti" tra noi ragazzi, ma non abbiamo fatto nemmeno in tempo ad accomodarci, a mangiare un panino, a finire i tornei di briscola e di dama che è arrivata già l'ora di scendere dal primo treno, a Roma. Scesi del treno, ognuno di noi, con le proprie valigie, si è diretto verso il famoso "treno con le cuccette", che ci avrebbe accompagnato fino a Palermo durante tutta la notte e per gran parte della mattinata. Inizialmente eravamo tutti agitati ed entusiasmati, ma questo entusiasmo con il passare delle ore, del tempo, si è pian piano placato, "congelato" nel freddo della notte, dove ognuno di noi tentava di dormire... Nonostante i rumori, nonostante il freddo confermato dalle coperte troppo corte e dall'aria condizionata, magari anche troppo alta, nonostante il poco spazio, nonostante il tutto, siamo riuscite/i a superare la notte... Personalmente la notte è la parte del viaggio che mi é piaciuta di più, perchè "la notte porta consiglio" e il silenzio immenso, la quiete, la magnifica bellezza che c'è durante la notte è immensamente insuperabile, soprattutto se accompagnata da una buona musica classica. Ed ecco che comunque con il trascorrere del tempo, delle ore, la notte inizia a salutarci e, sperando in un’accoglienza di un sole accecate, mai sorto, si iniziano a sentire i primi "buongiorno" dalle altre compagne di cuccetta o a intravedere i primi sorrisi mezzi assonnati.

(...to be continued..)

Laura

 

L'attesa è stata forte, la curiosità di visitare e conoscere la Sicilia è tanta. Finalmente alle 8 circa siamo partiti e il nostro viaggio è iniziato. La compagnia è inaspettatamente molto simpatica e socievole, il viaggio da Firenze a Roma è stato soprattutto basato sull'ascoltare musica e giocare a briscola. Arrivati a Roma è iniziato il vero viaggio: finalmente abbiamo fatto amicizia con gli altri due maschi del gruppo con i quali ora come ora c'è molta complicità e simpatia reciproca. La notte è stata caratterizzata principalmente da problemi "tecnici" ai quali io però sono sconosciuto perché mi sono addormentato quasi subito. Al risveglio eravamo già in Calabria!

Verso le 6 abbiamo preso il traghetto e secondo le aspettative il paesaggio era cambiato e la maggior parte del viaggio era stato fatto. Ora siamo a Palermo e la voglia di conoscere le tradizioni e la cultura di questa bellissima regione è sempre più forte!!!!!!!

Leonardo

Mi rendo conto dell'ormai vicinissima partenza solo una volta intravisto il gruppo Russell-Newton in lontananza sulle scalette della stazione. Come al solito sembro mancare solo io, mi avvicino in fretta e mi concentro sui visi del miei compagni e compagne: Tanti sorrisi, altrettanti propositi e nessun ripensamento, tutti sembrano pronti per l'avventura, me compresa. Oltre a partire con mille borse in spalla parto con altrettante aspettative; "conoscere" é la parola che mi guiderà in tutti questi 10 giorni, credo insieme a "sonno", già qua in treno è impossibile chiudere occhio tra aria condizionata, la sconfitta a briscola sulla coscienza e una discreta puzza di piedi! Arrivati a Palermo sembra che il sole abbia finalmente voglia di salutarci, la Sicilia ci accoglie calorosamente!

Giuditta

Eccoci: il treno è partito e il sud ci sta aspettando. L'emozione è tanta - come ad ogni partenza - e la voglia di vedere, scoprire, assaporare i colori di una terra che è tutta una sorpresa si fonde all'ansia di un ignoto pronto ad essere colmato. I compagni di viaggio, tutti sconosciuti, mi hanno strappato sorrisi e regalato un viaggio, inaspettatamente, piacevole - nonostante abbia numerose volte perso a briscola! Ma verrà il tempo anche per una bella rivincita. Con queste parole riassumo il primo giorno di viaggio, cercando, adesso, di chiudere un po' gli occhi - il treno proprio non rispecchia il mio ideale di comodità!

Giulia

In treno non siamo riusciti a dormire per il freddo dovuto all’aria condizionata che il controllore non sapeva spengere! La nottata è stata abbastanza lunga ma divertente, tra le partite a carte e la cena alle tre di notte! Il gruppo si è unito molto velocemente grazie alle ragazze che tendono a coinvolgerci in svariate discussioni e attività. Sono contento di questo viaggio e credo che continuerà per il meglio!! P.S. io e Marco siamo i campioni indiscussi di briscola… per adesso.

Gregorio

 

Il viaggio più lungo che abbia mai fatto, e il più stancante, anche se molto divertente. Non abbiamo dormito molto.

Tommaso

24 giugno - Corleone (bis)

Anche questo campo antimafie è arrivato alla sua conclusione, non sarà facile lasciare Corleone, salutare i soci della Cooperativa 'Lavoro e Non Solo', cooperatori semplici che hanno fatto del lavoro passione, dignità e antimafia popolare!

In questi dieci giorni sono stati "i maestri" di questi 23 volontari, lo saranno per tantissimi altri fino a Capodanno. Oltre al lavoro ordinario , faticoso e professionale, di ogni azienda agricola biologica hanno messo a disposizione il loro tempo per formare e educare i volontari, tutti under 18.

Per noi organizzatori significa mettere in campo il valore della Cooperazione Sociale e di dare sostanza ad una memoria fatta da tanti cittadini Corleonesi e Meridionali che da sempre hanno combattuto e combattano i mafiosi a casa loro. Noi siamo convinti che Corleone può cambiare, può divenire il simbolo dell'Antimafia Popolare nel nostro paese, se ce la faremo daremo speranza ai tanti luoghi bui dell'Italia dove le mafie contano di più dello Stato, contribuiremo al miglioramento della qualità della vita di tutto il paese anche di dove prevale miopia.

Le ragazze e i ragazzi di ieri e di oggi che sono stati protagonisti di questo campo antimafie rappresentano nel migliore dei modi l'Italia che ce la vuole fare e la meglio Gioventù del nostro paese,

Buon Viaggio a tutti lori e soprattutto Arrivederci! Casa Caponnetto e la Cooperativa Lavoro e Non Solo è anche "Cosa Loro"

24 giugno - Corleone

Questa mattina la lancetta dell’orologio segnava le sei, quando siamo stati buttati giù dal letto amorevolmente dai nostri coordinatori per recarci al campo già noto da ieri. Con la zappa in mano abbiamo terminato il lavoro tra un paio di pause e qualche spuntino. Alle 12 pranzo delizioso ma veloce che anticipava l’incontro con Pino Maniace al suo studio televisivo di TeleJato. Tutti noi volontari abbiamo preso parte alla registrazione odierna del telegiornale e ci siamo impegnati nel comparire anche nel suo tg leggendo alcune delle notizie che presentava. Tra un servizio e l’altro abbiamo avuto l’opportunità di metterci a confronto con Pino stesso, che si è presentata una persona da rispettare che porta allegria e sorrisi pur marcando cose molto importanti. Mentre tutti noi gli ponevamo ripetute domande, su come avesse deciso di intraprendere questa carriera e soprattutto con questa sincerità, Pino afferma di riportare notizie nude e crude. “Telejato è la normalità”. Dopo questo piacevole e istruttivo incontro di cui siamo fieri, ci dirigiamo nuovamente a casa dove tutti insieme gustiamo con allegria l’ “ultima cena” del campo. Nada come sempre si è superata!!! E così è arrivato il momento dell’ultima riunione, quella dove ognuno di noi ha tolto i vestiti che ha indossato per dieci giorni, esprimendo in modo del tutto spassionato le emozioni e la gioia che questa esperienza ci ha regalato.

