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I say Palestina

A Viterbo, in occasione del Forum nazionale dell’Arci, è stata presentata una campagna a sostegno dei diritti della popolazione palestinese. Lo stallo e l’insuccesso dei negoziati, a venti anni dagli accordi di Oslo, non possono costituire un alibi alla negazione di diritti a un intero popolo che vive da 45 anni sotto occupazione militare.

 

 

Per questo  la campagna si chiama 'Palestina, una nazione senza stato, un popolo senza diritti': per richiamare, al di là del percorso dei negoziati, l’attenzione sulle condizioni di vita quotidiana dei palestinesi, sui diritti inalienabili di bambine e bambini, di giovani, di donne e uomini, per riconoscere come società civile, dal basso, l’identità nazionale palestinese, lo stato di Palestina, il diritti del suo popolo.

Al Governo italiano chiediamo di farsi portavoce delle importanti conclusioni adottate dal Consiglio d’Europa nel maggio 2012, e dall’Unione Europea nel luglio 2012. In modo particolare chiediamo nell’immediato di impegnarsi per il ri-spetto degli accordi internazionali su alcune questioni urgenti:

 

1. condannare la politica di estensione sui territori palestinesi occupati delle colonie israeliane, illegali per il diritto internazionale, e la distruzione sistematica delle abitazioni e infrastrutture palestinesi;

 

2. fermare gli arresti indiscriminati e garantire i diritti dei prigionieri, eliminando la pratica della detenzione preventiva o amministrativa;

 

3. garantire l’apertura dei valichi da e per la striscia di Gaza per permettere il flusso di aiuti umanitari, merci e persone;

 

4. garantire lo status di Gerusalemme Est come capitale dello stato di Palestina, di promuovere la riapertura delle istituzioni palestinesi nell’area, di condannare e impedire l’estensione degli insediamenti, la repressione delle pacifiche attività dei palestinesi. Un’Europa civile, un paese mediterraneo come l’Italia, devono avere come priorità della loro politica estera di garantire e promuovere i diritti di chi abita il mare nostro ed utilizzare tutti i mezzi a disposizione perché, dopo più di 45 anni, si ponga fine alla vergogna che l’occupazione dei territori palestinesi rappresenta per tutta la comunità internazionale.

 

La campagna è organizzata in modo da poter essere agita dai circoli e dai soci, sottoscrivendone il documento e dichiarando «noi, circolo....riconosciamo lo stato di Palestina, chiediamo all’Onu di riconoscerlo a pieno titolo, non solo come membro osservatore, proclamiamo a gran voce: I say Palestina»; proponendo che venga sottoscritto da altre associazioni, da consigli comunali ecc; inviando al sito www.isaypalestina.it la foto di soci o dirigenti del circolo con la scritta ‘I say Palestina’; esponendo la serie di 3 locandine sulla condizione dei palestinesi; organizzando iniziative sulla Palestina.

 

Sul sito www.isaypalestina.it (sito in costruzione) si trovano i materiali scaricabili, oltre a notizie, informazioni sulla campagna, elenco e foto di chi ha sottoscritto.

 

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