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Le proposte dell’Arci Toscana per le elezioni regionali

L’Arci Toscana ha definito un suo documento rivolto ai candidati e ai partiti per le elezioni regionali (che vi alleghiamo). Si tratta di un documento parziale che non espone la completa visione dell’Arci sul mondo che ci circonda, ma individua alcuni punti particolari su cui avviare il confronto.

Vogliamo ribadire prima di tutto l’importanza degli interventi socio-culturali, in relazione ai temi della partecipazione e della costruzione di un welfare locale. C’è il rischio concreto che di fronte all’avanzare della crisi si tenda a considerare come un lusso questi interventi. Al contrario ancora di più in una fase di difficoltà le associazioni possono rappresentare una risorsa indispensabile. Se i cittadini sono economicamente più poveri, hanno ancora più bisogno, per una buona qualità della loro vita, di puntare sulle relazioni umane e sulla frequentazione di luoghi di socialità. Sempre meno il consumo di prodotti può essere la forma con cui le persone si realizzano. Inoltre, è fondamentale in relazione al welfare locale l’apporto che le associazioni possono dare anche per un buon livello dei servizi, per favorire i percorsi di inclusione sociale e quelli di solidarietà rivolti ai settori più deboli di popolazione.

Sottolineare il ruolo del terzo settore è anche un modo per difendere una delle peculiarità della società toscana e cioè la capacità di tenuta sociale, che si basa su una fittissima rete di associazioni e circoli. Bisogna però avere coscienza che se non si aiuta la vita di queste strutture la loro funzione di straordinario presidio sociale potrebbe venir meno, per questo chiediamo a partiti e candidati in che maniera e se intendono aiutare il mondo associativo toscano.

All’interno di questo ragionamento ribadiamo la nostra preoccupazione per come si svolge la discussione su uno dei punti chiave della società moderna: l’immigrazione. E’ un errore gravissimo concentrare tutta l’attenzione sul tema della sicurezza, mentre gestire il fenomeno significa domandarsi come i 300.000 immigrati già presenti nella nostra regione, attivi in settori che vanno dall’edilizia all’agricoltura, all’assistenza, possono sempre meglio integrarsi nella nostra realtà. E’ questo il modo per evitare il generarsi di tensioni a sfondo etnico come quelle a cui assistiamo sempre più di frequente.

Infine, vogliamo sottolineare l’importanza di battersi contro la diffusione della mafia, ci sono rischi concreti anche in Toscana, accentuati dalla crisi economica (si pensi solo alla diffusione dell’usura).

Per quanto riguarda il nostro ruolo vogliamo sottolineare che grazie anche al nostro lavoro si è creato un fenomeno straordinario ed unico in Italia, che vede ogni anno centinaia di ragazze e ragazzi toscani tra i 16 e i 22 anni andare a lavorare sulle terre confiscate alla mafia. Questo fenomeno è un investimento sul futuro e un formidabile veicolo per diffondere una radicata cultura della legalità democratica, che parta dalla difesa dei soggetti più deboli.

Vincenzo Striano
, Presidente ARCI Toscana

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