A questo proposito ci tenevo a dire qualcosa ai prossimi ragazzi che si troveranno a condividere, se non le medesime, ma almeno simili emozioni. Per quei volontari che si siederanno in quel tavolo e che dormiranno in quei letti dove noi abbiamo trovato per 10 giorni la mia ‘casa’ dico solo: vivete, lottate, preparatevi ad arrivare senza nessuna pretesa e ad andarvene pieni di emozioni e sensazioni che nessuno mai potrà regalarvi se non quest’esperienza costellata dal vostro impegno stesso. Quindi cari volontari, afferrate una maniglia e preparatevi ad essere colpiti da un vento forte e possente, che vi cambierà una piccola parte di vita e che vi porterete dietro per un bel po’. (alessia)

 

‘’sarà bellissimo partire sapendo che lasci qualcosa a cui tornare’’

Io a Corleone lascio un pezzo di cuore, lascio quanto di più puro ho potuto provare per questa terra e per la gente che la popola. Ho deciso di rendervi partecipi di qualche piccolo pensiero inerente a quest’esperienza, faccio ciò perché in dieci giorni ho imparato il vero valore del lavoro, la lotta, il sudore di una fronte che sotto il sole cocente della Sicilia zappa la terra. Potrei riassumere questo vortice di emozioni in una sola parola: SPERANZA. Speranza in un futuro che conduca a tanta prosperità questa cooperativa e a chi lavora duramente per portare avanti i suoi ideali di giustizia, legalità. Ricorderò Corleone come la patria dell’antimafia e non più come culla dei più noti mafiosi siciliani, come la terra di chi spende fatica e rischia la vita nella convinzione di costruire un futuro migliore, una realtà alternativa, pulita e libera da pregiudizi .

Ricorderò tutti con tanta felicità, come quella di chi in un contesto nuovo ed estraneo ha saputo riconoscere una grande famiglia, compagni di sveglie mattutine e risate tra una zappata e l’altra.

Vi porterò sempre con me, certa di rincontrarvi presto.

 

Alessia Cecchetti, Martina Campisi (Marta)

23 giugno - Corleone (bis)

Stamattina sono arrivati due compagni dello SPI di Palermo, Paolo e Salvatore. Nel pomeriggio le compagne di Adria sono tornate a casa. Una giornata come le altre. Alle 17 però c'è stato un bell'incontro a cui hanno partecipato anche diversi volontari di altre associazioni di Corleone. L'occasione è stata la presentazione del libro "L'ANTIMAFIA DEI COMUNISTI. Pio La Torre e la relazione di minoranza" a cura di Vittorio Coco. Ne hanno parlato Calogero Parisi, l'editore Dario Carnevale, il segretario della Camera del Lavoro di Corleone Dino Paternostro e Maurizio Pascucci. E' stato un momento di formazione civile e politica sul tema dei diritti e della necessità di difenderli con passione e coraggio, proprio come ha fatto Pio La Torre. I primi tre intervenuti hanno sottolineato soprattutto gli aspetti relativi alla memoria storica, spiegando che cos'è il sindacato, la camera del lavoro, come si è giunti all'elaborazione dell'art. 416 bis del Codice Penale, che cosa vuol dire "togliere i piccioli alla mafia", e molto altro ancora. Nell'intervento di Pascucci c'è stato invece un forte richiamo alla necessità di conoscere, di sapere come la mafia si muove oggi anche nelle altre regioni, in Toscana in particolare, dove i beni confiscati alle mafie sono ben 73 e dove c'è purtroppo una forte sottovalutazione del fenomeno. I progetti scolastici su legalità e mafia sono infatti ancora poco perseguiti nelle scuole del Centro e del Nord Italia. L'incontro si è concluso con l'invito ai giovani a farsi vigili, attenti e consapevoli guardiani della legalità, partigiani di questa nuova resistenza.

23 giugno - Corleone

Stamattina dopo la solita colazione ci siamo recati vicino Corleone per iniziare a zappare in un nuovo terreno. Apparteneva ad un mafioso rinomato di Corleone,il quale aveva stretti rapporti con Provenzano. Dopo una lunga mattina sotto il sole , per fortuna forniti di acqua e arance, ritorniamo in cooperativa dove ci aspetta il pranzo con l’idea e la convinzione che anche oggi abbiamo dato il nostro piccolo e indispensabile contributo .

Solito riposino pomeridiano alternato a docce finchè alle 5 ci siamo ritrovati nel salone della cooperativa per la presentazione del libro”L’antimafia dei comunisti”, in cui è espressa la relazione di minoranza di Pio La Torre e Cesare Terranova. Questa è considerata la base attraverso la quale è stata creata l’antimafia moderna ; fatta di azioni vere e proprie portando, dopo la morte di Pio La Torre, l’approvazione della nuova legge Rognone-La Torre che ha introdotto il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso nel codice penale. All’incontro erano presenti l’editore del suddetto libro, Dario Carnevale, e il presidente della camera del lavoro di Corleone, Dino Paternò, il quale ha direttamente conosciuto La Torre . Dino ci ha raccontato vari episodi e gesti compiuti da questo importante esponente politico, facendoci riflettere sull’importanza della nostra presenza qui. Il discorso successivo fatto da Maurizio Pascucci ci ha aiutato invece ad aprire i nostri occhi e farci capire che la mafia è un fatto reale e poi non così tanto lontano da noi. Riportando molti esempi riguardati la Toscana che ci hanno dato una maggiore consapevolezza e un ampia visione dell’estensione mafiosa.

Terminato l’incontro abbiamo subito mangiato e dopo un caffè, ci siamo riuniti nel salone per rilassarci e goderci una delle nostre ultime serate insieme. Così come i giorni precedenti stasera andremo a letto consapevoli di aver arricchito il nostro bagaglio interiore.

Sofia Pandolfini

Marta Gianangeli

22 giugno - Corleone

Giornata trascorsa in compagnia degli studenti scoprendo e visitando una Sicilia poco conosciuta partendo dal bellissimo Real Casino di caccia dei Borboni a Ficuzza, l'unica frazione di Corleone. Il monumento è stato oggetto di un restauro riuscitissimo. Si trova proprio sotto la Rocca di Busambra. Purtroppo entrambi i luoghi sono stati teatro di fatti terribili. Nella piazza di Ficuzza fu ucciso il colonnello dei carabinieri Russo e in una "ciacca", una foiba della Rocca di Busambra fu gettato il corpo di Placido Rizzotto. Usciti dal bel palazzo siamo andati in una località sopra Godrano, il Gorgo del Drago. Un bosco incantevole con uno splendido, romantico laghetto con le mucche al bagno. Un quadro macchiaiolo. Un paesaggio maremmano. Lì ci siamo fermati per il picnic. Al ritorno, stanchi ed accaldati siamo andati a farci un bagno rinfrescante e tonificante nell'acqua ghiacciata sotto la Cascata delle due Rocche a Corleone.

