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No Rogo: una giornata di straordinaria lettura

Come ogni anno il 10 maggio si celebra l’anniversario del rogo dei libri non graditi alla folle ideologia nazista nell’Opernplatz di Berlino.

Era il 1933 e di certo quello rappresenta un atto simbolico e materiale di annientamento di culture, quale premessa di ciò che da lì a poco sarebbe stato: l’annientamento e la sottomissione di altri popoli per la conquista del mondo.

 

Come ogni anno maggio è il mese dei libri e della lettura. E come ogni anno l’Arci promuove per la data del 10 maggio No Rogo.

Vogliamo che questa data sia l’occasione per molteplici iniziative per la promozione della lettura e che sotto questo titolo possa essere promosso un appuntamento nazionale: momenti di letture collettive in piazza, in biblioteca, sugli autobus accompagnate da presentazioni, dibattiti e animazioni che si terranno in contemporanea.

Vogliamo che questo appuntamento possa essere l’occasione per stabilire relazioni con gli Enti Locali per sottolineare come le biblioteche, soprattutto quelle civiche gestite dai comuni, rappresentino un formidabile veicolo universale e plurale di cultura, l’unico oggi in grado di offrirla alle persone al di fuori delle leggi di mercato. In esse non ci sono monopoli editoriali che tengano, troviamo di tutto e di più.

L’accesso al prestito e alla consultazione in forma gratuita di testi, giornali, fumetti è da considerarsi la porta principale da cui far entrare vecchi e nuovi lettori. È la via d’accesso primaria all’integrazione tra culture e condizioni sociali differenti, è democratica, è orizzontale, è insomma davvero per tutti.

È la via maestra da percorrere per approfondire, comprendere, crescere ed emanciparsi in autonomia.

Le oltre 6.000 biblioteche civiche italiane oggi presentano molte criticità che vogliamo evidenziare e che l’impegno dell’Arci potrà portare all’attenzione dei più e soprattutto dei decisori politici:

- la drastica diminuzione delle risorse e del personale;

- la chiusura di centinaia di biblioteche di quartiere (380 secondo il Cepell);

- la disparità della situazione tra Nord e Mezzogiorno per numero di strutture, qualità dei locali e dei servizi, orari di apertura, capacità di aggiornare patrimonio librario e offerte culturali, presenza del wi-fi (un terzo delle biblioteche italiane non ha un sito web e un indirizzo email per comunicare col pubblico);

- la sostanziale diversità di trattamento pubblico tra il sostegno ai grandi Archivi e a quello alle biblioteche civiche periferiche, lasciate perlopiù alla sensibilità (e alle risicate risorse) degli amministratori locali, dell’associazionismo e del volontariato.

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