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Un mondo di Diritti

NIGER: DALLA PARTE DELLE BAMBINE E DELLE DONNE. STOP MGF!

Il Niger è uno dei paesi più poveri al mondo, nonostante le molte risorse naturali di cui è dotato. Su 4 persone, che vivono sotto i minimi livelli di sussistenza, 3 sono donne.

Le donne devono presto aiutare le famiglie nei lavori domestici e spesso non viene loro consentito di frequentare le scuole, soprattutto nelle campagne, dove per raggiungerle si deve camminare per molte ore.

In questo paese africano, le credenze e certe pratiche tradizionali sono ancora molto radicate. Tra queste c’è quella del matrimonio precoce per le bambine ed altre che vanno a ledere la loro integrità fisica e il diritto alla salute. La peggiore pratica tradizionale ancora diffusa nel paese è proprio quella delle Mutilazioni Genitali Femminili (MGF).

Insieme al CONIPRAT, il Comitato Nigerino contro le pratiche tradizionali dannose per la salute delle donne e delle bambine, noi di ARCI diciamo STOP MGF! Tolleranza zero e sradicamento totale di questa pratica: questi gli obiettivi che vogliamo raggiungere.

Il progetto

Con il tuo contributo copriremo le spese che gli operatori del Coniprat sostengono per raggiungere i villaggi più isolati e lontani dalla capitale, le attività di formazione in ambito igienico-sanitario, e più in generale sui diritti umani, che viene fatta a tutti i membri del villaggi, la formazione rivolta ai gruppi di donne su gestione amministrativa il microcredito che viene concesso ad ogni donna, compreso coloro che prima praticavano le MGF, per creare la propria piccola attività e diventare economicamente autonome, così da investire i guadagni ricavati nell’educazione dei propri figli.

Come puoi contribuire a sradicare le Mutilazioni Genitali Femminili?

- Puoi chiamarci per avere informazioni su come organizzare un’iniziativa di raccolta fondi, informazione e sensibilizzazione,

anche qui in Italia (non è vero che le MGF si trovano solo in Africa!);

- Puoi sostenere finanziariamente uno dei programmi del CONIPRAT e di ARCI Toscana versando un contributo annuale

di 200 euro;

- Puoi incontrare le delegazioni del CONIPRAT che vengono in Toscana ogni anno, così da conoscere chi beneficia del tuo contributo ed avere informazioni dirette.

FILIPPINE: IL DIRITTO DEI BAMBINI ALLA SALUTE, ALL'EDUCAZIONE E ALLA PARTECIPAZIONE

Le Filippine sono un paese del sud-est asiatico segnato da fortissimi contrasti: dei circa 90 milioni di abitanti, un terzo vive in condizioni di povertà, con meno di due dollari al giorno, mentre la ricchezza è nelle mani di un’esigua minoranza.

Sono in corso due rivolte armate che l’esercito ufficiale cerca di combattere, coinvolgendo anche i civili: i morti fra la popolazione a causa della militarizzazione sono circa 40.000. A questa situazione si aggiungono anche le calamità naturali come tifoni che da qualche anno letteralmente spazzano via le città e regioni intere.

Manila è la capitale delle Filippine ed è una vastissima area urbana situata nel nord del paese, sull’Isola Luzon. Fa parte di 17 Municipalità denominate “Metro Manila” per un totale che supera 13 milioni di persone, con la più alta densità abitativa al mondo (più di 40.000 persone/kmq). Un quarto della popolazione di metro Manila è costituita da “poveri urbani”.

Se a Manila ci si scontra con il degrado, nelle campagne oltre alla povertà e mancanza totale delle infrastrutture di base, le popolazioni sono spesso vittime degli effetti della militarizzazione.

In questo quadro difficile, ARCI Toscana si avvale della mediazione e della guida dell’associazione filippina di Manila ARCSEA, con la quale collabora da più di quindici anni, realizzando vari interventi in difesa dei diritti dei bambini, che sono le principali vittime della povertà estrema che si registra per la maggior parte della popolazione.

Il progetto

Manila - sosterremo le attività dei Day-Care Centre di Quezon City, dove vivono le comunità povere urbane. I Day-Care Centre sono centri polifunzionali creati all'interno delle comunità in cui i bambini di questa comunità si ritrovano per svolgere attività di supporto scolastico, ricreazione e formazione. I centri vengono anche utilizzati come ambulatori medici e centri di aggregazione per gruppi di donne e altre associazioni.

Isola di Mindanao - creazione di iniziative per l'alfabetizzazione degli adulti della comunità indigena dei Blaans per cui acquisteremo materiale scolastico e didattico. Verrà inoltre conclusa l’ultima fase di lavori di potabilizzazione dell'acqua che permetteranno di ridurre la mortalità infantile del 70%.

Come puoi contribuire al progetto?

- Puoi chiamarci per avere informazioni su come organizzare un’iniziativa di raccolta fondi, informazione e sensibilizzazione anche qui in Italia;

- Puoi incontrare le delegazioni di ARCSEA che vengono in Toscana ogni anno, così da conoscere chi beneficia del tuo contributo ed avere informazioni dirette;

- Puoi sostenere economicamente il programma di supporto alle attività educative e ricreative di ARCI Toscana rivolte ai bambini e alle bambine filippini versando un contributo di 372 euro annuali o 31 euro mensili.

LIBANO: IL DIRITTO DEI BAMBINI AD ANDARE A SCUOLA

Una campagna per il supporto scolastico dei bambini libanesi e siriani nel quartiere di Bab et-Tebbaneh di Tripoli in Libano. Ieri come oggi il Libano è un paese di grande instabilità politica. Sale meno alle cronache degli stati limitrofi in cui si stanno svolgendo terribili conflitti, ma esattamente come i paesi confinanti, continua a pagare le conseguenze del processo di destabilizzazione e distruzione del Medio Oriente.