19 giugno - Corleone

vedere e sapere che i nostri volontari hanno visitato il laboratorio della Legalità ci provoca una profonda emozione. Conosciamo bene le difficoltà di quella confisca alla famiglia Provenzano.

Ma ricordiamo con buona lucidità la determinazione di quegli atti , l'impegno del Sindaco Nino Iannazzo nel fare i provvedimenti, il ruolo di due coordinatori Maurizio Poggi e Marco Pingitore che per primi e senza energia elettrica gestirono i volontari all'interno dell'edificio, la difficoltà vissuta nella sua inagurazione formale con presenza del ministro dell'Interno Maroni e il Ministro della Giustizia Alfano. Dopodiché il solo pensare che in quella proprietà di Bernardo Provenzano oggi ci sia un pezzo di memoria dell'antimafia popolare corleonese corredata , grazie alle pitture di Porcasi, di faccia, di bandiere e date, ci dice che abbiamo utilizzato bene il nostro tempo e le nostre fatiche. Ora si tratta di valorizzare tutto questo, lo faremo nei prossimi mesi con impegno, professionalità e passione

Maurizio

Oggi giornata di riposo! La mattina dopo una colazione abbondante ci siamo recati al laboratorio della legalità dove alloggiava l’intera famiglia di Provenza. Una ragazza ci ha fatto da guida nel museo, spiegandoci tutti i quadri appesi alle pareti e che ogni cosa non era li a caso , anzi,ogni cosa aveva un suo significato,ogni colore e ogni singolo particolare scelto. I dipinti sono del pittore Porcasi, che secondo noi è riuscito al meglio a rappresentare la macabra storia della mafia attraverso i quadri. Durante la strada di ritorno ,la visita ci ha dato ispirazione per discutere tutti insieme della mafia di ieri, confrontandola con quella di oggi e del cambiamento che ha subito nel corso degli anni; non conoscendo alcuni fatti storici di cui la ragazza ha parlato, abbiamo deciso di iniziare approfondendone uno guardando un film sulla vita di Placido Rizzotto, vittima della mafia. Dopo la mostra abbiamo potuto riflettere sulla forza e il coraggio che hanno avuto le vittime della mafia che, pur avendo paura, hanno continuato la loro lotta cercando di portare a termine i loro progetti. Ci siamo anche resi conto che gran parte di queste persone impegnate nella lotta contro la mafia sono presenti ancora oggi, ed in questi giorni sono proprio vicino a noi. Sono persone che vogliono far sì che il nome della città di Corleone non sia più etichettato con la parola “mafia”. Dopo la visione del film abbiamo cenato e ora ci aspetta una serata fuori all’aria aperta in giro per le strade di Corleone.

Martina e Tiziano

 

19 giugno - Corleone (BIS)

Oggi giornata "calma", dedicata al riposo per i ragazzi che stamattina sono andati in visita alla Bottega della Legalità, gestita da un'associazione che vede il nostro Calogero Parisi come Presidente. Noi dello SPI l'avevamo visitata uno dei primi giorni e l'avevamo trovata di grande interesse perchè la storia della mafia e dell'antimafia raccontata per immagini nei bei quadri del pittore di Cinisi Gaetano Porcasi ha il vantaggio dell'immediatezza, il messaggio che si vuole trasmettere arriva subito all'osservatore senza passare attraverso una mediazione intellettuale (o intellettualistica). Nel pomeriggio qui a Casa Caponnetto abbiamo visto tutti insieme il bel film "Placido Rizzotto" di Pasquale Scimeca. Domani i ragazzi tornano nei campi e i due compagni dello SPI di Caltagirone ripartono. Il paese oggi ha festeggiato la festività religiosa del Corpus Domini. A Corleone la religione riveste grande importanza, vi sono pertanto spesso ricorrenze religiose che rinnovano tradizioni più o meno antiche. Vi sono moltissime chiese, anche se molte di queste sono chiuse al culto e avrebbero bisogno di essere seriamente restaurate. E' presente anche una comunità evangelica che si ritrova in un proprio tempio

 

18 giugno - Corleone

Ci si alza nuovamente alle 5.00 PIU’ CHE TERRIBILE (ahah)

pennichella di routine in pulmino e sosta in Autogrill prima di ripartire al lavoro, giunti al campo (di Canicattì) per terminare il lavoro sulle viti rimaste ci rendiamo conto della quantità ridotta rispetto al giorno precedente e per fortuna il pronostico della giornata risulta clemente!! Come previsto alle 11:00 si termina di ‘’impupare’’ e sotto un bel sole caldo ci mettiamo in marcia per Canicattì dove pranziamo in bottega con panini e coca cola.

ore 16.30 di comune accordo ci dirigiamo verso una cascata appena fuori dal paese, e per i più temerari doccia fredda sotto l’acqua pungente della sorgente e tuffi a volontà! Al rientro incontriamo Calogero, il responsabile della cooperativa ‘’lavoro e non solo’’ che ci illustra le storie dei campi confiscati alla mafia.

20.00 cena abbondante con pasta al pomodoro, parmigiana, patatine ed alici marinate.

adesso sono le 22.08…. ancora incerti sull’uscire o meno, dalla regia ci suggeriscono una lunga e rigenerante dormita, che a parer nostro è la migliore delle idee!! Svago rimandato a domani!! Al lavoro e alla lotta ahah

Martina Campisi

Sofia Pandolfini

17 giugno - Corleone

Oggi sveglia alle 5...TERRIBILE!!!

Portati dai lavoratori ci siamo recati a Canicattì in un campo confiscato alla mafia.Due ore di viaggio...Cuffie alle orecchie.Arrivati lì ci hanno spiegato il lavoro da fare, vigneti da rimettere in sesto perciò ci siamo rimboccati le maniche e per fortuna il tempo era dalla nostra parte.Pausa pranzo necessaria ; panino, acqua e subito dopo ci rimettiamo all'opera.Verso le quattro e mezza del pomeriggio ci siamo rimessi in viaggio con alle spalle una faticosa ma istruttiva e collaborativa giornata.Appena tornati a casa abbiamo trovato gli altri due compagni che erano rimasti a Corleone.Ecco la loro esperienza:sveglia alle 7... abbastanza accettabile.

Siamo andati a fare colazione ad un bar, dopo siamo ritornati a casa perchè ci aspettavano le pulizie e la manutenzione del sito.

Le pulizie sono state abbastanza estenuanti, tirati a lucido tutti i tre piani della casa compreso i bagni.

Alla fine delle pulizie ci siamo messi a lavoro al computer per riordinare l'archivio del sito...ciò è stata la parte più dura di tutto.

A noi essendoci toccati anche i turni di casa abbiamo aiutato in cucina e sala da pranzo per tutto il giorno.

Dopo pranzo ci siamo rimassi a lavoro e si è aspettato i compagni che tornassero dai campi.

Alle 6...TUTTI A FARSI LA DOCCIA, FINALMENTE!!!

Cena alle 8 in compagnia e uscitina nel centro di Corleone subito dopo.

Giornata di grande collaborazione ed aiuto e poi a letto ( giorno successivo di nuovo sveglia alle 5).

