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L’Arci Toscana e il CNCA incontrano Enrico Rossi sul tema dell’immigrazione

Nella tarda serata di ieri ci siamo incontrati con Enrico Rossi, candidato alla Presidenza della Regione. Abbiamo avuto un confronto ampio, franco e cordiale. Oggetto della discussione: le future politiche della Regione in relazione alla questione dell’immigrazione. C’è la coscienza condivisa che si tratta di uno dei temi chiave della società moderna.

Ci si trova di fronte ad un fenomeno complesso che può generare paure e preconcetti, che bisogna cercare di governare con responsabilità. Estremamente negativo è l’atteggiamento ideologico e a volte razzista della destra, che moltiplica e non risolve le tensioni. Ma non esistono ricette facili come dimostra l’esperienza di tutti i paesi europei. Ci sono diritti che vanno garantiti e doveri che vanno rispettati in un quadro in perenne trasformazione.

Esiste, prima di tutto, una popolazione di oltre 300mila stranieri regolari che vive in Toscana, che va integrata e stabilizzata. Fondamentali sono le azioni concrete che si mettono in moto a partire dall’emergenza del lavoro nero, all’insegnamento dell’italiano, e un’attenzione particolare va posta per l’integrazione dei minori e delle seconde generazioni. C’è inoltre una legalità che va difesa e che riguarda italiani e stranieri. La certezza del diritto facilita l’integrazione e aiuta a superare le paure e i preconcetti. Rispetto all’immigrazione il mondo dell’associazionismo, in un rapporto costante con le istituzioni, può svolgere un ruolo utile e fondamentale.

Stimiamo Rossi e lo voteremo convinti. Ed è questo il sentimento delle associazioni che rappresentiamo. Ma non ci siamo nascosti anche le differenze di valutazione. Su un punto in particolare. Restiamo convinti che i CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione) sono negativi e non aiutano a risolvere nessun problema. Per noi la “clandestinità” è una condizione non un reato. Dove esistono reati effettivi è necessario intervenire con tempestività, ma per questo bastano le strutture ordinarie (polizia, magistratura, sistema penitenziario). Siamo convinti che il confronto debba continuare, soprattutto dopo le elezioni. Crediamo utile che, a partire dalla legge regionale sull’immigrazione, si costruisca un tavolo di concertazione specifico su questo tema che veda coinvolto il Governo della Regione, casomai coordinato dal Presidente, e chiami a collaborare i grandi sistemi associativi che sono tipici della realtà toscana.


Vincenzo Striano, Presidente ARCI Toscana
Don Armando Zappolini, Presidente CNCA toscano

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