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Niger: dalla parte delle bambine

NIGER: Dalla Parte delle Bambine

DOVE: Niger, comunità urbane di Niamey e regione di Tillabery.

CHI PARTECIPA: Arci Toscana e Fondazione ‘Il Cuore si scioglie’ Onlus, insieme all’associazione nigerina Coniprat (Comitato nigerino di lotta contro le pratiche tradizionali). Coniprat è in gran parte composta da donne, impegnate nello sradicamento delle mutilazioni genitali femminili e delle altre pratiche rituali dannose alla salute delle donne e delle bambine. Il Coniprat cerca di agire anche sul quadro legislativo nazionale, dialogando con le autorità e le istituzioni locali e collaborando con le università, l’UNICEF e la FAO.

CONTESTO:

Il Niger è uno dei paesi più poveri del mondo. Nonostante gli sforzi fatti dai governi nigerini negli ultimi anni, l'accesso all'acqua potabile rimane assai limitato, così come l'accesso alla salute di base ed all'educazione. Il tasso di mortalità infantile e materna sono molto alti.

In Niger la pratica delle mutilazioni genitali femminili è molto diffusa, sia nelle campagne che nei sobborghi della capitale Niamey. Le mutilazioni vengono praticate sulle bambine con danni gravissimi ed irreversibili sia fisici che psicologici e sono una pratica tradizionale ancestrale, che ha poco a che vedere con la religione. Le mutilazioni vengono praticate da donne, chiamate “excisseuses”, che si tramandano questo mestiere di madre in figlia da generazioni; si tratta di donne a loro volta mutilate che non hanno cognizione dei danni che producono.

Nonostante una legge contro le MGF approvata nel 2003, che prevede il ricorso al codice penale nei confronti di chi tenti di fare o faccia mutilazioni, queste continuano ad essere perpetrate, sia per mancanza di campagne di dissuasione, sia per un forte radicamento culturale della pratica.

PROGETTO:

Le Arci di Firenze e della Toscana, in collaborazione con Coniprat, promuovono dal 2006 azioni volte al superamento delle mutilazioni genitali femminili. Oltre a numerose campagne di informazione e sensibilizzazione nei villaggi, il progetto prevede l’erogazione del microcredito per gruppi di donne che includono anche le ex-excisseus, che accettano di abbandonare la pratica delle mutilazioni per dedicarsi ad attività di orticoltura e allevamento. Le donne in genere investono queste piccole rendite economiche sia per la sussistenza, che per la sanità e la scuola dei loro bambini.

A marzo di quest’anno il progetto aveva interessato 190 donne,circa il 45% del numero totale delle excisseus della zona di Niamey e la percentuale di mancata restituzione del micro-credito era solamente del 2%, il che significa che il sistema funziona e responsabilizza chi vi partecipa.

PROSPETTIVE FUTURE:

All’inizio del 2013 sono stati ultimati i lavori di costruzione delle aule formative presso la sede del Coniprat dove sono già state avviate le attività di contrasto alle mutilazioni e cioè: 1. le attività di formazione medica sui danni fisici provocati dalle MGF; 2. la formazione professionale per insegnare un mestiere alternativo alle donne mutilatrici; 3. la sensibilizzazione sui temi dei diritti dei minori e dell’inviolabilità del corpo delle bambine. L’edificio comprende anche un dormitorio ed una mensa per le donne che arrivano dai villaggi più lontani e non possono andare e venire per la distanza ed i costi del trasporto.

Quest’anno il gruppo delle ex-excisseus della zona di Lossagoungou (provincia di Niamey) è stato allargato da 20 a 40 membri, salvaguardando le nuove generazioni di bambine dalle pratiche delle MGF. Sono inoltre state effettuate delle missioni esplorative in tre villaggi dell’area affinchè nel 2014 nuove comunità possano essere incluse tra i beneficiari del progetto.

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