Valentina Tacchi & Marta Gianangeli

16 giugno - Corleone

Questa mattina prima di iniziare i lavori della giornata, abbiamo visitato il cimitero di Corleone per rendere omaggio alla tomba di Placido Rizzotto e Bernardino Verro, assassinati dalla mafia.

Oggi a mezzogiorno sono arrivati i volontari: 15 studenti dal liceo Russel - Newton di Scandicci con un loro professore ed Elisa, la coordinatrice ARCI di Arezzo. Poco più tardi sono arrivati due studenti siracusani con il loro coordinatore, Toni, dell'ARCI di Palermo. I toscani sono partiti alle ore 20 di ieri sera, sono arrivati stanchi ma felici. Hanno apprezzato le lasagne e la pasta asciutta che Nada, l'eccellente cuoca che hanno avuto la fortuna di trovare, ha preparato per loro con l'aiuto degli altri compagni dello SPI-CGIL.

Dopopranzo un po' di riposo e riunione per l'accoglienza formale. Maurizio Pascucci ha tratteggiato la storia della cooperativa "Lavoro e non solo" evidenziando l'importanza che questa massiccia partecipazione ha avuto e ancora sta avendo diffondendo la cultura della legalità. I numeri d'altronde parlano chiaro, quest'anno per questo campo di Corleone sono previste 800 presenze. Ha poi informato i volontari sulle attività specifiche di educazione alla legalità, e cioè gli incontri che si terranno a Portella della Ginestra, alla Casa Museo di Peppino Impastato, a Telejato, ecc... Il tema prescelto quest'anno è quello della produzione agricola e la differenza tra il basso guadagno dei produttori e l'alto prezzo che i consumatori pagano al momento dell'acquisto, la necessità quindi di una filiera corta che avvantaggi i produttori e i consumatori. Di grande importanza è la scelta della Cooperativa "Lavoro e non solo" di produrre solo prodotti biologici.

Questa sera a cena si festeggiano i due Moreno, compagni dello SPI del Veneto ( provenienti da Venezia e Vicenza, che domani mattina ci lasceranno a malincuore, dopo una settimana vissuta intensamente. A sostituirli arriveranno due compagne dello SPI del Veneto dalla provincia d Rovigo.

15 giugno - Corleone

Oggi abbiamo preparato la casa per l'arrivo dei volontari. Spazzare le stanze, passare il cencio per il pavimento, lenzuola, federe, coperte e asciugamani per ogni letto. A pranzo abbiamo festeggiato il compleanno di Nada Pachetti, la nostra combattiva cuoca livornese, che ci ha deliziati con la sua saporitissima lasagna. Dopo un riposino quotidiano siamo ci siamo regalati una passeggiata nel Parco della Cascata delle Due Rocche.

 

 

 

 

 

 

14 giugno - Corleone

Oggi è stata una giornata veramente speciale.

Al mattino abbiamo partecipato al lavoro nei campi contribuendo alla sistemazione delle vigne. E' stata l'occasione per conoscere i membri più giovani della Cooperativa "Lavoro e non solo":

Erano giovani curiosi con una gran voglia di comunicare e confrontarsi. Siamo stati coinvollti nella realizzazione di un servizio di RAI2 sull'agricoltura e in particolare sull'attività della Cooperativa, che andrà in onda alla sera di sabato 28 giugno nel programma "Dossier".

Nel pomeriggio invece Maurizio Pascucci ci ha condotto a conoscere Mario Nicosia, un vecchio Compagno di 90 anni di Piana degli Albanesi, superstite della strage di Pirtella della Ginestra, compiuta il I° maggio 1847 dalla banda di Salvatore Giuliano per conto della mafia, a difesa degli interessi dei latifondisti. Siamo andati con lui sul luogo della strage ove sorge il MEMORIALE creato dall'artista Ettore De Conciliis. Mario ne conserva un ricordo vivissimo; nel suo racconto ci ha fatto rivivere minuto per minuto i fatti successi in quei tragici momenti trasmettendoci una commozione difficile da contenere. Riportiamo testualmente alcune delle sue frasi: " Non dobbiamo piangere più perchè abbiamo pianto molto. Ora dobbiamo essere forti. Abbiamo conquistato la Repubblica, la Costituzione, la Libertà, la Scuola, il voto alle Donne e non ultima l'Arma lunga 10 centimetri che non ha la pallottola ma dentro ha il veleno che uccide la mafia.......la Penna. Noi abbiamo sconfitto metà della mafia. Sconfiggere l'altra metà deve essere il compito delle nuove generazioni". Un giorno da segnare sul calendario. Una giornata da tenere stretta nel cuore e nella mente. Ricordiamo le 12 vittime:

Vincenzo La Fata, anni 8; Giovanni Grifò, anni 11; Giuseppe Di Maggio, anni 12; Serafino Lascari, anni 14; Giovanna Megna, anni 18; Castrenze Intravaia, anni 19; Vito Allotta, anni 20; Francesco Vicari, anni 22; Vita Dorangricchia, anni 23; Margherita Clesceri, anni 37; Giorgio Cusenza, anni 42; Filippo Di Salvo, anni 47:

 

13 giugno - Corleone

Stamattina visita al "Laboratorio della Legalità", 10 minuti a piedi da Casa Caponnetto: E' una struttura abitativa a due piani confiscata alla famuiglia Provenzano. Gaetano Porcasi, artista e docente presso la scuola media di Cinisi, ha dipinto una serie di quadri che tappezzano letteralmente tutte le pareti, raccontando con immagini di grande suggestione la storia della mafia e dell'Antimafia dallo sbarco delle truppe americane in Sicilia, concordato con la mafia siculo-americana, fino ad oggi. La scelta dei colori, sia dei quadri che delle pareti, crea un forte impatto emotivo. Al piano terra c'è una fornita bottega dei prodotti dei terreni confiscati. Le persone che gestiscono il laboratorio, prevalentemente giovani, sono la rappresentazione vivente dell'impegno, del coraggio civile e della dignità altissima dei tanti Corleonesi onesti. Stasera abbiamo avuto la consueta ottima cena preparata da Nada Pachetti con molti ospiti: Salvatore Calleri, Presidente della "Fondazione Caponnetto" e Assessore alla regione Sicilia, Dino Paternostro, Segretario della Camera del Lavoro di Corleone, Pino Di Francesco della COOP e molti soci della Cooperativa "Lavoro e non solo". Si è parlato animatamente di impegno civile e sociale, di Sindacati e di politica.

12 giugno - Corleone

Lo SPI del Veneto è rappresentato da Biolcati Moreno e Racanello Moreno ( Vicenza e Venezia, Bianchi Nunzia per lo SPI della Lombardia (Lecco), Nada Pachetti, Aldo Martelli e Vincenzo Scaringi per lo SPI della Toscana (Livorno). L' entusiasmo del gruppo si trasforma immediatamente in una grande simpatia e intesa. La visita di Corleone ci ha consentito di comprendere meglio le informazioni sulla sua storia e gli intrecci dei rapporti sociali e umani dei Corleonesi. Maurizio Pascucci, responsabile dell'ARCI, oltre ad accompagnarci nel giro "Dei Pizzini" alla sera ci ha intrattenuti con un dettagliato, approfondito e appassionante racconto sulla storia, sull'organizzazione e sugli effetti devastanti del fenomeno mafioso siciliano. Ciò che più ci ha colpito è il fatto che ogni forma relazione umana è regolamentata da un codice mafioso molto preciso, questo ci ha dato il senso della pervasività del fenomeno che ha creato nel tempo una forte dipendenza culturale.

