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L’Arci esprime sconcerto per il massiccio fermo degli immigrati a Follonica

Un’opinione pubblica democratica non può che esprimere sconcerto nell’apprendere che ieri, con massimo dispiegamento di forze, compreso l’utilizzo di un elicottero, è stato bloccato a Follonica un treno locale e fermati un centinaio di stranieri, compresi alcune donne.

 

Stazione circondata, decine di agenti, inseguimenti, un immigrato all’ospedale, tensione al massimo. La più parte, settanta, sono stati poi rilasciati e una ventina trattenuti.

I reati perseguiti, da quanto si capisce, sono commercio senza licenza e possesso di merce contraffatta. Nessuno di noi è favorevole a pratiche illegali, ma è altrettanto importante avere il senso della misura e cercare di risolvere le contraddizioni della società in cui viviamo e non esasperarle.

Come è possibile non capire che azioni così violente e spettacolari permetteranno pure di sequestrare un po’ di cianfrusaglie vendute sulle spiagge, ma hanno come effetto principale l’aumento di paure e tensioni?

In molti italiani si rafforzeranno i sentimenti xenofobi per la convinzione che gli stranieri siano pericolosi criminali, e tra gli stranieri crescerà il risentimento per un concetto della legalità a senso unico.

Quante sono infatti le azioni che tutelano gli stranieri dallo sfruttamento spesso bestiale a cui sono sottoposti, ad esempio in edilizia e agricoltura, anche nella nostra regione?

Con questi metodi non si facilitano la convivenza e la costruzione di comunità sicure e solidali.

Per questo l’ARCI si contrappone nettamente a questo modo sbagliato di affrontare i problemi e pensa ci siano sistemi migliori per utilizzare risorse economiche pubbliche e forze dell’ordine.

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