Bab et-Tebbaneh, uno dei quartieri più poveri della città di Tripoli, nel Nord del paese, è oggi avamposto in Libano del conflitto siriano. Tale conflitto va avanti ormai da anni e molti sono i bambini presenti nei campi o rifugiati in Libano che non hanno accesso ai servizi basilari e non vedono il rispetto dei propri diritti come quello fondamentale di frequentare la scuola.

I bambini, anche dopo anni, non frequentano percorsi scolastici formali o ufficiali, vivono in condizioni precarie, dipendenti dai pochi aiuti forniti da associazioni o da agenzie internazionali, vittime dei gravi disturbi psicologici causati dai traumi che hanno vissuto in patria e che continuano a rivivere nella città di Tripoli.

Nel quartiere di Bab et-Tebbaneh, il Centro per bambini e adolescenti lavoratori, creato da ARCI e dalla Fondazione René Moawad, rappresenta da anni l’unica oasi di accoglienza in un paesaggio estremamente violento. L’unico luogo d’incontro dove i bambini siriani e libanesi superano insieme le difficoltà quotidiane, ritrovando la speranza che la guerra sembrava avergli per sempre tolto.

Il progetto

Con il tuo contributo garantiremo il diritto all’educazione per molti bambini e bambine siriani e libanesi. Concretamente potremo acquistare:

- Materiale scolastico come libri, quaderni, colori e altro;

- Giochi e oggetti utili per svolgere attività ricreative;

- Materiale per le visite sanitarie di base.

Come puoi contribuire?

- Puoi chiamarci per avere informazioni su come organizzare un’iniziativa di informazione e sensibilizzazione anche qui in

Italia (è molto importante parlare di cosa sta davvero succedendo in Siria e ai bambini siriani in particolare!).

- Puoi restare in contatto con noi e partecipa ai nostri incontri in Italia e ai nostri viaggi di conoscenza in Libano.

- Puoi sostenere economicamente il programma di supporto alle attività educative e ricreative di ARCI Toscana rivolte ai

bambini siriani e libanesi di Bab-Et-Tebbaneh. Versando un contributo annuale di 200 euro consentirai l’attuazione di un

percorso educativo, sanitario e sociale rivolto ai numerosi bambini del centro e garantirai l’adeguato aiuto agli operatori nel loro difficile ma preziosissimo lavoro.

 

PERU’: IL DIRITTO DEI BAMBINI A NON ESSERE SFRUTTATI

Arci collabora con l'Associazione Manthoc, movimento di auto-organizzazione di bambini e adolescenti lavoratori dal 2001.

Il Perù è una paese molto grande (3 volte l’Italia) e con un’economia in mano a poche persone che controllano le risorse ed intere attività produttive. Ampie fasce della popolazione vivono in povertà, e spesso i bambini sono costretti a lavorare per contribuire al sostentamento dalla propria famiglia.

Il Manthoc (Movimento degli Adolescenti e Bambini Lavoratori Figli di Operai Cristiani) svolge un’azione di contrasto allo sfruttamento del lavoro minorile, attraverso la partecipazione attiva dei bambini e delle ragazze all’interno dell’organizzazione. I ragazzi, infatti si autogestiscono ed eleggono i propri rappresentanti ed i responsabili delle attività, mentre i collaboratori adulti, tutti ex-bambini lavoratori, svolgono un ruolo di supporto e di rappresentanza legale. Le attività del movimento si svolgono nella ‘Case del Manthoc’, dove i bambini e i ragazzi possono studiare, formarsi professionalmente e politicamente, ed incontrare i propri coetanei. I bambini prendono coscienza dei propri diritti e della possibilità di non essere sfruttati da padroni senza scrupoli.

Il progetto

Nel corso della collaborazione tra Arci, Unicoop e Manthoc sono state realizzate molte iniziative: sono sorte quattro Case del Manthoc in quartieri molto poveri di Lima, Cuzco e Ayacucho.

Inoltre, negli ultimi due anni sono stati invece sostenuti i percorsi di creazione dei consigli consultivi dei bambini e degli adolescenti.

Questi ultimi sono organismi realizzati in collaborazione con enti locali che promuovono spazi di partecipazione diretta in cui i bambini possono portare le loro proposte, realizzare iniziative utili alla comunità ed esercitare il loro diritto alla partecipazione.

Con l'attuale progetto vogliamo:

- dare continuità alle attività realizzate nelle Case del Manthoc attraverso l’acquisto di materiale di vario genere (dal cibo per la mensa al materiale scolastico e ai giochi per le attività ricreative);

- sostenere il diritto all'educazione dei bambini e delle bambine delle comunità indigene andine, che vivono in realtà molto isolate, senza i servizi base, in cui i maestri che arrivano non hanno gli strumenti per affrontare la distanza culturale e linguistica. In queste comunità si parla spesso solo il quechua (l'antica lingua inca), né le famiglie hanno disponibilità di acquistare materiale scolastico necessario.

Come puoi contribuire?

- Puoi chiamarci per avere informazioni su come organizzare un’iniziativa di raccolta fondi, informazione e sensibilizzazione anche

qui in Italia;

- Puoi incontrare le delegazioni del Manthoc che vengono in Toscana ogni anno, così da conoscere chi beneficia del tuo contributo

ed avere informazioni dirette;

- Puoi chiederci informazioni sui viaggi di conoscenza che periodicamente organizziamo in Perù;

- Puoi sostenere economicamente il programma di supporto alle attività educative e ricreative di ARCI Toscana rivolte ai bambini e

alle bambine peruviani versando un contributo di 372 euro annuali o 31 euro mensili.

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