Abbiamo conosciuto Calogero Parisi, Presidente della Cooperativa "lavoro e non solo" che assieme a Salvatore e Franco Ferrara, con grande coraggio hanno attivato forme di lavoro sociale nella trasparenza e nella legalità, superando, nel tempo, pregiudizi ed ostacoli considerati, fino a poco tempo fa, insormontabili.

A notte inoltrata ci siamo addormentati con un bagaglio di emozioni indimenticabili.

2 giugno - Corleone - giorno 8

Si è svolta domenica scorsa l’assemblea territoriale dei circoli Arci di Palermo.

La riunione si è tenuta a Corleone al Laboratorio della Legalità, realizzato in un bene confiscato alla famiglia di Bernardo Provenzano.

Durante l’assemblea dei circoli si è parlato della partecipazione degli stessi ai campi di lavoro che, grazie anche alla collaborazione dello SPI-CGIL, si tengono ogni anno a Corleone a sostegno della Cooperativa Lavoro e Non Solo, la quale è impegnata da anni nella valorizzazione del lavoro come strumento di emancipazione e liberazione dal giogo del ricatto mafioso.

Alla fine dell'assemblea si è svolto un primo incontro di presentazione e formazione dei ragazzi che si sono resi disponibili a collaborare da volontari al coordinamento di alcuni dei campi dell'anno in corso. In assemblea si è discusso, inoltre, della partecipazione del territoriale Arci di Palermo al progetto Led (laboratori di democrazia europea) che mira a creare un laboratorio di partecipazione diretta al dibattito all’interno delle istituzioni europee.

I partecipanti all'assemblea seguiranno i lavori del Parlamento europeo fino a marzo del 2015 e ne dibatteranno con gli altri gruppi che nel frattempo si stanno costituendo a Bologna e a Milano, oltre che in Danimarca, Romania, Francia e Spagna.

I lavori prevedono anche la partecipazione al Forum Europeo che si terrà durante il festival organizzato a Lampedusa da Arci e Comune di Lampedusa dall’1 al 5 ottobre 2014, in vista del quale si è già deciso, nella stessa assemblea di Corleone, di organizzare una seconda assemblea cittadina da tenersi a Palermo che abbia l'immigrazione come tema principale rispetto al quale focalizzare l'attenzione dell'intero progetto. In particolare si è deciso di approfondire i temi del lavoro e dei diritti civili, essendo questi gli ambiti attraverso cui è possibile leggere nel modo più ampio e completo i conflitti contemporanei con cui l'Europa è già chiamata a misurarsi con impellenza.

 

 

7 maggio - Corleone - giorno 2

Caro Diario,

oggi è il secondo giorno qui in Sicilia ma il tempo passa più veloce in questo posto dalle mille sorprese

Dopo l’abbondante colazione e dopo esser stati forniti di un pranzo a sacco siamo partiti per Portella della Ginestra. Qui abbiamo incontrato il signor Mario Nicosia che ci ha raccontato cos’è successo in quel fatidico 1 maggio del 1947 quando, circa trecento persone che festeggiavano la festa dei lavoratori sono state attaccate dalla banda di Giuliano. Abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare questa storia direttamente da un simpatico novantenne, sopravvissuto alla strage. Nella sue parole abbiamo compreso il suo dolore e il suo pentimento per non aver avuto il coraggio di aiutare i suoi compagni, ma che ancora oggi porta nel cuore e non lascia mai. Nel monumento i caduti vengono rappresentati dalle rocce in cui la loro anima è immortale. sono state uccise 12 persone innocenti fra cui molti bambini.

Successivamente siamo andati a Partinico nello studio televisivo di Telejato, telegiornale locale in cui Pino Maniaci con il sui carattere e carisma ci ha fatto partecipi del suo telegiornale. Alcuni di noi sono intervenuti in onda lanciando le notizie a cui seguiva il servizio. Abbiamo scoperto che Pino è un uomo che ha messo a repentaglio la sua stessa vita coinvolgendo anche la famiglia per una buona causa. È stato ferito gravemente diverse volte, ma non mai smesso di combattere perché è convinto che il suo lavoro possa cambiare il futuro di questa terra.

Dopo tante risate e foto con Pino ci siamo spostati a Cinisi, per visitare la casa di Peppino Impastato. È stato un giornalista, attivista e poeta italiano, noto per le sue denunce contro le attività mafiose a seguito delle quali fu assassinato, vittima di un attentato il 9 maggio 1978. Ci è stato raccontato un po’ della sua vita e la sua morte mettendo in evidenza la sofferenza della madre Felicia che a differenza di molte altre donne in lutto ha deciso di allontanarsi dai mafiosi della sua famiglia e di aprire il suo dolore a tutti. Abbiamo percorso i Cento Passi fino alla casa del mafioso Badalamenti, confiscata recentemente.

Finalmente, dopo una giornata di impegni ed emozione siamo tornati a Casa Caponnetto, dove tutto quanto è stato concluso con la dolcezza del tipico cannolo siciliano. Non vediamo l’ora di arrivare a domani per trascorrere un'altra giornata indimenticabile.

Buonanotte a tutti!

20 maggio - Corleone - giorno 6

Ciao,

noi siamo arrivati a Corleone ieri e veniamo da Carrara.

Anche se non siamo qui da tanto abbiamo capito che queste persone amano la loro terra che non lascerebbero mai e cercano di aiutarla come possono a uscire dalla sua brutta reputazione.

Ieri appena arrivati abbiamo visitato Cinisi denominata “mafiopoli” dal suo più famoso cittadino Peppino Impastato che è stato in grado di affrontare la sua stessa famiglia e dire NO alla MAFIA. Inoltre abbiamo parlato con suo fratello GIOVANNI IMPASTATO che ci ha raccontato le dolorose vicende della sua famiglia dandoci sensazioni nuove e inconsuete che ci hanno fatto sembrare di vivere dentro il film “I CENTO PASSI “.Subito dopo il pranzo ci hanno parlato di questa cooperativa “Lavoro e non solo” che utilizza i terreni confiscati alla mafia.

Nel pomeriggio abbiamo visitato delle bellissime cascate , ci siamo stupiti della bellezza naturale del paesaggio la dove gli uomini non hanno ancora messo le loro mani rovinando la natura.

Invece stamattina dopo aver fatto colazione abbiamo visitato la bottega della legalità con annesso laboratorio con una mostra di quadri che raffiguravano la storia della Sicilia mafiosa e i suoi numerosi eroi antimafia come don Piero Pugliesi,Peppino Impastato,Giovanni Falcone,Paolo Borsellino,Libero Grassi. In questa bottega abbiamo anche trovato i prodotti libera che ogni estate alcuni ragazzi come noi vengono a produrre per aiutare questa società.

Noi non ci aspettavamo di trovare tante testimonianze della mafia antica e moderna e molte persone ci hanno aiutato a capire che se vogliamo, possiamo anche noi combattere la mafia.

PER LA 2B E LA 2C:

GAIA, BEATRICE, CHIARA, NICOLO’, SEBASTIAN, PIETRO, GIULIA E SARA.

 

17/18 maggio - Corleone - giorno 3 e 4

Sabato e domenica: due giorni tranquilli di riposo, di pulizie, di chiacchere tra i volontari e di piacevoli passeggiate.

Dopo il taglio dell’erba e gli ottimi pici all’aglione fatti da Santina per il pranzo di sabato decidiamo di passare il pomeriggio alle cascate approfittando per prendere un po’ di sole e per riposarci.

Domenica invece doppia passeggiata: la mattina verso il rudere della chiesa di San Marco ormai invaso dagli splenditi margheritoni gialli e la sera scarpinata tutta in salita fino alla croce e alla terra saracena.

E per finire la buona pizza di Francesco per cena.

 

16 maggio - Corleone - giorno 2

Di buon’ora siamo andate con Franco ai vigneti di Malvello, uno dei terreni confiscati, dove abbiamo aiutato i ragazzi della cooperativa a sistemare le vigne e i tiranti di sostegno. Ma l’attività nel campo è stata interrotta dall’arrivo della pioggia che ci ha fatto battere in ritirata e tornare verso casa Caponnetto prima del previsto.

Dopo il consueto abbondante pranzo, le chiacchere intorno al tavolo e aver visto le foto fatte da Nedo durante i giorni precedenti c’è stato un pisolino ristoratore.

Ma appena è riuscito il sole siamo andate a vedere il panorama dalla croce sulle sperone sopra Corleone, passando anche davanti al casolare dove nel 2006 è stato catturato Bernardo Provenzano. Al ritorno in paese abbiamo fatto una passeggiata fino al cimitero dove è sepolto il sindacalista Placido Rizzotto, ucciso dalla mafia nel 1948.

Si avvicina l’ora della cena e al rientro troviamo i volontari dello SPI intenti a preparare la tavola: ceniamo in compagnia e terminiamo la giornata con fragole e panna… e un sorso di grappa!

Sara

15 maggio - Corleone (campo SPI Siena) - giorno 11

Nedo e Bruno di buon mattino sono andati a Trapani e poi a Palermo per accompagnare Maurizio all’aeroporto. Santina, Piero e Giorgio alle cascate di Corleone. Sergio alla prova cucina. A mezzogiorno : pasta funghi e salciccia, fettine impanate. Voto 8 in quanto ha bruciato una fettina.

Pomeriggio sono arrivate le due volontarie: Giuseppina e Sara dalla Provincia di Firenze. Nell’attesa dell’autobus da Palermo il cane “Buck” è appisolato in un vaso di fiori del Bar Excelsior. La sera il gruppo dei volontari più Calogero, Franco e Salvatore hanno cenato in allegria. Dopo la cena partita a carte. Nedo e Franco contro Francesco e Totò. Vittoria netta del due Franco – Nedo. Il resto del gruppo si è scambiato esperienze di vita.

 

 

12 maggio - Corleone (campo SPI Siena) - giorno 8

Inizio di una nuova settimana con il cielo che fa un po’ il “birichino” , qualche timida gocciolina ci accoglie alla sveglia. La giornata vedrà i nostri cuochi Nedo e Sergio cimentarsi nella preparazione del “cinghiale”, portato dall’amico Rodolfo, per la cena. Memori del successo dell’analoga serata organizzata l’anno scorso, sempre con Nedo baldo cuoco, si prevede l’arrivo di molti amici della cooperativa .

Per la giornata i compiti sono precisi: Nedo e Sergio ai fornelli, Bruno di appoggio come vivandiere e a preparare la sala e la tavola, Santina alla lavatrice a far “bucati” di tutte le lenzuola usate dal gruppo dei ragazzi di Colle Val d’Elsa.

In mattinata una sorpresa: il Presidente della Cooperativa Calogero di ritorno da un matrimonio si presenta senza la barba: un bel giovanotto.

Serata all’insegna della buona cucina e del buon umore. Sono arrivati gli amici Rodolfo e signora, Francesco con del buonissimo gelato, lavoratori della Cooperativa. Il “cinghiale alla toscana “ l’ha fatta da padrone e le pappardelle sono state la sua morte.

Con quattro chiacchiere in compagnia, una tazzina di caffè magistralmente fatta da Sergio si è conclusa la giornata.

 

11 maggio - Corleone (campo SPI Siena) - giorno 7

Il giorno di festa è salutato con un’ oretta di sonno in più.

Mattinata a gestire le camere degli ospiti e fare le prime lavatrici

A mezzogiorno ci siamo cimentati a cucinare il “castrato” al forno. Bruno e Santina sono state le vittime dell’assaggio. Tutto ottimo. Nedo e Sergio promossi..

Pomeriggio del buon calcio alla televisione leticando con lo streaming per vedere Roma Juventus.

Serata all’insegna di una bella sfida alle carte. Nedo Bruno contro Santina e Sergio. Per non andare a letto uggiosi c’è stato un bel pareggio.

 

10 maggio - Corleone (campo SPI Siena) - giorno 6

Casa Caponnetto senza il chiasso dei ragazzi sembra vuota ma il lavoro non manca. Ci siamo dedicati a mettere in ordine le stanze e trasferirci dalla casa dello SPI qui a Casa Caponnetto.

A mezzogiorno un gruppo di visitatori ha pranzato con noi. La presenza di gruppi è un fatto ricorrente a dimostrazione dell’interesse che questa esperienza desta nelle persone.

Pomeriggio si prosegue con le pulizie. La cena è preparata da Nedo e Sergio. Affettati, insalata e tanto buonumore.

9 maggio - Corleone (campo SPI Siena) - giorno 5

Mattinata dedicata alla visita delle cascate di Corleone e la tomba di Placido Rizzotto e Michele Navarra.

Pomeriggio di lavoro intenso in cucina perché la Direzione della Cooperativa ha voluto preparare una cena di tutto rispetto nella piena tradizione sicula. La cena è iniziata alle 21.30 ma l’attesa è stata premiata con la bontà delle pietanze messe in tavola. Nell’andare a dormire ci siamo salutati dal gruppo di studenti con tanti abbracci, ripromettendoci di rimanere in contatto tramite il web.

8 maggio - Corleone (campo SPI Siena) - giorno 4

Mattinata Monreale. Siamo rimasti affascinati dalla bellezza di questo monumento e sinceramente anche noi dello SPI siamo stati trascinati dalla completezza delle spiegazioni fatte dalla Professoressa . La visita del chiosco ha concluso la mattinata.

Il pranzo al sacco è stato completato con la visita ad un noto locale sul lungomare , dove si possono assaggiare le mitiche “arancine” da tutti riconosciute come le più buone di Palermo.

Grazie ad un amica del Professore , abbiamo potuto visitare luoghi importanti di Palermo.

Il quartiere arabo della “Kalsa”, dove abbiamo visitato lo Spasimo, la farmacia in passato gestita della famiglia Borsellino e la casa natale di Paolo Borsellino; Piazza Marino, dove dagli splendidi e numerosi alberi si intravedeva anche uno scorcio dell’ex Tribunale dell’inquisizione di Palermo; la chiesa di San Cataldo e la Martorana, un capolavoro arabo-normanno. Non poteva mancare la sosta in Via D’Amelio per fare un breve saluto all’albero commemorativo di Paolo Borsellino.

La serata oltre al consueto lavoro in cucina ci ha visti impegnati nel dare una mano ai ragazzi nell’organizzazione una festa a sorpresa per una compagna che compiva gli anni. Festa riuscitissima.

 

7 maggio - Corleone (campo SPI Siena) - giorno 3

Mattinata a Portella della Ginestra. Qui l’ incontro con Mario Nicosia che ha raccontato cos’è successo in quel fatidico 1 maggio del 1947 quando, circa trecento persone che festeggiavano la festa dei lavoratori sono state attaccate dalla banda di Giuliano.

Pomeriggio a Partinico nello studio televisivo di Telejato, I ragazzi hanno partecipato alla costruzione del telegiornale più lungo d’Italia. Il conduttore Pino Maniaci è un uomo che ha messo a repentaglio la sua stessa vita coinvolgendo anche la famiglia per una buona causa: lotta al malaffare e alle ingiustizie sociali.

Tappa successiva :Cinisi, per visitare la “Casa Memoria” di Peppino Impastato. Questa visita è stata per tutti noi piena di emozioni. Peppino è stato un giornalista, attivista e poeta italiano, noto per le sue denunce contro le attività mafiose a seguito delle quali fu assassinato, vittima di un attentato il 9 maggio 1978. Percorrere la distanza che separava la casa di Peppino a quella del boss Badalamenti conosciuta come “ I Cento Passi” è un emozione unica. Ognuna delle mattonelle che segnano il percorso lancia un messaggio.

La serata ci ha visti impegnati nel consueto lavoro organizzativo della cena.

 

6 maggio - Corleone (campo SPI Siena) - giorno 2

Come prima attività prendiamo confidenza con i locali della cucina. I ragazzi vanno a Corleone a visitare le cascate Due Rocche, la Chiesa del Convento delle monache di clausura carmelitane. Dopo pranzo il Presidente Calogero fa una presentazione delle attività della Cooperativa “Lavoro e Non Solo”. Il progetto nasce attraverso la sinergia tra cooperativa “Lavoro e non solo”, e l’impegno dell’Arci e lo Spi Cgil della Toscana. La cooperativa gestisce terreni agricoli confiscati ai boss delle varie mafie secondo i criteri della legge 109 del 1996.

La regina della cucina è Lina (moglie di Franco). E’ lei che si destreggia tra i fornelli dando delle indicazioni organizzative. Nostro compito è quello di dare sostegno e collaborazione alla gestione della sala ristorante. Oggi a pranzo c’è un gruppo di persone che partecipano ad un corso delle “150 ore”. 70 persone a tavola animate da uno stesso spirito di allegria è un gran bel vivere.

Prima dell’ora di cena abbiamo avuto l’onore di conoscere Rita Borsellino che ci ha parlato della sua vita e della sua carriera politica. Abbiamo conosciuto una persona fantastica, umanamente coinvolgente. Tante sono state le domande dei ragazzi sul significato della sua lotta politica, sulla sua esperienza politica al parlamento europeo, sulla figura di Paolo Borsellino.

 

5 maggio - Corleone (campo SPI Siena) - giorno 1

L’inizio di ogni nuova esperienza viene vissuta con un pizzico di curiosità. Il gruppo SPI Siena si costituisce all’aeroporto di Pisa. Nedo , è l’unico con esperienze nei campi della legalità e Santina arrivano dalla Lega di Sinalunga mentre Bruno e Sergio arrivano dalla Lega di Colle Val d’Elsa.

A Palermo incontriamo gli amici della Cooperativa “lavoro e non solo. LiberArci dalle spine” . La tappa successiva è la stazione di Palermo dove accoglieremo un gruppo di 34 allievi della scuola Don Bosco di Colle Val D’elsa accompagnati dai professori. Stanchi ma sorridenti i ragazzi prendono posto sull’autobus e tutti insieme andiamo a Corleone . Arriviamo a Casa Caponnetto e ad accoglierci c’è il Presidente della Cooperativa Calogero Parisi e Franco Ferrara il coordinatore attività. E’ mezzanotte, un nuovo giorno sta per iniziare stanchi ma con la curiosità di cosa ci riserverà questa avventura ci addormentiamo.

 

5 maggio - Corleone (campo di) - giorno 8 (extra)

Stamattina siamo tornati a Tavarnelle.Ieri, il nostro ultimo giorno a Casa Caponnetto. Giorno utilizzato per fare le pulizie in tutta la casa. Oggi arrivano tanti ragazzi dell'Istituto Pedagogico di Colle Val d'Elsa accompagnate dalle nostre amiche Serena e Elisabetta, insegnanti . La settimana è stata molto intensa da Cinisi, a Telejato, alla sede dell'Avis di Corleone e tanto altro. In questi giorni abbiamo convissuto con un gruppo di S.Vincenzo, persone che come noi sono vicini alla cooperativa. Il nostro incontro avrà sicuramente seguito. Il nostro incontro con i soci della cooperativa "lavoro e non solo" e con la gente di Corleone può essere veicolo per scambi cultutari sulle eccellenze dei prodotti del loro e nostro territorio. L'associazione "fior di corleone" può e deve essere l'inizio di questo scambio. In cucina della cooperativa Lina e Franco ci delizianocon i loro manicaretti e noi cerchiamo di far assaggiare i cibi del nostro territorio.

Vogliamo ringraziare i soci della cooperativa, la gente di Corleone, Maurizio Pascucci per averci dato l'opportunità di partecipare a questo grande progetto di antimafia sociale e speriamo che la nostra presenza possa ancora durare e anche noi (visto che sono 6 anni che andiamo a Corleone) arrivare a festeggiare 10 anni come "Liberarci dalle Spine".

Ieri sera per salutarci tutti in pizzeria da Gennaro con Calogero, Salvatore, Gabriele, Franco, Lina, suo figlio e Totò con moglie e figlia. A presto

Anna, Patrizia, Laura, Sara, Simona, Antonio, Silvano - Arci la Rampa e Spi Cgil Tavarnelle Val di Pesa

4 maggio - Corleone - giorno 7

Ultimo giorno in terra siciliana di uno dei due gruppi. Con la scusa dell'aereo prenotato per le 17.30, ci siamo avviati verso Palermo per incontrarci con i compagni dell'Arci regionale. Luciano e Chiara, due giovani molto intraprendenti, ci hanno gentilmente fatto da guida turistica per la bella città: passando dal caratteristico caos che è il mercato di Ballarò, abbiamo, poi, visitato la chiesa gesuita in stile barocco Santa Maria Gesù, la Chiesa Madre, piazza Martorana, il Comune, fino ad arrivare a fare sosta pranzo presso una delle sedi Arci che ci sono nella città, vicino all'Antica Focacceria S.Francesco, della quale non potevamo perderci gli squisiti arancini e panini con la milza!

Il circolo che ci ha ospitati per pranzo (che era una vecchia stalla) è oggi adibito a locale per piccoli concerti di gruppi locali, promuove l'arte in tutte le sue forme, la politica e la cultura. Luciano ci ha spiegato, timidamente, che in tutta la provincia di Palermo esistono pochi circoli Arci, anche se tutti funzionanti: il paragone con i nostri circoli è nato spontaneo e la riflessione è che in Toscana ne esistono molti ma per la maggior parte non agibili, non attrezzati, molti sono sede di slot machine e poco più. Nei nostri luoghi non è più usanza entrare nei circoli Arci per fare cultura, per fare politica, per fare attività sociali; sono lughi, oggi, frequentati da chi una volta ci credeva, ma che oggi è troppo anziano per poter credere in un progetto di recupero di questi.

Con Luciano e Chiara abbiamo anche discusso riguardo l'approccio del turista verso questi posti, verso la loro storia: è necessario metter su una rete tra compagni del posto per creare ed insinuare nella mente delle persone l'idea di un "turismo intelligente", l'idea che questa terra possa dare più frutti e più benefici di quanto si riesca ad immaginare, ma per prima cosa è necessario convincere chi in questi posti ci vive, creando alternative a quello che è stato fino ad adesso, creando possibilità di miglioramento, miglioramento anche della società.

Il nostro breve giro per Palermo è proseguito verso il memoriale "Pio La Torre e Rosario Di Salvo", uccisi dal terrorismo mafioso e verso via D'Amelio, dove si trova la pianta di ulivo in ricordo di Paolo Borsellino. Queste ultime tappe sono state quasi come poter rivivere quegli attimi: la piccola via in cui una moto ha affiancato la macchina di La Torre e Di Salvo e li ha brutalmente uccisi, e l'albergo che da via D'Amelio, alzando lo sguardo, si nota, da dove è stato ucciso Borsellino. Il nostro tempo è scaduto, l'ora del nostro aereo si avvicina ma di pensieri e ragionamenti ce ne sono ancora troppi per andarsene.

E' stata una mattinata intensa di nuovi spunti su cui riflettere. Il piacere di scoprire una così grande passione, da parte di giovani, verso  la partecipazione, il piacere nell'osservare la dedizione con la quale affrontano l'impegno sociale e la cura nel portare avanti progetti, mi rende energia e certezza che serve solo tanto "olio di gomiti"!

Bianca Bartoli da Colle Val d' Elsa (SI)

1 maggio - Corleone - giorno 4

Una giornata particolare: la commemorazione dei caduti della strage compenetra la festa del lavoro;

accanto ai superstiti che chiedono giustizia e verità ci sono i giovani che chiedono giustizia sociale e lavoro.

Incontriamo dei ragazzi di Palermo che, capito che non siamo siciliani, si sorprendono: che ci fanno dei toscani in questo luogo dimenticato, quando loro, siciliani, sono alla loro prima esperienza?

Un luogo e una strage dimenticati, appunto, rimossi dalla coscienza collettiva. Ma è anche da qui che dobbiamo partire per capire come è nata, ormai 67 anni fa, la nostra repubblica malata.

Ed ecco che ci rendiamo conto dell’importanza della nostra presenza, della nostra piccola grande testimonianza, oggi in questo luogo.

Solo riscoprendo e facendo conoscere le nostre radici, raccontare che quelle persone sono morte anche per noi, possiamo dare il nostro contributo alla speranza di una società più giusta e senza mafia.

Gabriele, per tutti quelli che c’erano, per quelli che ci sarebbero voluti essere, ma anche per quelli che non c’erano…

P.S. a sera la giornata si fa ancora più particolare: festeggiamo i 38 anni di matrimonio di Anna e Antonio

30 aprile - Corleone - giorno 3

Il 30 Aprile 1982 il nostro compagno Pio La Torre viene ucciso dalla mafia.

E' un onore per noi parlare di Pio come compagno perché la sua militanza e il suo impegno politico sono stati per tanti di noi, gente di sinistra, un esempio di vita.

Viene ucciso perché aveva presentato una legge per la confisca dei beni ai mafiosi.

Oggi 30 Aprile 2014 siamo qui da Tavarnelle Val di Pesa, da Donoratico, da Pontassieve, da Colle Val d’Elsa, da Pisa, tutti insieme in una casa confiscata a dei mafiosi proprio con la legge che porta il suo nome.

Il nostro “piccolo” impegno qui alla Cooperativa Lavoro e Non Solo e il ricordo del suo sacrificio ci devono rendere consapevoli che si può, se si vuole, se ci impegniamo, cambiare questa società così corrotta, ma con ancora tante, tante persone semplici come quelle che sono qui stasera a Casa Caponnetto che hanno voglia di far si che l’insegnamento di Pio La Torre sia ascoltato e seguito.

Anna e gli altri volontari toscani

18 aprile - Corleone - giorno 5

Oggi è stato l'ultimo giorno che passiamo in questo straordinario mondo. Le opinioni del gruppo devo dire sono tutte concordi nel dire che questa è un'esperienza che porteremo sempre nel cuore.

Oggi abbiamo avuto l'occasione e l'opportunità di visitare la tomba di Placido Rizzotto, il sindacalista che ha dato la sua vita per combattere lo sfruttamento della sua gente.

Altro momento toccante è la visita al museo della legalità che racconta la storia della mafia e di chi ha cercato con le sue forze di debellare tutto questo.

Abbiamo incontrato persone disponibili e che grazie alla forza che dimostrano in quello che fanno, ti fanno capire il loro attaccamento a tutto ciò.

Siamo entusiasti di questa esperienza fatta e al tempo stesso tristi che sia già terminata. Speriamo di ripeterla e speriamo di aver dato un piccolo contributo per questa causa affinché questa bellissima terra possa rinascere.

Il gruppo della Toscana.

 

17 aprile - Corleone - giorno 4

Oggi il gruppo si è spostato nelle terre coltivate dalla cooperativa.

I responsabili ci hanno mostrato gli ettari che le comprendono dicendoci che le terre sono coltivate a ceci e lenticchie. Successivamente ci sono stati mostrati i mezzi utilizzati per la coltivazione della terra. Le donne invece, quest'oggi si sono dedicate alla pulizia e alla stesura e pulizia del bucato.

Nel nostro tempo libero ci siamo dedicati alla visita di Corleone.

 

Saluti

 

 

16 aprile - Corleone - giorno 3

Buona sera Maurizio, diario della Terza giornata.

Questa giornata è stata dedicata all'importanza di questa causa. Stamattina ci siamo spostati insieme ai responsabili e al presidente nelle terre sequestrate e in una delle ex cantine sequestrate assistendo all'incontro delle autorità e delle istituzioni che hanno anticipato la consegna delle chiavi del nuovo consorzio alla cooperativa. Ci siamo emozionati perché ci è stato possibile assistere all'incontro che ci ha permesso di comprendere e toccare con mano l'impegno e la fatica spesa per tutto questo fantastico mondo.

saluti!!!

 

 

15 aprile - Corleone - giorno 2

Stamattina dopo la sveglia il gruppo si è spostato per una visita in paese attraverso i vari luoghi più significativi del paese. Successivamente verso le ore 10 il gruppo ha preparato e servito il pranzo insieme ai responsabili della cooperativa, a delle persone turche qui in visita.

In seguito abbiamo riordinato la cucina e la sala da pranzo terminando verso le ore 16.

 

Saluti, il gruppo.

 

 

 

 

14 aprile - Corleone - giorno 1

Ieri sera sono arrivati i 6 volontari della Valdera:tra di loro compagni dello Spi Cgil e di un Circolo Arci, coordinati da Luca.  Loro devono dare l’avvio alla stagione 2014 dei campi antimafie Liberarci dalle Spine facendo avviare la macchina organizzativa, anche se in verità noi non ci siamo mai fermati.

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